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Da Micaela Ramazzotti a Frances McDormand, Venezia 74 celebra le madri

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Micaela Ramazzotti e Frances McDormand interpretano due madri alle prese con situazioni terribili: Venezia 74 omaggia due maternità davvero coraggiose nella quinta giornata di concorso.

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La seconda settimana di concorso a Venezia 74 non accenna a diminuire il ritmo, anzi: nel quinto giorno di concorso è stato all'insegna di una maternità senza compromessi e senza un limite al dolore. Da una parte c'è una Frances McDormand che si ispira a John Wayne per un ruolo da Oscar e manda a quel paese i fotografi sul red carpet. Dall'altra c'è una splendida Micaela Ramazzotti, che incanta pubblico e fotografi su quello stesso tappeto rosso, dopo aver sofferto le pene dell'inferno nel secondo film italiano in concorso. 

Tre manifesti a Ebbing, Missouri sarà il Leone d'Oro?

Il fllm di giornata è senza ombra di dubbio il nuovo lavoro di Martin McDonagh, finora il più convincente candidato alla vittoria finale. Il regista di In Bruges e Sette Psicopatici presenta a Venezia 74 un dramma legato a un cold case che oscilla tra western e commedia contemporanea: Tre manifesti a Ebbing, Missouri sfiora davvero la perfezione. Tra una sceneggiatura da studiare nelle scuole e un cast di caratteristi semplicemente eccelso, è davvero dura muore una sola, singola critica al film. 

Ogni aspetto di questo film è incredibile ma la performance della sua protagonista è assolutamente eccezionale: difficile pensare a un'edizione degli Oscar 2018 senza Frances McDormand e difficile pensare che l'attrice possa trovare miglior occasione per essere scrollarsi di dosso l'onnipresente associazione con il suo ruolo in Fargo (il film del 1996):

Probabilmente sarò quella di Fargo fino a quando mi seppelliranno, me lo scriveranno persino sulla tomba. Non è però un'associazione che mi dispiace. 

Non si può però che essere simpatetici con i fotografi che dovranno immortalarla nella stagione dei premi, dato quanto successo al red carpet veneziano del film. Frances McDormand ha la fama di essere una donna e un'attrice ruvida, che non firma autografi e non ama esibizioni di divismo. La sua toccata e fuga sul red carpet però è stata così fulminea da suscitare i "buuuu!" dei fotografi. A quel punto l'attrice ha perso le staffe e li ha mandati a quel paese. 

Non stupisce quindi che per il ruolo della madre in cerca di giustizia del film si sia ispirata un personaggio duro quanto lei. Il film si apre infatti con una madre che ha perso la figlia ed è convinta che la polizia non abbia fatto abbastanza per risolvere il caso. Per questo motivo affitterà tre cartelloni pubblicitari all'ingresso della città, scrivendoci sopra un duro atto di accusa contro lo sceriffo locale (intepretato da Woody Harrelson):

Ho fatto delle ricerche su questo personaggio per trovare qualche fonte d'ispirazione, ma mi convincevano solo su personaggi maschili dei film anni ’60. Alla fine il riferimento principale è John Wayne, persino per la camminata che ha il mio personaggio nel film. Ho constatato con piacere che Wayne è una figura resistita alla prova del tempo.

Il dolore di una non madre: Micaela Ramazzotti è la protagonista di Una Famiglia

Il dolore di un genitore che perde un figlio è terribile, ma cosa dire di una madre che si vede strappare i propri figli subito dopo la gravidanza, per essere venduti? Non è certo un film rassicurante Una Famiglia di Sebastiano Riso, il secondo film italiano in concorso a Venezia 74. Se non ha riscaldato il cuore della critica - che non lo ha amato - Micaela Ramazzotti si è confermata un'attrice italiana tra le più capaci a incarnare ruoli estremi e complessi. 

Uno dei meriti di Una Famiglia è quello di approcciare un tema che va oltre le adozioni e la vendita illegale di neonati a coppie sterili o incapaci di adottare: il tentativo di Riso è quello di fare uno spaccato di ogni declinazione possibile di ciò che vorrebbe essere una famiglia, ma raramente riesce a diventarlo:

In Italia questa istituzione è la nostra croce e delizia. Dentro le nostre famiglie si consumano le cose più belle ma anche i rapporti più morbosi. C’è un grande dibattito su cosa sia la famiglia oggi e io mi chiedo: è più una famiglia quella di una coppia che vende i suoi figli o lo è di più quella di una donna sola o di una coppia gay? Su ognuno di questi nuclei familiari che aspirerebbero a essere una famiglia ma non riescono mai ad esserlo il nostro film non dà giudizi. Ognuno ha il suo inferno e deve risolverlo.

Non sarà semplice per il personaggio di Micaela Ramazzotti tentare di uscire da un rapporto di sudditanza e dipendenza con il suo compagno (interpretato da Patrick Bruel) che la sfrutta. Questo uomo sa esattamente come manipolarla per fare in modo che lei continui ad aver bisogno di lui, a fare figli con lui.

Se spesso su grande schermo la vediamo alle prese con personaggi sofferenti e drammatici, sul red carpet l'attrice italiana è parsa semplicemente radiosa al fianco del compagno Paolo Virzì. Sorrisi, battute e persino un bacio sul tappeto rosso: dopo film tanto intensi, la coppia del cinema italiano è una gioia per gli occhi e per il cuore.

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