Addio a Gastone Moschin: da Amici Miei a Il padrino, i suoi film cult

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Scompare l'ultimo burlone di Amici Miei, Gastone Moschin. Attore poliedrico, recitò per i grandi: da Germi a Coppola.

Gadtone Moschin in una scena de Il padrino - Parte II

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"Amico nostro", per via di quelle zingarate divenute leggendarie che ci hanno fatto ridere a crepapelle (e continuano a farlo). È morto Gastone Moschin, il celebre architetto Rambaldo Melandri della saga di Amici Miei.

Chi ci andrà più ora al binario 3 dove è in partenza il locale per Empoli? Con Moschin se ne va l'ultima delle tragicomiche maschere ideate da Pietro Germi e modellate da Mario Monicelli. Cinema leggendario. E per questo immortale.

Attore poliedrico, capace di traslocare da un genere all'altro con nonchalance, Moschin ha preso parte alle più riuscite commedie del dopoguerra, a cominciare da l'Audace colpo dei soliti ignoti (1959), sequel del capolavoro con Gassman e soci in cui l'attore di origine veneta fornisce un alibi al Piede Amaro di Nino Manfredi.

Successivamente lavora con Luigi Zampa recitando ne Gli anni ruggenti (1962) ed è nel cast de La rimpatriata (1963) di Damiano Damiani. Il vero successo arriva però con il film di culto 7 uomini d'oro (1965) accanto a Philippe Leroy in cui Moschin impersona Adolf il tedesco. Una trama frizzante e un ritmo serrato consentono all'heist movie diretto da Vicario di sbancare i botteghini di tutto il mondo. C'è chi ipotizza addirittura che il film abbia ispirato la figura di Lupin III.

Due anni più tardi l'attore ottiene il suo primo Nastro d'argento con il ruolo in Signore & signori di un impiegato di provincia la cui scappatella extra-coniugale cattura l'ipocrisia di una nazione intera, arroccata su uno scricchiolante perbenismo con cui maschera a fatica pruriti e vizi.

Dal cinema di genere al gangster movie

Occhi penetranti e sguardo luciferino consentono a Moschin di affrancarsi dalla commedia all'italiana per reinventarsi malavitoso in uno dei più celebri poliziotteschi anni '70: Milano calibro 9, girato nel 1972 da Fernando Di Leo. Moschin impersona l'astuto Ugo Piazza, uno di quei criminali che vanno uccisi "togliendosi il cappello" e non di spalle. La pellicola è ricordata per un cast di assoluto livello - da Luigi Pistilli a Frank Wolff - e per la go-go dancing di un'avvenente Barbara Bouchet, futura icona sexy del decennio omaggiata da Robert Rodriguez in Planet Terror. 

Di Milano calibro 9, poi, esiste una spo(r)t edition. Si tratta della video Milano Kalibro Kobe con cui la Nike celebra il mito del cestista Kobe Bryant (a.k.a The Black Mamba) ispirandosi proprio al film diretto da Di Leo, strizzando così l'occhio al poliziesco all'italiana con i suoi calci-attori: da Gattuso a Marchisio, da Pazzini a Snejder.

Moschin recita successivamente in Squadra Volante (1974) accanto a Tomas Milian. Con il ruolo del bandito sanguinario conosciuto come Il Marsigliese, l'attore fa le prove generali per il ruolo che gli regala la (definitiva) notorietà internazionale, quello di don Fanucci ne Il padrino - Parte II. Memorabile la lunga, solenne, sequenza dell'uccisione dell'odioso boss del quartiere caduto nell'errore di aver provato ad estorcere denaro al futuro capo dei capi della saga di Francis Ford Coppola: il Vito Corleone di Robert De Niro.

Zingarate e avventure

Nel '75 Moschin viene diretto da Monicelli in Amici Miei, affresco "malincomico" dell'Italia post boom. Seguiranno altri due capitoli, con il terzo - affidato a Nanni Loy - che consegna all'attore originario di San Giovanni Lupatoto il secondo Nastro d'argento come miglior attore non protagonista. Della saga sono noti alcuni aneddoti, come quello degli schiaffi "veri" date alle comparse sul treno (che non gradirono) nella fatidica zingarata. Spassoso è un retroscena svelato dallo stesso Moschin, in un'intervista rilasciata a La Repubblica: "Tra i più divertenti c'è, nel secondo film, l'episodio della Torre di Pisa, a rischio crollo, sorretta dai passanti. Mentre stavamo girando la scena arrivò un pullman di turisti giapponesi, Monicelli li fece chiamare e li coinvolse per sostenere la torre. Loro non capirono bene che cosa stava succedendo, ma parteciparono".

Una scena di Amici Miei

Prima di diradare gli impegni e tornare in TV nei primi anni 2000 con Sei forte maestro e Don Matteo, Moschin si regala un altro ruolo memorabile: quello del bieco imprenditore Raccà in Com'è dura l'avventura accanto ai mattatori della risata Paolo Villaggio e Lino Banfi.

Una carriera impressionante, quella dell'attore scomparso all'età di 88 anni. L'ultimo degli Amici nostri.

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