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Drogon, Viserion e Rhaegal: i draghi protagonisti di Game of Thrones

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Il nostro speciale su Drogon, Rhaegal e Viserion, i tre draghi che guideranno Daenerys alla conquista dei Sette Regni di Game of Thrones. L'articolo contiene spoiler per la fine della stagione 7.

un'immagine dei tre draghi di Daenerys in Game of Thrones

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Che cosa rende Game of Thrones una delle serie più seguite della TV? Non esiste solo una risposta a questa domanda. In molti vi risponderanno la forte sceneggiatura di ogni singolo episodio. Altri vi diranno il nome del loro personaggio preferito, che sia Jon Snow o Cersei Lannister. Altri ancora gli intrighi politici, sempre più intricati e macchinosi. Insomma, come spesso accade a Westeros, ci troveremmo divisi in fazioni opposte, pronti a darci battaglia per far trionfare il nostro schieramento.

Ma siamo sicuri che una cosa potrebbe portare la pace e mettere d'accordo tutti. No, non abbiamo alcuna intenzione di andare oltre la Barriera e di catturare uno dei non morti al servizio del Re della Notte. Stiamo parlando dei tre fili rossi che hanno saputo riunire le due storyline principali di Game of Thrones. Stiamo parlando di Drogon, Viserion e Rhaegal, i tre draghi di Daenerys.

Non è stato proprio possibile non affezionarsi a queste terribili creaturine. In fondo, abbiamo fatto la loro conoscenza che erano ancora tre semplici uova pietrificate. Il dono di nozze Illyrio Mopatis a Daenerys avrebbe dovuto essere un semplice omaggio al retaggio della gloriosa casata della giovane sposa. Invece, in “Fuoco e sangue” l'ultimo episodio della prima stagione, dalle ceneri della pira funebre di Khal Drogo, le chiavi per la conquista dei Sette Regni torneranno alla vita.

Come riconoscere i draghi di Daenerys

I nomi che Daenerys ha scelto per loro non sono per nulla casuali e sono un omaggio agli uomini che più hanno lasciato un segno, nel bene o nel male, nella sua giovane vita. Viserion e Rhaegal vogliono onorare la memoria di Viserys e Rhaegar, i suoi fratelli. Mentre con Drogon la Regina Distruttrice di Catene ha voluto celebrare il ricordo del suo “Shekh ma shieraki anni” (Mio sole, mie stelle), il suo defunto marito Khal Drogo.

Soprattutto da piccoli distinguerli è stata davvero la più ardua delle imprese. Drogon, che in età adulta sarà soprannominato “Ombra Alata”, è il drago nero. In molti vedono in lui la reincarnazione di Balerion “Terrore Nero”, il destriero fiammeggiante di Aegon Targaryen I il Conquistatore. È molto più aggressivo rispetto ai suoi fratelli, e Daenerys ha avuto più di un problema prima di iniziare a controllarlo a dovere. I suoi occhi sono rossi e nei romanzi di George Martin il suo sangue e le sue fiamme hanno il colore della notte.

Viserion è il drago giallo. È conosciuto come “Drago Bianco” e i suoi occhi erano dorati, prima che il Re della Notte decidesse che il blu-estraneo gli avrebbe donato di più.

Rhaegal, invece è verde e i suoi occhi sono bronzei.

L'evoluzione di draghi di Game of Thrones

Inizialmente, le tre creature erano molto piccole e non erano ancora in grado di usare il loro temibile respiro di fuoco. La loro evoluzione e la loro crescita simboleggiano e vanno di pari passo con quelle della Madre dei Draghi. Loro sono l'emblema della sua ambizione, che continua a crescere nonostante debba superare innumerevoli difficoltà.

Già nella seconda stagione li vediamo cresciuti, sebbene siano stati costretti ad affrontare la carestia e gli stenti della Desolazione Rossa. La fama della loro leggendaria rinascita li precede e a Qarth verranno rapiti e imprigionati nei meandri della Casa degli Eterni. Daenerys correrà in loro soccorso e loro aiuteranno lei a spezzare le catene della magia di Pyat Pree, rispondendo per la prima volta alla parola “dracarys” e scatenando tutto il loro immenso potere.

Da quel momento in poi, il legame psicofisico tra madre e figli ha continuato a crescere, giorno dopo giorno, in maniera costante e incessante. Certo, non sono mancate le tensioni e i momenti di dubbio, come quando Daenerys fu costretta a imprigionare Viserion e Rhaegal nelle catacombe di Meereen. Questa scelta molto sofferta ma all'apparenza inevitabile, rischiò di compromettere l'ascesa della non Bruciata alla conquista del Trono di Spade.

Sotto il peso della tragica realtà che aveva fatto entrare in conflitto due concetti assoluti e inconciliabili come il mito e il quotidiano, il giudizio della Regina aveva incominciato a vacillare, influenzato anche dalla responsabilità politica delle efferate azioni eversive compiute dai Figli dell'Arpia nella più grande della città della Baia degli Schiavisti. Per la prima e unica volta in tutto Game of Thrones, Daenerys ha imposto le catene della schiavitù invece che distruggerle. E lo ha fatto proprio a due dei suoi amati draghi.

Questo gesto può essere interpretato come una parziale negazione della sua natura che, come spesso accade, è il primo passo verso la rovina. Infatti in quel frangente, complice anche la sua lontananza dalla città, Daenerys stava per perdere il controllo delle sue conquiste. La decisione di privarsi dei suoi draghi, presa soprattutto per rispettare la vita dei suoi sudditi, ha avuto un effetto diametralmente opposto, scaraventando Meereen sull'orlo dell'anarchia.

Drogon, Viserion e Rhaegal sono il simbolo del risorto potere di Casa Targaryen. Qualcosa di cui vantarsi e andare fieri. E mai, in nessun caso, un antico retaggio di un arcaico passato da nascondere per compiacere o tranquillizzare le masse.

Dopo aver dimostrato tutta la loro forza durante la repressione della rivolta di Meereen, il triste nome Baia degli Schiavisti venne cancellato dalle cartine e dai libri di storia: con il loro avvento il golfo che separa Essos da Westeros verrà ricordato nei secoli come la Baia dei Draghi.

Ormai maturi e perfettamente formati, anche nel continente occidentale i tre leggendari animali continuarono a dare sfoggio della loro superiorità su tutto ciò che si muove sotto al cielo. Il solo Drogon bastò per annichilire senza alcuna fatica il vasto esercito guidato da Jaime Lannister, che aveva appena preso il controllo di Alto Giardino.

Lo Scorpione, la gigantesca balestra creata per uccidere i draghi, riuscì a provocare solo una leggera ferita all'Ombra Alata, prima che questo la spazzasse via con il suo respiro di fuoco. Questa dimostrazione di forza di Drogon cambiò radicalmente le prospettive di un uomo tradizionalmente audace e spavaldo come Jaime Lannister, un altro miracolo che solo a una creatura leggendaria sarebbe potuto venire naturale.

Sarà interessante capire come gli showrunner faranno interagire i draghi nella prossima stagione. Ora che il Re della Notte ha incatenato Viserion alla sua volontà, facendolo entrare a far parte del suo esercito di Estranei, al servizio di Daenerys sono rimasti solo Drogon e Rhaegal. Che uno scontro fratricida sia all'orizzonte?

Behind the scenes: la creazione dei draghi

Se sul set di Game of Thrones fossero davvero presenti tre veri draghi, probabilmente la vita dei cacciatori di spoiler diventerebbe davvero durissima. Purtroppo la dura realtà è che le tre creature, che in questi sette anni abbiamo potuto ammirare sul piccolo schermo, sono il frutto del duro lavoro dei ragazzi della CGI.

Quando la loro presenza ha iniziato a essere costante, HBO ha deciso di affidare la loro realizzazione a diverse aziende di effetti speciali. Nella quarta stagione, per esempio, l'onore e l'onere sono toccati a Pixmondo. Guardando il video di making of, si può apprezzare il lavoro pazzesco svolto in fase di post produzione.

Certo, le immagini del filmato fanno perdere molto del lirismo e dell'epicità di alcune scene ma ci fanno capire quanto gli showrunner di Game of Thrones tengano a realizzare con cura i tre draghi, che diventano ogni giorno più importanti nell'economia della serie.

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