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I migliori 30 film noir della storia del cinema: da Blade Runner a Giungla d'asfalto

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Detective, dark lady e gangster. Ecco i film che hanno fatto la storia del genere noir: da Il grande sonno a Pulp Fiction.

Da Blade Runner a Chi ha incastrato Roger Rabbit, i noir più belli di sempre

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Nato come costola del giallo, il noir ha vissuto la propria golden age a cavallo fra gli anni '40 e '50. In esso confluiscono le forme visive dell'espressionismo tedesco - da Lang a Murnau - e i prestiti letterari dall'hard-boiled.

In particolare i contributi di Dashiell Hammett e Raymond Chandler - il famigerato detective Philip Marlowe è una sua creatura - creano i presupposti per una pulp fiction cinematografica che in taluni casi raggiunge pregevoli livelli di fattura, testimoniati da riconoscimenti di critica e pubblico.

Per topoi e ambientazione, il noir spesso sfuma i propri contorni nel thriller oppure nel poliziesco a tinte drammatiche. Ciò è dovuto alla comparsa sul grande schermo di figure borderline, enigmatiche: femme fatale, volgari assassini, detective cinici, gangster risoluti. Antieroi e villain in cui vengono cristallizzate le manifestazioni del bene e del male, esaltate dalle zone d'ombra e dai vicoli fumosi dei contesti urbani in cui i personaggi si muovono in preda alla dannazione.

Noi di MondoFox abbiamo raccolto i 30 film noir più belli di sempre. Nel farlo, abbiamo scomodato i grandi del passato - da Alfred Hitchcock ad Howard Hawks - e i cineasti di oggi, da Michael Mann a David Fincher passando per i fratelli Coen.

Ecco la nostra top 30 dei migliori film noir:

30) Milano calibro 9/ Milano odia: la polizia non può sparare

Subito un ex aequo tricolore. A contendersi la 30esima posizione sono due pellicole divenute di culto: il noir diretto nel '72 da Fernando Di Leo con protagonista Gastone Moschin e il crudo poliziottesco di Umberto Lenzi - vero e proprio maestro del genere - con Tomas Milian nei panni di un sadico assassino. Curiosità: Milano calibro 9 ha ispirato uno spot Nike - Milano Kalibro Kobe - dedicato ad una delle leggende del basket, Kobe Bryant. La pellicola di Lenzi, invece, segna l'inizio di uno dei doppiaggi più celebri del cinema nostrano, quello di Ferruccio Amendola per Milian.

29) Chi ha incastrato Roger Rabbit

Non un vero e proprio noir, bensì un cartoon che ne rimastica cliché e atmosfere: personaggi ombrosi, detective alcolizzati, una femme fatale tra le più riuscite di sempre. Robert Zemeckis mixa star animate e attori in carne ed ossa, affidando a Bob Hoskins il ruolo di un investigatore privato cinico e disilluso chiamato a fare coppia fissa con uno strambo coniglio. L'ambientazione da gangster movie, le parentesi dark, gli strepitosi effetti speciali e l'originale presenza delle icone dei cartoon - dai disneyani ai Looney Tunes - ne fanno un piccolo capolavoro della settima arte.

28) Fargo

Noir di ghiaccio, assurdo e brutale. Scrivono e dirigono i fratelli Joel ed Ethan Coen, premiati con l'Oscar per la miglior sceneggiatura. Fargo mette in scena un caleidoscopio di personaggi atroci, avidi e per giunta goffi, risucchiati in una torbida vicenda incentrata su un finto rapimento a scopo di estorsione. 11 anni dopo i Coen dirigeranno un film per certi versi speculare a Fargo: Non è un paese per vecchi, capolavoro assolato e on the road premiato dall'Academy come miglior film. L'avremmo inserito volentieri nella top 30 se non fosse che è più un thriller/western confezionato su un dualismo epico che un noir.

27) L'amore bugiardo - Gone Girl

Da un best-seller di Gillian Flynn, ecco uno dei più riusciti noir degli ultimi anni. L'amore bugiardo - Gone Girl porta la firma di David Fincher, a suo agio con omicidi e assassini (Seven; Millennium - Uomini che odiano le donne). La particolarità del film sta nell'insinuare (almeno fino ad un certo minutaggio) il dubbio nello spettatore: Ben Affleck ha il viso pulito dell'innocente o l'espressione enigmatica (anzi, da stoccafisso) di un potenziale killer? La più brava di tutti è però Rosamund Pike, perfetta nei panni di una mantide religiosa che non vorremmo mai incrociare sulla nostra strada.

26) Manhunter - Frammenti di un omicidio

La prima volta sul grande schermo dello psichiatra assassino (nonché antropofago) Hannibal Lecter, che nel film diretto da Michael Mann ha il volto di Brian Cox. L'agente incaricato di dare la caccia ad un pericoloso killer seriale è impersonato invece da William Petersen (Grissom in C.S.I.), già protagonista del poliziesco di culto Vivere e morire a Los Angeles. La scena dell'arrivo in corsa di un cadavere avvolto dalle fiamme su una carrozzina mantiene ancora oggi un fascino a dir poco raccapricciante. 

25) Velluto blu

Il cinema angosciante e allucinato di David Lynch in tutto il suo splendore. Velluto blu narra la storia di un giovane - il Kyle MacLachlan di Twin Peaks - che, grazie (o per colpa, dipende dai punti di vista) alla propria curiosità, scoperchia un vero e proprio vaso di Pandora fatto di rapimenti, ricatti e omicidi.

24) Il conformista

Il passato si mischia al presente "nero" - il film di Bernardo Bertolucci è ambientato in piena epoca fascista - ne Il Conformista, elegante noir che sfocia nel dramma sentimentale. Cast di assoluto livello: da Gastone Moschin a Stefania Sandrelli, da Jean Louis-Trintignant a Pierre Clémenti. La fotografia classica, a tratti patinata, di Vittorio Storaro ispirerà Ridley Scott nella realizzazione di Blade Runner.

23) Vizio di Forma

Noir sotto effetto di LSD diretto da Paul Thomas Anderson in cui il camaleontico Joaquin Phoenix presta il volto al detective hippie Larry "Doc" Sportello impegnato ad indagare su un oscuro giro d'affari che coinvolge sassofonisti al soldo dell'FBI, dentisti eroinomani e torturatori con la svastica tatuata in faccia. Tutti hanno a che fare con la Golden Fang, un cartello criminale della droga che sembra uscito da un film di 007 e che lascia lungo tutto il film una scia di morti e interrogativi navigando al sicuro di una goletta. Anderson ritrae il lato oscuro dei favolosi Seventies in quello che è a tutti gli effetti una colossale strizzata d'occhi a Il lungo addio di Altman. Vizio di forma è un affresco corale che filma il passaggio dall’epoca dei sognatori a quella dei paranoici, dagli hippie a Charles Manson.

22) Elle

Il confine tra vittima e carnefice si tinge di un sottile strato di perversione. Paul Verhoeven è uno di quei registi cult, seppur poco prolifici. Nel suo curriculum vanta pellicole sci-fi come Atto di Forza e RoboCop, ma pure noir/thriller di un certo peso: su tutti, Basic Instinct. Ma nemmeno il film con Michael Douglas e Sharon Stone riesce a far vibrare le corde della tensione così come Elle, pellicola che unisce il mistery al revenge movie e che regala una protagonista - la splendida Isabelle Huppert - a dir poco glaciale.

21) Gilda

Il film che consacra definitivamente Rita Hayworth star mondiale. Sensuale, conturbante, spregiudicata, Gilda incarna il prototipo della dark lady, divenendo nel tempo fonte di ispirazione per chiunque si cimenti nel genere: dalla sex bomb Jessica Rabbit all'enigmatica replicante Rachael (Sean Young) di Blade Runner. Il nome della "Dea dell'amore" è per giunta legato ad una delle battute cult della saga di Fantozzi ("È Cita Hayworth, la più bella di tutte").

20) La donna del ritratto

L'eleganza di Fritz Lang al servizio di un noir sofisticato in cui gli indizi si accumulano nel corso dei minuti, con il rischio per il protagonista - Edward G. Robinson - di essere smascherato come assassino. O almeno così sembra indirizzare il film il regista di Metropolis, salvo colpo di scena finale.

19) Seven

Un agente giovane e irascibile (Brad Pitt) affiancato da un veterano più mite (Morgan Freeman) indaga su una serie di omicidi la cui spirale chiama in causa i 7 peccati capitali. Angosciante discesa negli inferi targata David Fincher, bravo a tessere una ragnatela del male da cui è arduo non rimanerne intrappolati, complice la maestria con cui il cineasta offre allo spettatore una pluralità di sguardi: quello colmo di sfida e boria dello sbarbato Pitt, quello disincantato di Freeman e, per finire, il più inquietante, affidato ad un demoniaco Kevin Spacey.

18) Heat - La sfida

"Se quando sarà dovrò toglierti di mezzo, potrà non piacermi. Ma ti avverto: se mi troverò a scegliere fra te e un poveraccio che per colpa tua rischia di lasciare una vedova, scelgo te, senza neppure esitare". Trascura l'altra faccia della medaglia, il detective Al Pacino, mentre fissa negli occhi il suo rivale Robert De Niro, criminale incallito. L'incontro più atteso del Cinema della New Hollywood si compie in un fast food. I due parlano della propria vita - magistralmente doppiati nella versione italiana da Giancarlo Giannini e Ferruccio Amendola - quasi fossero amici di vecchia data. Sono invece due uomini risoluti che rispondono alle leggi della giustizia e del crimine. Rinchiudere Heat - La sfida in un unico genere ne limita la complessità strutturale: thriller, poliziesco, dramma, western, gangster movie. Michael Mann dà vita ad un melting-pot cinematografico esaltato da una fotografia sontuosa e da un cast all star. I momenti più avvincenti? La rapina al portavalori, l'incontro fra Hanna e McCauley e la prolungata sparatoria dopo il colpo in banca, sequenza peraltro omaggiata da Chris Nolan ne Il Cavaliere Oscuro.

17) L.A. Confidential

Tris d'assi - Russell Crowe, Guy Pearce, Kevin Spacey - al servizio di un noir dalla regia elegante (quella di Curtis Hanson, scomparso nel 2016) e dall'atmosfera seducente come la sua (co)protagonista: Kim Basinger. "Lampi di gloria" e ombre di una Los Angeles scossa da un brutale massacro ad una caffetteria notturna. Dall'omonimo romanzo di James Ellroy.

16) La conversazione

Francis Ford Coppola si distingue per una regia asciutta, che ne La conversazione si risolve in una messa in scena asettica, permeata da un sempre più tagliente strato di paranoia. Inevitabile se il protagonista è l'ottimo Gene Hackman (affiancato da John Cazale, troppo spesso dimenticato nel novero dei grandi), spia ripresa perennemente a origliare. O ad essere spiato, chissà...

Miglior film a Cannes '74 e una delle prime apparizioni sul grande schermo di Harrison Ford.

15) Il silenzio degli innocenti

Riecco il re dei serial killer, ovvero il prof. Hannibal Lecter soprannominato - nemmeno a dirlo - The Cannibal. Dopo Brian Cox è il turno di Anthony Hopkins: colto, brillante eppure così sadico, col volto imprigionato dietro una museruola. L'attore britannico dà vita ad uno dei cattivi cinematografici più riusciti di sempre, citato e parodiato dai più. Incetta di statuette ai Premi Oscar del '92, tra cui miglior regia - Jonathan Demme - e cast (Hopkins e la protagonista Jodie Foster).

14) Chinatown 

Chinatown come sobborgo criminale di una Los Angeles anni '30 sudicia e assolata. Una regia impeccabile (lo stesso non si può dire della sceneggiatura, dispersiva e a tratti indolente) al servizio di 3 interpreti in stato di grazia: lo "sfregiato" Jack Nicholson, la femme fatale Faye Dunaway e il villain John Huston.

13) Pulp Fiction

La struttura narrativa classica viene completamente stravolta da Quentin Tarantino, che in Pulp Fiction si esibisce in una narrazione per ellissi ingabbiata in blocchi/capitoli che favoriscono uno scarto tra ciò che viene narrato e il reale svolgimento degli eventi (un virtuosismo visto di recente anche in Dunkirk di Chris Nolan). Del film con Samuel L. Jackson, Bruce Willis e John Travolta trovate un'accurata recensione all'interno della classifica dei film del regista di The Hateful Eight.

12) La cagna

Tra le "rue" di Montmartre si consumano i destini di un contabile vessato dalla moglie, di una prostituta avida e del suo protettore. Jean Renoir firma una delle sue opere più significative, ambientata a Parigi ma girata per due terzi in interni. 

11) La morte corre sul fiume

Più una favola a tinte dark che un noir. La morte corre sul fiume è l'unico acuto del regista Charles Laughton, il cui genio visionario si sposa qui alla perfezione con il talento di Robert Mitchum, il quale ci regala un personaggio ambiguo immortalato nei chiaroscuri di una fotografia impeccabile.

10) Rififi

Uno dei "colpi grossi" più celebri partoriti dal cinema transalpino. Splendido heist movie in cui il bottino di una rapina ad una gioielleria di lusso si rivelerà "maledetto". Tre anni dopo la realizzazione di Rififi (1955), Mario Monicelli svilupperà assieme ad Age & Scarpelli e a Suso Cecchi D'Amico la sceneggiatura de I soliti ignoti. Se si confrontano i due film, si può notare come la banda del buco che mangia pasta e ceci alle 5 del mattino sia il contraltare comico dei gangster di Dassin.

9) Il terzo uomo

Spy story a tinte noir, ambientata nella Vienna regale e nebulosa del dopoguerra. A svettare su tutti - nel film diretto da Carol Reed - è Orson Welles, la cui entrata in scena è a dir poco memorabile. Graffia la penna dello scrittore Graham Greene, che impreziosisce una pellicola vincitrice al Festival di Cannes del '49.

8) Il lungo addio

Granuloso noir fuori tempo massimo così come il suo protagonista, il private eye Philp Marlowe riletto da Elliott Gould. L'indolente regia di Robert Altman raggiunge qui livelli eccelsi, risultando funzionale ad una messa in scena in cui l'indagine di un detective è costantemente relegata in secondo piano rispetto al contesto. Cameo per un giovane Arnold Schwarzenegger.

7) Rebecca - La prima moglie

Sogni, processi, l'ombra del passato e lussuosi yacht per il primo film di Alfred Hitchcock girato negli USA. Un noir onirico, a tratti inquietanti, divenuto nel tempo un autentico cult grazie alla commistione di venature horror e atmosfere tipiche del crime movie.

6) Blade Runner

Un detective cinico, poco efficiente (uccide solo due donne/replicanti e ad una di esse spara addirittura alle spalle): Ridley Scott stravolge il personaggio cardine del genere noir, ritraendo un investigatore sui generis - il Rick Deckard di Harrison Ford - che a 35 anni di distanza dall'uscita (il 1982) ancora solleva dubbi circa la propria natura: umano o androide? Blade Runner riscrive i canoni del genere fantascientifico contaminandoli col mistery, affacciandosi anzitempo su un futuro dominato dalla tecnologia e dalla paranoia. Un film che mostra più di quanto gli occhi riescano a vedere.

5) L'altro uomo (Delitto per delitto)

Il noir come gioco perverso di specchi e di riflessi che si abbattono su vittime e carnefici. Alfred Hitchcock è semplicemente geniale nel tenere alta la tensione e nel disseminare qua e là indizi di un cinema che non si ferma mai alla superficie. Il soggetto de L'altro uomo (noto anche come Delitto per delitto) ha ispirato il regista Maurizio Lucidi nella realizzazione nel '71 di una pulp fiction al'italiana di pregevole fattura: La vittima designata, cult che presenta lo stesso schema narrativo del film di Hitchcock e che vanta nel cast la presenza di Tomas Milian e Pierre Clémenti.

4) Il grande sonno

Dal malinconico e ciondolante Marlowe de Il lungo addio al solitario investigatore ritratto dall'affascinante Humphrey Bogart. Il regista Howard Hawks adatta parzialmente il primo romanzo hard-boiled di Raymond Chandler, consegnando alla storia un personaggio leggendario.

3) Giungla d’asfalto

Gli schemi del noir vengono in parte traditi da soluzioni che chiamano in causa sia il poliziesco che l'heist movie. Film confezionato da John Huston come un micidiale congegno ad orologeria scandito da un ticchettio vibrante. Una rapina diabolica, un nugolo di gangster, la pupa del boss (la sexy Marilyn Monroe): un classico evergreen non del genere ma del cinema tutto.

2) Viale del tramonto

Leggendaria opera sul divismo, riflessione amara sul travagliato passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore. Gloria Swanson impersona la celebre Norma Desmond, diva ormai in declino, star in piena idiosincrasia con il procedere spedito di Hollywood verso nuovi orizzonti. Si innamorerà di un giovane sceneggiatore (William Holden). Non ricambiata, lo ucciderà a sangue freddo, concedendosi un ultimo primo piano per cronisti e polizia. Pioggia di nomination per il noir di Billy Wilder e tre statuette meritatissime.

1) La fiamma del peccato

La sincronizzazione tra il soggetto (il romanzo di James Cain, La morte paga doppio), la sceneggiatura di Chandler e la regia di Billy Wilder è pressoché perfetta. Un raggiro assicurativo ordito da un'astuta dark lady coinvolge un impiegato. Peccato che il malcapitato non abbia fatto i conti con le reali intenzioni della donna. La fiamma del peccato è, senza mezzi termini, la quintessenza del noir. 

Si conclude qui la Top 30 dei migliori film noir di sempre. Siete d'accordo con la classifica oppure avreste voluto vedere qualche altro titolo menzionato? Indubbiamente un secolo (e oltre) di storia del cinema costringe a fare delle scelte - restano fuori titoli come Black Dahlia, Basic Instinct, Brivido Caldo - ma vi ricordiamo che alcuni dei migliori film noir li potrete trovare anche tra i 20 migliori polizieschi della storia del cinema.
Altrimenti, divertitevi a dire la vostra in un commento!

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