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Jennifer Lawrence è l'assoluta protagonista nel sesto giorno a Venezia 74

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Nel sesto giorno di concorso l'attenzione è monopolizzata dalla coppia del momento: Jennifer Lawrence e Darren Aronofsky presentano Madre! alla stampa. Ecco il videoriassunto di giornata.

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Il nuovo film di Darren Aronofsky non solo è la pellicola di giornata, ma forse il titolo più atteso dell'intera mostra. Non si erano ancora viste code così lunghe alla proiezione stampa del primissimo mattino come quelle registrate per Madre!, il nuovo, disturbante film del regista con protagonista Jennifer Lawrence. Era il film più atteso e si è rivelato da subito anche il più divisivo: in sala stampa sono fioccati applausi, ovazioni, fischi e qualche imprecazione. Insomma, a riguardo c'è un'unica certezza: quella che come sempre Aronofsky sa scaldare gli animi e non lasciare indifferenti. Per saperne di più a riguardo, non vi resta che leggere la recensione della pellicola

Madre!: il martirio di Jennifer Lawrence

In questa edizione della mostra di personaggi tormentati ne abbiamo visti tanti, dal prete alcolizzato di Ethan Hawke in First Reformed alle madri coraggio Micaela Ramazzotti e Frances McDormand. È Jennifer Lawrence però a soffrire di più su schermo, in un film che è stato una prova massacrante anche a livello fisico. 

La sua idilliaca vita al fianco di un noto scrittore (interpretato da Javier Bardem) in una casa isolata dal mondo viene infatti ben presto messa in pericolo dall'arrivo di misteriosi estranei (Ed Harris e Michelle Pfeiffer), che trasformeranno l'intimità della sua casa in un autentico inferno. L'attrice ha commentato a riguardo: 

Io volevo il ruolo di Michelle, mi ritrovo di più nei personaggi estroversi e forti. Interpretare una donna debole e dipendente è stato forse l'impegno più difficile nella mia carriera e ci ho lavorato per oltre 3 mesi, mentre preparavo il film al fianco di Darren. Mi ha permesso di mettermi in contatto con un lato del mio carattere che non conosco molto.

Dal canto suo la collega di set Michelle Pfeiffer rivela di aver già letto qualche recensione al film e di averle trovate piuttosto divertenti:

Il mio personaggio è stato definito dalla critica un gargoyle nelle prime recensioni che sono riuscita a leggere, perché se ne sta lì a guardare e giudicare la protagonista. È insultante come definizione, ma in un certo senso anche giusta e mi ha divertito. Io però mi sentivo sul set anche un angelo custode per Jennifer, perché in un certo senso io la aiuto a risvegliare il rapporto di coppia, no? Il mio personaggio la sa lunga, molto più lunga della protagonista. 

Madre!: Darren Aronofsky descrive l'umanità (e la fama)

Horror, allegoria cinematografica o film sin troppo ambizioso? Il regista Aronofsky replica alle critiche e ai fischi dei giornalisti con un'attitudine giocosa, inaspettata per un regista spesso descritto come arrogante e superbo:

Gli ingredienti che ho usato per il cocktail di Madre! sono molto forti, perciò è del tutto naturale che a molti il sapore finale non sia gradito. Pensate alla visione del film come a un giro sulle montagne russe: se accettate di farlo, dovete aspettarvi qualche brivido e scossone, no?

A sorprenderlo di più è quanto la stampa interpreti la seconda parte del film come una riflessione sulla fama, sulla pressione enorme che le celebrità vivono sulla propria vita privata. Io volevo parlare dell'avidità e dell'egoismo intrinseco dell'uomo - spiega il regista - e mi sorprende che in tanti la interpretino come un'allegoria sulla fama. È però una reazione che comprendo. 

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Certo la presenza di una delle star più note e paparazzate al mondo come protagonista mette lo spettatore ancora più a disagio nell'osservarne il calvario personale. Jennifer Lawrence cosa pensa della fama, lei che è costantemente seguita da nugoli di fan e paparazzi (e che ha firmato una considerevole quantità di autografi sul red carpet)?

Sono consapevole che sono stati i fan a portarmi dove sono oggi e non mi disturba firmare autografi o fare foto insieme a loro. Secondo me la cosa più importante è avere dei limiti, saper dire di no se vieni fermata mentre fai la spesa o non ti va di farti fotografare mentre sei stanca e struccata dopo un lungo volo aereo. 

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