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Stephen King ama il nuovo IT, ma non altri adattamenti dei suoi libri

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I fan di Stephen King sono in fibrillazione in attesa dei palloncini di Pennywise, il pagliaccio assassino di IT. Allo scrittore il nuovo film è piaciuto, al contrario di altri adattamenti.

Un collage tra Stephen King e Pennywise

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Manca davvero poco all'arrivo del clown perverso di IT nelle sale: il film uscirà nei cinema italiani il 19 ottobre 2017 e riserverà sicuramente tanti momenti di orrore e di viscerale terrore.

Ma Stephen King, del nuovo IT, cosa pensa?

A quanto pare, avrebbe un'opinione assolutamente positiva. A rivelarlo è stato (anche) uno dei produttori del film, Seth Grahame-Smith, che un giorno si è visto recapitare nella casella di posta elettronica una mail scritta da King, il re dell'orrore in persona. Grahame-Smith aveva già condiviso con gli spettatori e i colleghi un feedback assolutamente soddisfacente che era arrivato dallo scrittore a marzo 2017.

Steve mi ha chiesto di spargere la voce: ha visto una proiezione di IT oggi e voleva far sapere a tutti che dovrebbero smettere di preoccuparsi perché i produttori hanno fatto un ottimo lavoro con il film.

Il produttore ha condiviso questo messaggio su Instagram con una chiosa e l'emoji di un palloncino rosso.

Ora posso anche morire. Addio, sono morto.

I can die now. Goodbye. I'm dead. 🎈

A post shared by Seth Grahame-Smith (@instagrahamesmith) on

Ora, a distanza di mesi, Stephen King ha voluto comunicare lui stesso quel messaggio a tutti. Su Twitter l'autore ha commentato con toni entusiastici l'adattamento di Muschietti (che, ricordiamolo, è da sempre un fan dei suoi romanzi).

Il remake di IT di Andy Muschietti è oltre le mie aspettative. Rilassatevi, aspettate ancora un po' e godetevelo.

Ma c'è di più: King ha parlato approfonditamente di IT in un video riportato da Geekztor.

Avevo delle speranze ma non immaginavo che fosse così bello [...] Secondo me, è impostato completamente sui personaggi. Se ti piacciono i personaggi, se ti importa di loro... il terrore in genere funziona. Sono sicuro che ai miei fan il film piacerà, sono sicuro che a loro il film piacerà davvero tanto. Anzi, secondo me qualcuno di loro tornerà anche due o tre volte per assaporare meglio la storia.

King stesso l'ha visto più di una volta.

Io sono tornato a vederlo una seconda volta e ho sentito che nella seconda visione stavo vedendo cose che la prima volta mi ero perso.

La notizia ha riempito il cuore dei fan di gioia: in molti erano scettici su questo nuovo film e qualcuno (senza neanche aver visto in azione il nuovo Pennywise) già rimpiangeva la performance dell'indimenticabile di Tim Curry, che aveva interpretato il clown nella miniserie del 1990.

Il parere di King è una grande rassicurazione, anche se non è una garanzia totale: uno spettatore qualsiasi potrebbe avere gusti differenti dallo scrittore e non trovare così geniale il film.

King e gli adattamenti: il caso di Shining

In realtà, sappiamo tutti che Stephen King non è un entusiasta a prescindere e non esprime opinioni necessariamente positive su qualunque adattamento - e sono tantissimi - sia mai stato tratto dal suo comparto di libri, novelle e racconti.

È noto che allo scrittore l'adattamento di Shining (1980), a cura di Stanley Kubrick, non era piaciuto per niente... eppure è considerato uno dei film horror più importanti della storia del cinema. Probabilmente il motivo dello scetticismo di King è legato al fatto che Kubrick non si era limitato a trasporre sullo schermo la storia ma aveva aggiunto del suo e modificato alcuni passaggi.

La copertina di Shining edizione 2014Bompiani
La nuova copertina di Shining con Jack Nicholson

In ogni caso, King aveva descritto Shining a Deadline con una metafora che non lasciava molti dubbi sul proprio parere.

È come una Cadillac senza motore all'interno.

L'autore aveva anche argomentato la propria posizione.

Il personaggio di Jack Torrance non compie nessun arco narrativo. [...] Lo vediamo all’inizio del film nell’ufficio di Ullman, il manager dell’hotel, e poi, ecco, è già del tutto folle. Tutto quello che fa è impazzire sempre di più. Nel film non c'è tragedia, perché non c'è un cambiamento reale del protagonista. 

Gli altri adattamenti: cosa piace e cosa non piace a Stephen King

Lo ripetiamo, gli adattamenti per il grande o piccolo schermo dei romanzi e racconti di Stephen King sono innumerevoli e l'autore ha opinioni diverse su ognuno di loro: per fare qualche esempio, gli sono piaciuti Stand by me, Cujo e Le ali della libertà e non ha apprezzato A volte ritornano.

L'autore è molto aperto agli adattamenti dei suoi lavori, purché siano fatti con cura, anche da studenti di cinema e giovani esordienti. Quello che chiede allo sceneggiatore è un simbolico dollaro per bloccare i diritti e "la possibilità di controllare la sceneggiatura", come King stesso aveva rivelato a Deadline.

Stephen King in primo pianoHDGetty Images
Stephen King è uno scrittore prolifico, ma non ama tutti gli adattamenti delle sue opere

Parlando poi dei suoi sogni, a lui piacerebbe che ad adattare un suo romanzo fosse Lars von Trier, magari dopo una scrittura a quattro mani insieme al cineasta europeo "fuori dagli schemi".

Josh Boone (regista di Colpa delle Stelle), che sta adattando la novella Revival per un nuovo film, ha svelato il proprio punto di vista sui prodotti di King che funzionano o non funzionano sul grande o piccolo schermo. A riportare le sue parole è The Guardian.

Quelli che non funzionano sono gli adattamenti che non sono riusciti a cogliere il cuore dei personaggi. 

E ha svelato il proprio parere (negativo) su Christine - La macchina infernale di John Carpenter.

Sono un grande fan di John Carpenter ma il personaggio di Christine nel libro aveva una complessità e una tristezza dolorosa che nel film non ho ritrovato.

IT però è stato già approvato dal re dell'horror e questo è sicuramente un buon segno.

Che ne pensate? Andrete a vederlo?

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