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Giovani, belli e liberi: Kechiche racconta la gioventù a Venezia 74

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Ancora sconosciuti al grande pubblico ma pronti a sfondare: il regista Abdellatif Kechiche travolge Venezia 74 con i giovani protagonisti di Mektoub, My Love: Canto Uno. Il toto Leone d'Oro cambierà?

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Ha dovuto vendere la Palma d'Oro vinta con Vita di Adele per poter finanziare il suo nuovo lungometraggio, Mektoub, My Love: Canto Uno. Oggi, 8 settembre, Abdellatif Kechiche presenta a Venezia il primo capitolo di una trilogia pensata e realizzata completamente da lui, senza interferenze estrne, con una battaglia infinita per garantirsi i fondi necessari ad ultimare le riprese. Le ovazioni in sala stampa e il parere positivo della critica paiono però dargli ragione: che la corsa al Leone d'Oro abbia trovato un tardivo contendente?

Essere giovani negli anni '90: Mektoub, My Love a Venezia 74

Il nuovo film del regista di Vita di Adele e Cous Cous è ambientato in una località di mare francese nel 1994, dove rientra da Parigi per la vacanze estive il giovane studente Amin. Qui il ragazzo scoprirà che la prorompente e affascinante figlia di un fattore locale, Ophélie, intrattiene una bollente relazione carnale con il cugino Tony, alle spalle del fidanzato ufficiale in missione su una portaerei francese.

Seguono tre intense ore che si avvicinano al cinema neorealista e che spesso riescono a catturare - quasi in un miracolo di stile e regia - quell'attimo infinitesimale in cui Amin sembra decidersi ad innamorarsi di una o l'altra ragazza che affollano le spiagge e le discoteche della cittadina. Certo il film poteva essere più terso e meno dispersivo, ma si respira una gioventù autentica e potentissima in alcuni passaggi, mentre i rapporti tra protagonisti si fanno più complessi e densi. 

L'elemento più potente della pellicola sono forse i corpi femminili, ossessivamente ricercati dalla cinepresa di Kechiche, immortalati con grande sensualità mentre danzano, nuotano, fanno sesso e semplicemente vivono la loro gioventù. Le donne di Mektoub, My Love nelle parole del regista:

[S]ono ragazze libere, forti, che si nutrono della vita e della loro gioventù e la vivono senza freni. Volevo che questa prima parte della trilogia fosse un'inno alla vita, alla luce, al nutrimento dell'esistenza. 

L'amore assoluto di Le Fidèle

Chissà se qualcuna delle bellissime e dotate protagoniste di Mektoub My Love riuscirà a replicare il successo di una loro collega lanciata da Kechiche a Cannes, Adèle Exarchopoulos. Nello stesso giorno in cui Kechiche presenta il suo nuovo film, la protagonista di Vita di Adele presenta fuori concorso il suo nuovo progetto, Le Fidèle, al fianco dell'affascinante Matthias Schoenaerts (che abbiamo già visto a Venezia 74 al fianco di Jane Fonda e Robert Redford).

La coppia, affascinante e davvero affiatata sul set, è protagonista di un film tutto gangster e pupe capace di un crescendo drammatico davvero spiazzante. Le Fidèle racconta infatti di un amore appassionato e inarrestabile che sboccia tra una pilota di corse e un commerciante all'ingrosso di auto. Nel passato del protagonista si nascondono però dei segreti che faranno precipitare la situazione, ma non scalfiranno il rapporto della coppia. 

Un primo piano di Adèle Exarchopoulos che osserva pensosa i fotografi a Venezia 74HDElisa Giudici
Adèle Exarchopoulos a Venezia 74

Come ha spiegato il regista del film Michaël R. Roskam:

Dopo Bullhead avevo bisogno di un film che riflettesse su cosa sia l’amore assoluto. Volevo far parte del cinema tradizionale, quello in cui la forma del melodramma può essere applicata appieno. Per scrivere il film mi sono ispirato alle storie d'amore di alcuni criminali che divennero di dominio pubblico lo scorso decennio a Bruxelles. Sui giornali vennero raccontate le storie di due donne innocenti che avevano come unica colpa quella che di essersi innamorate di uomini malinconici, dal passato e presente tormentoso e fuorilegge.

Se Matthias Schoenaerts ha incantato la platea con le sue battute e la sua discreta conoscenza dell'italiano, Adèle Exarchopoulos ha sorpreso tutti con un dietro le quinte sorprendente del film: 

Fino a tre giorni prima di girare Le Fidèle, dove interpreto una donna che gareggia nei rally e guida spericolatamente la sua Porsche, non avevo nemmeno la patente. Ho dovuto imparare a guidare molto in fretta e immaginarmi cosa attragga Bibi nel mondo delle corse e della velocità.

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