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Aliens #6 e Fire and Stone - Predator, la recensione: finali e strane amicizie

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Nel sesto e ultimo capitolo di Aliens, scopriamo la fine di Zula e l'esito della sua missione. Intanto, su LV-223, assistiamo a uno scontro fra due creature dalla potenza smisurata grazie a Fire and Stone - Predator.

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Continuano e si concludono le avventure delle due storyline edite da saldaPress e ambientate nell'Aliens Universe: Aliens #6, il mensile che ospita la mini-serie Defiance, giunge al termine, mentre procede l'epopea dei sopravvissuti agli Xenomorfi su LV-223 nel quarto capitolo di Fire and Stone, intitolato Predator.

Aliens #6 - La fine di Zula

Cominciamo con Aliens #6, che chiude il suo arco narrativo in modo piuttosto inusuale. Il rientro dell'Europa, infatti, con un Davis rimasto a compiere la missione di proteggere l'umanità e una Zula impotente nella capsula di salvataggio insieme alla dottoressa Hollis, sembrava aprire la possibilità di uno scontro finale. Magari con lo Xenomorfo libero di portare caos e morte sulla Terra.

Tavola di Aliens #6 con Zula e la Hollis ammarateHDsaldaPress

Invece no, Brian Wood ha dato una decisa sterzata alla trama, mostrandoci pochissime scene d'azione - tutti flashback - e passando direttamente alle sorti finali di Zula e della Hollis. Due sorti diametralmente diverse.

Attenzione! Possibili spoiler!

La prima, infatti, viene espulsa dai Marine Coloniali dopo essere stata "sistemata" a livello fisico: ricordate il suo trauma alla schiena, vero? Bene, dopo un'operazione per rimetterla in sesto a Zula verrà offerto persino un lavoro.
Dove? Alla Weyland-Yutani, ovviamente. 

La corporazione che, per citare un passaggio del fumetto, "vince sempre" riesce nei suoi intenti e a farne le spese è, purtroppo, la dottoressa Hollis. Inserita nell'arco narrativo solo due numeri fa, l'unica sopravvissuta all'infestazione di Xenomorfi su una stazione orbitale visitata da Zula e Davis va incontro a una bruttissima fine.

tavola di Aliens 6 con Zula aggredita dai FacehuggerHDsaldaPress
La natura "fallica" dei Facehugger è ben visibile in queste vignette

Il Chestburster che ha ospitato viene in qualche modo eliminato da qualcuno (Zula, Davis?) ma la Weyland-Yutani è in possesso di una particolare tecnologia di clonazione - ricordate? - quindi il materiale genetico residuo nella Hollis diventa il nuovo obbiettivo. Il decesso del soggetto, purtroppo, non è solo contemplato ma palesemente pianificato.

Zula, però, si dimostra quello che è sempre stata: una guerriera incredibilmente tosta. Alla Corte Marziale ribadisce di essere convinta di aver fatto la scelta giusta e resiste all'immancabile sfottò dei suoi "compagni". Le didascalie ci parlano direttamente dalla sua mente, dal suo cuore: fuori sarà anche un dura, ma il rimpianto e l'amore verso Davis e la Hollis sono ben presenti.

Zula piange nelle braccia della Dottoressa Yang, la sua terapista e unica amica, ma non molla. La conclusione è amara, tuttavia non manca uno spiraglio di speranza.

I veri cattivi non sono gli Xenomorfi ma - nessuna sorpresa - gli uomini e la loro sete di potere. Per fortuna che, da qualche parte, una Zula si opporrà sempre e lavorerà per combattere lo status quo. O almeno ci proverà.

Le linee narrative sono state chiuse tutte in modo egregio da Wood, con un finale aperto che potrebbe significare un proseguimento della serie. Prima o poi...

Le matite di questo ultimo capito sono di Eduardo Francisco, più votato al realismo dei personaggi rispetto ai suoi predecessori: Zula, i militari, la Hollis e tutti gli altri sono resi con un'emotività davvero efficace. Le poche scene d'azione sono oscure e spaventose, proprio come dovrebbero essere i brutti ricordi.
E venire inseguiti da uno Xenomorfo o da un branco di Facehugger è proprio quello che definirei un "brutto ricordo".

Attenzione! Possibili spoiler!

Zula Davis davanti alla Corte MarzialeHDsaldaPress

I colori di Dan Jackson sono efficaci ancora una volta, anche se l'ambientazione per lo più terrestre non gli permette di dare il meglio di sé - cosa che ha fatto nei numeri precedenti, ambientati nello spazio. I luoghi chiusi, angusti e soffocanti, però sono resi molto bene: che sia un'astronave infestata di alieni o un ospedale militare "infestato" da uomini senza un briciolo di empatia, siamo di fronte a ottimi setting claustrofobici.

Merita una menzione anche lo speciale redazionale su H.R. Giger, vero padre dello Xenomorfo e artista visionario che merita di essere scoperto (e riscoperto).

Un plauso, dunque, va a saldaPress per aver portato in Italia questa bellissima mini-serie, avvincente e mai banale. Personalmente penso sia la migliore ambientata nell'Aliens Universe e la consiglio senza riserve.

Cover di Aliens #6 con Zula minacciata dagli alienisaldaPress

Aliens Vol.6 (48 pagine a colori, spillato) è disponibile in fumetteria, edicola e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 3,20 euro.

Fire and Stone - Predator

Se Aliens #6 ha concluso la mini-serie Defiance, il ciclo Fire and Stone non ha ancora molto da raccontarci. Il numero 4, intitolato Predator, mette a confronto due entità mitiche nell'universo di Aliens.

Fire and Stone, dopo tutto, è stato creato per questo: riunire tutte le creature - spesso spaventose - che abbiamo conosciuto nei film dedicati allo Xenomorfo.
Il protagonista di questa iterazione è piuttosto evidente, visto il titolo del volume.

Attenzione! Possibili spoiler!

Assieme al cacciatore più pericoloso dello spazio, troviamo un improbabile alleato: Galgo, l'opportunista capo della sicurezza della scellerata spedizione su LV-223, vedrà interrotto il suo viaggio di ritorno sulla Terra proprio da un particolare Yautja.

Invece di ucciderlo alla prima occasione, l'alieno si fiderà in qualche modo di Galgo che, nel mentre, troverà modo di redimersi (più o meno) agli occhi dei suoi ex-compagni di spedizione. Il tutto aiutando lo Yautja a "cacciare" una preda piuttosto complicata: un Ingegnere.

Ovviamente lo scontro fra i due terrà banco, con l'ironico contrappunto dei commenti di Galgo. In tutta la storia capiamo solo ciò che dice l'umano, che funge contemporaneamente da attore e voce narrante.

Galgo e il Predator in Fire and Stone 4HDsaldaPress

La trama è piuttosto diretta e monodimensionale: a farla da padrone sono le sequenze action e questa volta l'essere umano non è una mera vittima. Galgo se la cava alla grande contro i mostruosi alieni spaziali dell'Aliens Universe: lavora di muscoli, il nostro capo della sicurezza.

Tavola di Fire and Stone 4 con Galgo e il Predator a cacciaHDsaldaPress
Chi salva la vita a chi?

In questo numero non c'è nulla di molto filosofico o che fa luce sul background dei Predator, degli Ingegneri o del misterioso fluido nero - l'accelerante - che abbiamo conosciuto nei numeri precedenti. Qui c'è uno scontro senza esclusione di colpi fra due bestioni.

Visto il tentativo pseudo-filosofico del numero 3, con le riflessioni sull'esistenza del sintetico mutato Elden, forse è meglio così. La componente action è qualcosa che si sposa in modo naturale, quasi organico, con l'universo di Alien. È un po' come la natura predatrice dello Xenomorfo: non può definirsi "cattivo", fa solo quello che è stato geneticamente programmato per fare.

Se la storia ideata da Joshua Williamson è di puro intrattenimento, i disegni si elevano a un livello superiore: Christopher Mooneyham, sostituito da John Lucas alle chine dei capitoli 3 e 4, mette sul piatto tanti muscoli, tanta adrenalina e un tratto alla Frank Miller davvero azzeccato.

Tavola con la visione del Predator in azione su 3 umaniHDsaldaPress

I colori di Dan Brown sono efficaci, soprattutto per rendere la visione a infrarossi e la vegetazione del pianeta LV-223.

Splash Page con lo scontro fra Ingegnere e PredatorsaldaPress

Ora che è emerso un vincitore fra i due contendenti, cosa ci aspetta nel prossimo volume della saga, intitolato Prometheus Omega?

Aliens - Fire and Stone 4: Predator (104 pagine a colori, brossurato) è disponibile in fumetteria, libreria e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 12,90 euro.

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