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Prison Break, recensione episodio 1: Ogygia

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Il primo episodio della quinta stagione di Prison Break ci catapulta immediatamente nel vivo della storia: Michael Scofield è vivo e rinchiuso (di nuovo) in prigione...

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Michael Scofield è tornato. Ed è più vivo che mai.

Questa è la tremenda e sconvolgente verità che la quinta stagione di Prison Break ci pone dinanzi, catapultandoci, con il primo episodio, in un'avventura che si preannuncia ricca di colpi di scena.

Dal titolo Ogygia, il primo appuntamento di Prison Break 5 ci mostra subito una vecchia conoscenza per gli appassionati della serie TV: il pluri-assassino T-Bag, in procinto di lasciare definitivamente il carcere di Fox River. Sì, quello stesso carcere dal quale anni addietro era fuggito insieme a Michael Scofield, Lincoln Burrows ed altri galeotti, più o meno fortunati di lui.

T-Bag, interpretato dal sempre talentuoso Robert Knepper, prima di abbandonare Fox River (evidentemente per decisioni "dall'alto") riceve un plico da una fonte anonima: all'interno c'è una foto. Con non poco stupore T-Bag si accorge di come la persona immortalata sia proprio Michael, da tutti creduto morto dopo aver compiuto un estremo sacrificio per salvare la sua amata Sara 7 anni prima.

T-Bag decide allora di recarsi da Lincoln (Dominic Purcell) per renderlo partecipe della sua straordinaria scoperta. Apprendiamo che il fratello di Michael, del tutto estraneo alla vicenda che nella prima stagione di Prison Break lo aveva fatto condannare a morte, è ritornato alla sua vecchia vita caratterizzata da un'innata capacità di mettersi nei guai. La guida di Michael manca e si vede, con Burrows ormai ridotto a vivere alla giornata e del tutto eccitato dinanzi alla possibilità che suo fratello possa essere ancora vivo.

Anzi, a pensarci bene, Lincoln non sembra neppure così sorpreso che suo fratello possa essere sopravvissuto ad una morte certa. Forse, perché la speranza di poterlo riavere nella sua vita non lo ha mai abbandonato del tutto. Non così per Sara (Sarah Wayne Callies), che nel frattempo si è rifatta una viva accanto ad un uomo perbene, capace anche di fare da padre al figlio (un bambino sveglio che somiglia in tutto e per tutto a Scofield) che ha concepito con l'amato Michael.

L'atmosfera, ad ogni modo, diventa sempre più adrenalinica con dei misteriosi e pericolosi personaggi che si mettono prima sulle tracce di Lincoln (che nel frattempo ha scavato la tomba di suo fratello verificando come effettivamente non ci fosse nessuno all'intero) e poi di Sara, sapientemente in grado di gestire ogni tipo di emergenza.

Lincoln apprende, tramite uno dei soliti e geniali giochetti di suo fratello Michael, che quest'ultimo è rinchiuso in un carcere dello Yemen, quello di Ogygia, e decide pertanto, ricorrendo all'aiuto di C-Note, diventato un vero e proprio guru del mondo musulmano, di raggiungere questo Paese. Burrows non esita un solo minuto a recarsi in un Paese nel pieno della guerra civile, pur di verificare se davvero Michael è vivo e incarcerato nuovamente. 

Con ritmo incanzante, e grazie alla fermezza di C-Note e Lincoln, arriviamo nello Yemen, catapultati in una realtà a noi sconosciuta e che sin dalle prime battute dell'episodio è foriera di tutti i tranelli, gli inganni e i colpi di scena che Prison Break 5 saprà regalarci.

Dopo aver superato alcuni ostacoli, sia burocratici che non, Lincoln e C-Note riescono a incontrare, per pochi secondi, Michael (Wentworth Miller) a Ogygia. Peccato che lui non riconosca affatto né suo fratello né l'ex amico e galetto di Fox River. Nuovi tatuaggi, nuovo carcere e nuovo nome per Michael, noto in tutto lo Yemen come il pericoloso terrorista Kaniel Outis

Il caso vuole che Outis in greco significhi nessuno. E proprio nessuno è colui che ha autorizzato un intervento prodigioso alla mano mozzata di T-Bag (che gli appassionati ricorderanno essere stata tranciata da John Abruzzi durante le prime battute di Prison Break 2), tra i protagonisti della storia, anche se ancora non sappiamo perché e in che modo.

Quel che è certo è che Michael (o Kaniel Outis, se preferite) è vivo e ha riconosciuto sia Lincoln che C-Note, pur negando l'evidenza. Perché? Gli episodi che vedremo man mano ci sveleranno come davvero stanno le cose. Perché se questo primo episodio di Prison Break 5 ci ha sì confermato che l'ex mente geniale di Fox River è ancora viva, molti sono gli interrogativi a cui la nuova stagione di Prison Break deve dare riposta.

La passione, il talento, i dialoghi e persino le voci dei nostri amati personaggi sicuramente sono stati in grado di non farci avvertire gli anni di distanza intercorsi tra The Final Break, che ci ha posto dinanzi alla triste realtà della morte di Michael, e questa nuova verità, che ha reso felici e sorpresi i fan della serie TV.

Del resto, come la voce narrante di Michael, ci spiega ad inizio puntata:

La libertà ha un prezzo, sono morto sette anni fa, ho lasciato un fratello, una moglie, un figlio, ma i morti parlano se ascolti. Sono lì con te, provano a contattarti cercando di dirti qualcosa perché non tutte le morti sono uguali. Alcune sono vere, alcune sono una storia, la domanda è: credi alla storia? L’uomo che è morto era chi credevi che fosse? I morti parlano se ascolti.

Convincente, e non di certo scontato, appare il ritorno di alcuni ex galeotti di Fox River (si intravede anche Fernando Sucre, pronto ad intervenire per aiutare Michael) e che di certo avrà un ruolo più significativo nel corso delle prossime puntate.

Non ci resta che attendere per scoprire cosa accadrà e se, in uno Stato devastato dal terrorismo, dalla guerra civile e dalla diffidenza, Lincoln riuscirà ad aiutare suo fratello, ripagando con gli interessi l'atto di generosità di Michael, che nelle serie precedenti si è sempre sacrificato per tutti coloro che ha amato.

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