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The Walking Dead 100: tutta la terza stagione in un video

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La terza stagione di The Walking Dead ha rappresentato un cambiamento fondamentale per la storia: l'età dell'innocenza è finita. La morte e la vita s'intrecciano per raccontarci chi sono i veri mostri del nuovo mondo: gli uomini.

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La terza stagione di The Walking Dead ha rappresentato una svolta fondamentale per la narrazione.

Sono stati introdotti nuovi personaggi, nuovi nemici e nuove ambientazioni.

La vita quotidiana dei sopravvissuti guidati da Rick Grimes ha assunto un nuovo significato: non si deve solo lottare ogni giorno per restare vivi. Si può anche provare a ricostruire qualcosa.

La vita continua. E un neonato è il veicolo più efficace per ricordarlo a tutti. Anche quando, per darlo alla luce, sua madre muore.

La stagione 3 è la prima stagione adulta di The Walking Dead. La prima in cui i momenti più spaventosi e crudeli arrivano per mano degli uomini.

Dopo l'incredulità della prima stagione, i tentativi (vani) di dare un senso al risveglio dei morti e gli sforzi per imparare a convivere con la paura della secondaè il momento di guardare avanti.

La stagione adulta è la stagione della crescita, quella che fissa le regole del gioco dicendoci una volta per tutte che non sono gli zombie la peggiore minaccia del nuovo mondo.

Fight the dead, fear the living.

La prigione. Michonne. Woodbury. Il Governatore. La sua figlioletta zombie. E poi, la piccola Judith e il momento più difficile nella vita di Carl.

La terza stagione uccide l'infanzia, la cancella con un colpo di spugna, ci dice che non c'è spazio per la spensieratezza. Non più.

L'età dell'innocenza è ufficialmente finita.

Ora ci si divide fra i mostri con l'aspetto di cadaveri ambulanti e quelli con l'aspetto di intraprendenti leader di cittadine in cui si vuole ricostruire una parvenza di società armoniosa e spensierata.

Ma le grigliate della domenica e le feste fra vicini, coi bambini che giocano sul prato, appartengono a un'era passata. Lo capiamo presto.

Uno dei simboli di questa stagione è l'acquario di teste del Governatore.

Un simbolo della follia imperante, dell'oscurità in cui l'uomo può sprofondare se stesso quando non riesce ad affrontare il dolore.

Un simbolo di come The Walking Dead cresca stagione dopo stagione, mettendo i personaggi di fronte a prove sempre più dure.

La morte di Lori Grimes, personaggio sgradito ai più, ha una preziosa funzione: fa da spartiacque fra la vita di prima e quella che verrà.

La vita è ancora possibile: la "piccola Spaccaculi" ne è la testimonianza concreta.

Per essere possibile, però, deve essere diversa. Il mondo di prima va dimenticato.

Bisogna calarsi nel presente.

Un presente in cui i tradimenti non possono essere perdonati - ce lo dimostreranno la storia di Andrea e quella di Merle.

Un presente in cui l'innocenza non esiste più - lo capiamo quando il piccolo Carl si "occupa" del cadavere di sua madre.

Un presente in cui i veri nemici, gli esseri umani, usano gli zombie come arma, inconsapevoli del fatto che sono già anche strumenti di giustizia.

Mezzi attraverso i quali il destino di tutti, prima o poi, si compie.

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