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The Walking Dead 100: riviviamo tutta la quarta stagione in un video

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Un nuovo inizio. L'aspirazione a una vita normale che, in un mondo come quello di The Walking Dead, non può esistere. Ecco la quarta stagione delle serie, con tutte le sue emozioni.

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Un nuovo inizio. La quarta stagione di The Walking Dead, dopo la caduta di Woodbury, rappresentava un nuovo inizio per tutti.

La famiglia, stabilita alla prigione, si era allargata e cercava di condurre una vita tranquilla.

Un nuovo inizio per molti (finto, per il Governatore: il Male si nasconde, ma non scompare mai davvero). E l'inizio della crisi per il leader.

Dopo la morte della moglie, Rick Grimes inizia a rifiutare il mondo che lo circonda.

Il simbolo di quel mondo violento, in cui uccidi o vieni ucciso, in cui un bambino deve sparare in testa a sua madre perché non diventi uno zombie, è la pistola di Rick.

Un'arma che non vuole più impugnare: da leader di "questa non è più una democrazia" ad aspirante contadino in una stagione (la terza).

Gli autori di The Walking Dead ci mostrano nei dettagli l'utopia incarnata dal sogno di Rick, che rappresenta quello di tutti: l'aspirazione a una vita normale.

Una vita tranquilla, fatta di incombenze quotidiane e di lavoro manuale.

Una vita diversa da quella del mondo prima dell'apocalisse zombie, ma che ne richiama la rassicurante routine.

La quarta stagione di The Walking Dead è il modo in cui ci viene chiarito, una volta per tutte, che quella vita non può esistere.

Rick sarà costretto a impugnare nuovamente le armi, per non lasciarle più.

Il bravo ragazzo in uniforme non esiste più. C'è un uomo nuovo, al suo posto. Un uomo disposto a tutto pur di mantenere al sicuro i suoi.

Un uomo che li vedrà separarsi, diretti verso Terminus. A guardare i fiori lungo la strada. Incontrando estranei destinati a diventare nuovi membri della famiglia.

Un uomo che dovrà piangere gli amici più cari, un uomo che assiste impotente al massacro di qualcuno che ama, un uomo che imparerà a proprie spese a fare i conti con il dolore e la paura.

Quelle telefonate che sono solo nella sua mente arrivano dal profondo di un'anima che dovrà accettare il proprio ruolo.

Quello di combattente, di padre di una famiglia allargata che ha bisogno di lui.

Il ruolo di leader, di guida a cui tutti guardano. E che non può permettersi più il lusso di vacillare.

Perché si sentiranno molto stupidi, quando capiranno di aver fatto incazzare le persone sbagliate...

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