FOX

Game of Thrones: Tyrion Lannister, la mente più affilata di Westeros

di -

Game of Thrones deve gran parte del suo successo a Tyrion Lannister e alle strepitose interpretazioni di Peter Dinklage. Abbiamo voluto omaggiarlo, ripercorrendo la sua storia attraverso le sue citazioni più memorabili.

Peter Dinklage è Tyron Lannister in Game of Thrones

166 condivisioni 1 commento 5 stelle

Share

In un mondo di Estranei, draghi, regine e re guerrieri, qual è il reale valore della mente e dell'ingegno? Se il mondo in questione è quello di Game of Thrones, il peso di queste due doti è davvero altissimo. E tra tutti i personaggi creati da George Martin, chi le incarna meglio?

C'è chi potrebbe rispondere Lord Baelysh o Lord Varys. Ma abbiamo deciso di far ricadere la nostra scelta su chi è stato costretto a usarle per sopravvivere e per costruirsi uno scudo nei confronti del mondo esterno: Tyrion Lannister.

Il figlio più giovane di Tywin Lannister, nonostante i suoi nobili natali, è stato obbligato a difendersi da tutto e da tutti fin dal giorno della sua nascita. Sua madre Joanna morì dandolo alla luce. Questo fu il suo primo peccato. Probabilmente suo padre, un uomo pragmatico e risoluto, lo avrebbe assolto dal suo involontario crimine ma a causa del suo aspetto ai suoi occhi rimase per sempre un colpevole nano bastardo.

I nani sono bastardi agli occhi dei loro padri.

Tyrion ha accettato la sua condizione. Ma la sua intera esistenza a Westeros è stata condizionata dal suo aspetto. Nemmeno tutto l'oro dei Lannister vi ha potuto porre rimedio. È il capro espiatorio perfetto, il colpevole designato. E non potendo sopravvivere alle innumerevoli insidie dei Sette Regni facendo affidamento sulla forza dei muscoli, ha deciso di farlo sfruttando l'enorme potenziale della sua mente.

Mio fratello ha l'armatura e io ho la mia mente e la mente dipende dai libri quanto la spada dall'affilatura.

Quindi il suo ingegno non è solo uno scudo ma anche una spada con cui ha saputo più volte cavarsi d'impiccio. Come quando Lady Catelyn Stark era ansiosa di addossargli la colpa del tentato assassinio di suo figlio Bran. Certo, il pugnale che armava la mano del sicario apparteneva a Tyrion, che non perdeva il suo sangue freddo e, nonostante si trovasse sotto pressione, cercava di ricondurre alla ragione una madre desiderosa di vendetta.

Chi è l'imbecille che dà all'omicida un'arma che gli appartiene?

Parole che caddero nel vuoto. Stessa sorte che sarebbe potuta capitare a lui a Nido dell'Aquila se ancora una volta la sua saggezza non fosse intervenuta in suo soccorso. In un processo per combattimento al “Folletto” venne concessa l'opportunità di scegliersi un campione che avrebbe combattuto al suo posto. E chi avrebbe potuto essere se non uno spirito affine come Bronn?

Da quel momento i due divennero inseparabili. Insieme negli accampamenti, sui campi di battaglia ma soprattutto nei bordelli. Già perché oltre all'eloquio, le altre grande passioni di Tyrion sono le donne e il vino.

Come vorrei morire? Nel mio letto, a ottant'anni, con la pancia piena di vino e le labbra di una ragazza sul mio u***llo.

Soprattutto nelle prime stagioni di Game of Thrones, Tyrion non è mai stato restio a dare sfoggio del suo lignaggio. È consapevole che la sua vita sarebbe stata molto più difficile e, probabilmente anche molto più breve, se non avesse avuto la fortuna di nascere sotto i vessilli di casa Lannister. Ma il giudizio che dà di sé stesso sfiora l'autolesionismo.

Io sono un uomo vile, lo confesso. Ho commesso numerosi crimini e peccati, ho mentito e tradito, ho giocato d'azzardo, ho frequentato bordelli. Non sono un tipo particolarmente violento, però so convincere altri a commettere violenze per conto mio.

Nessuno si può salvare dal giudizio di Tyrion, nemmeno Tyryon stesso. Ma da dove nasce tutto questo cinismo? Che cosa l'ha reso davvero ciò che è?

Scordai tutto, c'era solo Tysha. Mi ritrovai nel suo letto senza neanche accorgermene. La mattina dopo ero talmente innamorato da chiederle la mano. La ragazza era una puttana. Era stato Jaime a combinare la cosa. Aveva deciso di mandarmi a donne. E dopo che mio fratello ebbe confessato, mio padre fece chiamare mia moglie e la concesse alle sue guardie. Mi portò nella caserma e mi obbligò a guardare.

Questo sciagurato evento spinse Tyrion a chiudere la porta ai sentimenti per far posto alla ragione. Troppo dolore, troppa sofferenza nascono dalla passione. Ma purtroppo nemmeno l'uomo più razionale dei Sette Regni, riuscì a tenere fede ai suoi buoni propositi.

Tyrion si innamorò di Shae, una prostituta al servizio dell'esercito dei Lannister. Contravvenendo agli ordini di suo padre Tywin, il “Gigante dei Lannister” le permise di entrare ad Approdo del Re. Per celare a occhi indiscreti la sua vera identità ma, al tempo stesso, per averla sempre accanto a sé, la fece diventare una delle ancelle di Sansa Stark.

La loro passione era talmente forte che persino un nichilista come Tyrion pensò di essere finalmente riuscito a chiudere con il passato. Nei romanzi di Martin, questa convinzione piena di speranza viene narrata con una forza dirompente.

Sono libero da Tysha ora. Mi ha perseguitato per metà della mia vita ma ormai non ho più bisogno di lei o delle altre cento come loro con cui ho giaciuto durante gli anni. Ho Shae ora. Shae.

Ma, più è alta la vetta del sogno, più è dolorosa la caduta nella realtà. Dopo essere stato accusato ingiustamente dell'omicidio di suo nipote Joffrey, fu proprio Shae a fornire a Tywin la testimonianza “onesta e veritiera” che lo fece condannare. E per la prima e unica volta in Game of Thrones, Tyrion si fece travolgere dalla rabbia, perdendo completamente la sua razionalità.

Non sono stato io. Non ho ucciso io Joffrey, ma vorrei tanto averlo fatto! Cersei, guardare il tuo perfido bastardo morire mi ha dato più piacere di centinaia di sgualdrine bugiarde! Vorrei tanto essere il mostro che credete che io sia! Vorrei avere veleno a sufficienza per tutti quanti voi. Sarei felice di dare la mia stessa vita per guardare mentre lo inghiottite!

Solo l'intervento di Lord Varys e di suo fratello Jaime, l'unico che abbia mai provato per lui un affetto disinteressato e sincero, gli permise di fuggire. Ma prima di farlo, Tyrion doveva regolare i conti con Shae e, soprattutto, con suo padre Tywin, una volta per tutte.

Da quel momento ha inizio il suo lungo viaggio verso Essos. Ormai Tyrion è diventato un uomo diverso e avrebbe voluto far tacere tutte le voci nella sua testa annegandole nell'oblio del vino. Nemmeno la fiducia che Varys, l'unico amico rimastogli, riponeva in lui sembrava riuscire a scuoterlo dal suo torpore. Ma l'incontro con Daenerys Targaryen lo liberò dalle catene della sua autocommiserazione e riaccese il fuoco della sua anima.

Al fianco della Madre dei Draghi, Tyrion può finalmente mettere il suo ingegno al servizio di un bene superiore e riportare, una volta per tutte, la pace in tutti i Sette Regni. Nonostante spesso non condivida le decisioni della sua nuova regina, che giudica a volte troppo avventate, grazie al suo eloquio riesce a farle vedere le cose da una diversa prospettiva, mitigandone il furore.

Ma anche quando non riesce nell'impresa, la sua lealtà da Primo Cavaliere non vacilla mai.

Ogni gesto, ogni frase di Tyrion sono amplificate dalla bravura dell'attore che lo interpreta: lo straordinario Peter Dinklage. I due sono entrati così tanto in simbiosi che basta un cenno o uno sguardo per mettere in risalto l'intero affresco delle emozioni umane. I due Emmy e il Golden Globe vinti per le sue performance sono lì a dimostrarlo.

Lo showrunner di Game of Thrones, Dan Weiss, ha definito Tyrion Lannister come “un guscio di umanità ricoperto di spirito sardonico”. Aulica definizione che trova completamente d'accordo Dinklage, come confermano le sue parole a The Guardian.

Tra i personaggi di Game of Thrones, penso che Tyrion sia il più vicino alla sensibilità moderna, perché non è né un eroe né un cattivo. Riesce ad avere senso dell'umorismo anche nei momenti peggiori.

Questa innata simpatia che si cela tra i meandri del suo sfaccettato carattere, emerge soprattutto nei rapporti con chi Tyrion giudica, per qualsiasi motivo, estraneo allo status quo o diverso da ciò che è imposto dalla morale di una società perbenista e benpensante ma che egli ritiene corrotta e marcia fino al midollo.

Da qui nasce il suo profondo legame con Bronn, Varys ma soprattutto con Jon Snow. In più di un'occasione le parole di Tyrion sono servite da incoraggiamento al giovane bastardo di Casa Stark.

Ti do un consiglio, bastardo. Rammenta sempre chi sei. Gli altri lo faranno. Fanne la tua armatura e non potrà essere usata contro di te.

Un consiglio duro ma che viene donato a chi porta nel cuore la stessa sofferenza e la stessa consapevolezza di non aver nessun peccato, se non quello di essere venuto al mondo.

E voi cosa ne pensate di Tyrion Lannister? È lui il vostro personaggio preferito di Game of Thrones?

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.