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Destiny 2: missione compiuta?

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Orfani della Luce, i Guardiani sono chiamati a tentare un ultimo, disperato tentativo per salvare il Viaggiatore. Tiriamo le somme su Destiny 2 a circa venti giorni dall'uscita.

I Guardiani al cospetto del Viaggiatore

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Destiny 2 è stato certamente il gioco più atteso di quest'inizio autunno: il world shared shooter sviluppato da Bungie è arrivato nei negozi carico di aspettative e responsabilità, volendo elevare ancor di più la già ottima struttura del primo capitolo e riuscendo quindi a soddisfare i palati di tutti i giocatori.

Non è stato un percorso facile: le incognite erano tante e scegliere il percorso giusto ha richiesto sicuramente molto lavoro. Dopo averci giocato per più di venti giorni, possiamo dunque tirare le somme su un'esperienza che è certamente magnetica e molto più rifinita rispetto al passato. La mitica avventura dei Guardiani nel disperato tentativo di salvare il Viaggiatore è un'odissea pregna di contenuti. Possiamo tranquillamente dire che Destiny 2 è il naturale sequel della sua prima incarnazione; ogni elemento è stato potenziato e in alcuni casi rivisto, portando quindi a compimento un'opera che nel corso di questi anni non hai smesso di crescere, nel continuo tentativo di migliorarsi.

Ghaul, principale antagonista nonché capo della Legione Rossa

La minaccia di Ghaul

Il plot narrativo di Destiny 2 è molto semplice, ma permette al contempo di calarsi immediatamente nella parte: La Legione Rossa (temibile esercito Cabal) capitanata da Ghaul arriva sulla Torre e spazza via tutto, catturando il Viaggiatore con l'intento di impadronirsi della Luce, la fonte d'energia dei Guardiani. Dovendo ricominciare da zero, l'Avanguardia riunirà le sue forze in un altro luogo per poi lanciarsi alla riconquista del potere che gli spetta di diritto.

La campagna di Destiny 2 è in assoluto l'aspetto più riuscito della produzione: cinematiche spettacolari, narrazione ritmata e ben gestita, personaggi secondari ben caratterizzati. Lo shooter di Bungie dimentica insomma tutte le debolezze del primo capitolo, riuscendo a migliorare l'aspetto in assoluto più criticato: lo storytelling confinato alle ormai defunte Carte Grimorio. In questa seconda iterazione del brand la storia è più fruibile e soprattutto ben raccontata, grazie a missioni ben strutturate e arricchite da un comparto artistico che lascia spesso a bocca aperta.

Cimentarsi nella quest principale vi porterà via dalle 8 alle 12 ore, durata più che buona se consideriamo che per giochi come Destiny il "single player" è a conti fatti un enorme prologo per quello che verrà dopo, ovvero la crescita del personaggio e la corsa forsennata verso il level cap.

Un mondo da scoprire

Per chi non lo sapesse, Destiny 2 è uno shooter in prima persona con elementi GDR/MMO, ciò significa che si spara, si gioca insieme e si sale di livello. Una volta terminata la campagna, il gioco vi metterà a disposizione una serie di attività utili ad aumentare il livello di Forza del vostro personaggio e ottenere così equipaggiamento sempre migliore. Ci saranno attività PvE (in compagnia di amici contro l'intelligenza artificiale) e PvP (in compagnia di amici contro altri giocatori), il tutto finalizzato a un progresso continuo e ben percepibile.

Anche in questo Destiny 2 è ottimo: ogni quest, attività o missione secondaria vi darà un senso di progressione efficace. Ogni ora di gioco vi sembrerà utile, al contrario di Destiny 1, che soffriva di un end-game troppo stantio e poco remunerativo.

Anche questa volta l'attività madre sarà l'Incursione a 6 giocatori, Il Leviatano. Dovremmo recarci su di una enorme nave per sconfiggere il malvagio Calus. Un'avventura, questa, non esente da difetti ma comunque positiva, grazie anche questa volta al lato artistico che in certi frangenti è semplicemente ammirabile.

Per gli amanti del competitivo poi ci sono le Prove Dei Nove, la modalità del Crogiolo che sostituisce le Prove di Osiride. Si gioca quattro contro quattro e l'obbiettivo è quello di portare a casa sette vittorie senza sconfitte, ottenendo così ricompense di pregevole fattura.

Insomma possiamo dire con certezza che la missione di Destiny 2 è compiuta: il miglioramento c'è stato ed è evidente. Non mancano i difetti, come una difficoltà troppo misurata e qualche piccolo escamotage per salire in fretta di livello: sono piccoli dettagli che però non permettono al titolo Bungie di arrivare all'eccellenza.

Nonostante questo, i valori produttivi sono innegabili e siamo di fronte ad uno degli shooter più riusciti dell'anno che certamente ammalierà una community ormai molto numerosa e incredibilmente appassionata.

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