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Brothers in Arms: i 25 migliori film di guerra della storia del cinema

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Dunkirk è solo l'ultimo esempio di war movie dalla pregevole fattura. Ecco i 25 film di guerra più belli di sempre.

Martin Sheen in una scena di Apocalypse Now

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Con Dunkirk il genere bellico ha ultimato la sua metamorfosi. Il film di Christopher Nolan ha "rotto le righe", uscendo dai ranghi per allontanarsi il più in fretta possibile da cliché e ridondanze per favorire l'immersione totale dello spettatore nella spasmodica evacuazione delle truppe britanniche dal porto di Dunkerque durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quello del war movie è senza dubbio un filone in continuo rinnovamento, come dimostrano i recenti casi di Kong: Skull Island e The War - Il Pianeta delle scimmie, titoli che abbinano l'immaginario bellico ai tessuti narrativi del fantasy fracassone oppure dello sci-fi autoriale.

Noi di MondoFox abbiamo stilato la classifica dei 25 migliori film di guerra della storia del cinema, concentrandoci perlopiù sulle pellicole in cui il conflitto riveste un ruolo predominante, affidato alle bagarre sul campo così come ai serrati confronti ideologici. Logicamente Dunkirk entra di diritto nella Top 10 bellica, pur non essendo incluso nella lista che segue (unicamente per far spazio agli altri cult di genere). Il film di Nolan è analizzato in modo esaustivo nella nostra recensione.

25) Black Hawk Down

L'orrore nella Somalia dei signori della guerra di inizio anni '90. Il film di Ridley Scott racconta in maniera convulsa e videoludica la battaglia di Mogadiscio combattuta tra i reparti statunitensi dell'ONU e le forze armate di Aidid. Cast all star: da Josh Hartnett a Ewan McGregor, da Sam Shepard a Orlando Bloom.

24) Jarhead

Sam Mendes dirige una pellicola ricca di strizzate d'occhio ai cult di genere, che non brilla certo per originalità. L'addestramento preparatorio all'operazione Desert Storm sa di già visto, così come l'isteria dei commilitoni al fronte. Gli spunti, però, non mancano, al pari dei validi interpreti. Su tutti, Jake Gyllenhaal.

23) Lebanon

La guerra è una questione di prospettive per Samuel Maoz, artefice di quel Lebanon premiato col Leone d'Oro al festival di Venezia del 2009. Tank movie antesignano del recente Fury, il film racconta il conflitto libanese dei primi anni '80. Lo fa dall'interno di un carro armato, claustrofobica postazione di quattro soldati coinvolti loro malgrado. 

22) Il nemico alle porte

Sono entrambi tiratori scelti, la recluta dell'Armata Rossa Vasilij Zajcev (Jude Law) e il maggiore tedesco Erwin König (Ed Harris). Durante l'occupazione di Stalingrado del '42 daranno vita ad una sfida mortale sullo sfondo di una delle grandi tragedie del '900. Dirige Jean-Jacques Annaud, mentre Bob Hoskins presta il volto a Nikita Chruščëv.

21) American Sniper

"Esistono i lupi cattivi, le pecore e i cani da pastore. Voi sarete cani da pastore". Educazione eastwoodiana, declinata in American Sniper. L'ex pistolero con poncho e sigaro perennemente in bocca filma la lotta al terrorismo attraverso gli occhi di un cecchino. Tratta dall'autobiografia "American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History", la pellicola diretta da Clint Eastwood narra la straordinaria vicenda di Chris Kyle (Bradley Cooper), il più spietato sniper dei Navy Seals durante il conflitto in Iraq. Ribattezzato "Il Diavolo" dai nemici e "La Leggenda" dai commilitoni, il tiratore scelto tra il 1999 e il 2009 ha stabilito il record di uccisioni per un militare nella storia degli Stati Uniti.

20) No Man's Land

Oscar al Miglior Film straniero nel 2002, No Man's Land è l'esordio dietro la macchina da presa del bosniaco Danis Tanović. I Balcani macchiati dal sangue fanno da sfondo all'odissea del soldato Ciki - scampato ad un massacro - in quello che è un singolare ritratto di una delle pagine più nere dell'Europa post Seconda Guerra Mondiale. Una disputa combattuta a suon di genocidi e rappresaglie tra le macerie dell'ex Jugoslavia.

19) Good Morning, Vietnam

Radio movie per eccellenza, Good Morning, Vietnam verrà ricordato per sempre come una delle più significative performance di Robin Williams, qui nei panni dell'irriverente disc-jokey Adrian Cronauer. A Saigon si combatte per le strade mentre tra le frequenze FM, unica via di fuga dall'assurdità del fronte, si fa largo la verve anarchica di un aviere idealista.

18) The Hurt Locker

Disinnescano ordigni in giro per l'Iraq, gli artificieri di The Hurt Locker. Alcuni di loro sono talmente assuefatti alla routine delle missioni da rifiutare il ritorno alla vita ordinaria. È il caso del sergente William James (Jeremy Renner), il caposquadra spavaldo - a tratti incosciente - ritratto da Kathryn Bigelow nel war movie che rimarrà alla storia per aver soffiato l'Oscar al Miglior Film al kolossal Avatar.

17) Bastardi senza gloria

Nazisti con la fissa del cinema, missioni suicide, scalpi: Quentin Tarantino gioca con i soldatini, riscrivendo la Storia a suon di incisioni e vendette. Bastardi senza gloria lega la logica del fumetto pop ai canovacci del genere bellico palesandosi come un elegante pastiche che frulla i differenti linguaggi del cinema con la stessa facilità con cui il colonnello Hans Landa (Christoph Waltz) parla tedesco, francese e italiano. Del film trovate un'accurata disamina nel nostro speciale sulla filmografia di Tarantino.

16) Mediterraneo

Otto militari italiani inviati a presidiare un'insignificante isoletta dell'Egeo. Lontano dalla patria e dal vivo del conflitto, finiranno per amare il territorio greco occupato. Gabriele Salvatores, con Mediterraneo, firma il suo film più intimo e malinconico, premiato con l'Oscar al Miglior Film straniero nel '92. Nel cast Diego Abatantuono, Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna.

15) Rambo

First Blood è il titolo originale del film che ha consacrato Sylvester Stallone icona action (non solo) anni '80. Del romanzo da cui è tratto - Primo sangue di David Morrell - se ne innamorò durante un soggiorno a Miami Tomas Milian, a tal punto che decise di chiamare Rambo uno dei suoi personaggi più celebri (il film è Il giustiziere sfida la città di Umberto Lenzi). Per la parte dell'ex Berretto Verde furono presi in considerazione - tra gli altri - anche Clint Eastwood e Terence Hill, mentre Steve McQueen, interessato al progetto, dovette rinunciare per via di gravi problemi di salute (l'attore morì prima dell'uscita del film per le conseguenze di un cancro all'età di 50 anni). Rambo è uno dei titoli più significativi a tema Vietnam, tra i più sottovalutati per quel che riguarda la sottolineatura del contraccolpo psicologico che colpì i reduci statunitensi. Memorabile il lungo monologo di Stallone in lacrime nel finale, doppiato nell'edizione italiana da Ferruccio Amendola.

14) Salvate il soldato Ryan

Il D-Day raccontato da Steven Spielberg in quello che è uno dei titoli più celebri del filone bellico. Tom Hanks guida un reparto di Rangers impegnati in Normandia nella localizzazione ed estrazione del paracadutista James Francis Ryan (Matt Damon), unico superstite di quattro fratelli. Cruda ricostruzione dei drammatici combattimenti tra gli Alleati e le forze dell'Asse premiata con cinque Premi Oscar.

13) La battaglia di Algeri - La battaglia di Hacksaw Ridge

Ex aequo per la tredicesima posizione, occupata dal film di Gillo Pontecorvo del '66 e dal brutale war movie di Mel Gibson. Due diversi modi di intendere il cinema, eguale rigore nella realizzazione. La battaglia di Algeri pone l'accento sul conflitto tra le truppe francesi e il fronte rivoluzionario algerino attraverso un taglio simil documentaristico. La pellicola con Andrew Garfield, invece, narra la storia vera di Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell'Esercito Statunitense a ricevere la medaglia d'onore.

12) Il ponte sul fiume Kwai

Dietro il completamento di una linea ferroviaria si nasconde una delle più sentite e riuscite critiche alla logica di stampo militarista. Pioggia di Oscar per il film diretto nel 1957 da David Lean e tratto dal romanzo omonimo di Pierre Boulle. Indimenticabile il motivo fischiato dai prigionieri di guerra torturati dal perfido generale Saito: si tratta della Colonel Bogey March.

11) Tutti a casa

"Non si può stare sempre a guardare". È così che il sottotenente Alberto Innocenzi si unisce alla lotta per la liberazione, ricostruita nel vero capolavoro di Luigi Comencini, abile con Tutti a casa nel fondere ironia, commedia dell'arte e dramma. Merito (anche) della sceneggiatura scritta dallo stesso Comencini assieme a Marcello Fondato e alla celebre coppia Age & Scarpelli. Alberto Sordi, dopo La grande guerra di Monicelli, confeziona un altro ruolo memorabile al fianco di un altro mito della commedia: Eduardo De Filippo. E pensare che le due parti erano state inizialmente pensate per Vittorio Gassman e Totò. Che dire, c'era davvero l'imbarazzo della scelta a quei tempi.

10) Nato il quattro luglio

Manifesto antimilitarista che sviscera il malessere dei reduci del Vietnam, prima osteggiati e poi dimenticati al loro rientro in patria. Nato il quattro luglio segna il primo vero ruolo impegnato di Tom Cruise, qui nei panni di un ex marine costretto sulla sedia a rotelle (e per giunta impotente) per le ferite riportate in battaglia. Dirige Oliver Stone, che bissa così il successo di Platoon.

9) La sottile linea rossa

La grande tragedia della guerra filtrata attraverso il simbolismo tipico del regista Terrence Malick. Protagonista della pellicola è un reparto dei marines che ha ricevuto l'ordine di conquistare l'isola di Guadalcanal durante la Seconda Guerra Mondiale. Cast all star che comprende, tra gli altri, Jim Caviezel, Sean Penn e Adrien Brody.

8) Land of Mine

Da vittime a carnefici. Land of Mine getta luce su uno degli episodi meno conosciuti dell'immediato Dopoguerra, in cui il desiderio di giustizia (se non di rivalsa) si tramuta in un atto feroce e moralmente discutibile: l'utilizzo di giovanissimi prigionieri di guerra tedeschi nello sminamento di un lembo di spiaggia della Danimarca. Il regista Martin Zandvliet colpisce al cuore dello spettatore, ma l'obiettivo sensibile è la coscienza di tutti.

7) La grande guerra

Tragicomico affresco di guerra firmato nel '59 da Mario Monicelli in cui Vittorio Gassman e Alberto Sordi cercano di eludere i propri doveri di soldati un po' per fannulloneria, ma soprattutto per vigliaccheria. Memorabili le riflessioni di guerra del milanese Giovanni Busacca ("la gente crede che la guerra s’è dura solo quando che se spara”; "la guerra non è altro che un lugo ozio senza un minuto di riposo"). Del film trovate la recensione all'interno della nostra Top 20 dei migliori film di sempre.

6) Platoon

Oliver Stone e il Vietnam, primo round cinematografico. Il conflitto visto attraverso lo sguardo "vergine" di una recluta (Charlie Sheen) assegnata ad un reggimento diviso in due fazioni, capeggiate dal carismatico e cinico sergente maggiore Barnes (Tom Berenger) e dall'idealista veterano Elias Grodin (Willem Dafoe). La guerra, con Platoon, è un affare decisamente sporco e Stone ne racconta il lato più bieco.

5) Lettere da Iwo Jima

"Fai ciò che è giusto, perché lo ritieni giusto, non perché devi farlo". Stavolta la prospettiva è quella nemica (almeno dal punto di vista occidentale). La regia, invece, è quella senza fronzoli di Clint Eastwood, impegnato nel delicato racconto di una resistenza destinata al fallimento, di un codice da onorare anche al costo del sacrifico umano. Dopo le bandiere dei padri a stelle e strisce, ecco le lettere da uno sperduto atollo del Pacifico.

4) Full Metal Jacket

Un sergente istruttore assillante, una recluta vessata, la marcia di Topolino cantata tra le fiamme nel finale: solo una mente visionaria come quella di Stanley Kubrick poteva partorire un film come Full Metal Jacket, tra i più citati della storia del cinema. La lenta e inesorabile discesa verso la follia dell'ingenuo "Palla di lardo" prima e la successiva escalation di violenza al fronte raccontata con altrettanta ferocia ne fanno un must non solo del genere, ma del Cinema tutto.

3) Il cacciatore

Un'amicizia virile, una guerra che incombe e che non risparmierà proprio nessuno (chi scioccato nel profondo dell'animo, chi ferito a morte). Il cacciatore è a suo modo un romanzo di formazione che racconta l'iniziazione di un gruppo di amici all'orrore del Vietnam. Michael Cimino dirige i formidabili Robert De Niro, Christopher Walken, Meryl Streep e John Cazale, al suo ultimo film prima della prematura scomparsa.

2) Orizzonti di gloria

Ad interessare Stanley Kubrick - nell'inarrivabile Orizzonti di gloria - non è tanto la grande tragedia della guerra quanto la miseria dell'essere umano. Una regia graffiante e severa a cui tiene testa la performance di Kirk Douglas, qui nei panni del colonnello Dax, consapevole dei giochi di potere in atto il cui prezzo in termini di vite umane è salato assai. Kubrick svela gli interessi personali che spingono i popoli a guerreggiare. A quanto pare in molti non hanno imparato la lezione...

1) Apocalypse Now

Una lezione di filosofia tenuta tra il napalm e la giungla. La cattedra appartiene a Francis Ford Coppola, of course. Di Apocalypse Now ve ne parliamo nella Top 20 dei migliori film della storia del cinema. Qui ci limitiamo a raccontarne l'estenuante produzione: diciotto mesi spesi per le riprese (a fronte delle sei settimane inizialmente previste), due anni per ultimare il montaggio. A ciò vanno aggiunte tutte una serie di vicissitudini divenute celebri: dal tifone che distrusse il set nelle Filippine all'infarto che colpì Martin Sheen durante le riprese fino al tentativo di suicidio del regista, caduto in un forte stato depressivo.

Siete d'accordo con questa classifica o avreste inserito altre pellicole nella vostra personale top 25?

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