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The Gifted, la recensione del primo episodio

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Il primo episodio di The Gifted ci ha introdotti in un mondo dove gli X-Men sono scomparsi da tempo e i mutanti vengono perseguitati dal governo. La nostra recensione.

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Fino al 2016 i mutanti di casa Marvel sono stati una prerogativa prettamente cinematografica, varcando le soglie del medium televisivo soltanto in rare occasioni e perlopiù sotto forma di serie animate.

L'arrivo di Legion nella prima parte del 2017 ha però sovvertito questa tendenza, aprendo la porta a produzioni in live action per il piccolo schermo basate sui personaggi dell'Universo degli X-Men.

La prima a essere realizzata è The Gifted, il cui episodio pilota ha messo bene in evidenza come questa sia una serie supereroistica atipica rispetto a quelle che siamo abituati a vedere in TV.

Benché si parli di persone dotate di abilità straordinarie, il tutto ci viene infatti raccontato in toni quanto più possibile realistici, una scelta stilistica e narrativa che si riflette anche sul look dei protagonisti, vestiti con abiti normali e non con tute dai colori sgargianti.

Questo elemento, tra i più interessanti fra quelli proposti, avvicina lo show più a serie come la mai dimenticata Heroes che alle produzioni televisive targate Marvel e DC Comics, offrendo sostanzialmente una prima grande novità allo spettatore.

Come abbiamo potuto vedere in Un Dono, Una Maledizione, le vicende di The Gifted seguono principalmente due linee narrative, andate a congiungersi e unirsi sul finire della puntata.

La prima racconta il dramma della famiglia Strucker, i cui figli scoprono di avere abilità straordinarie - sono loro i "dotati" del titolo - in un mondo in cui i possessori del Gene X sono odiati e cacciati.

La seconda segue invece le vicissitudine di un gruppo di mutanti clandestini, intenzionati a salvare e proteggere i loro simili dai soprusi messi in atto da un governo ostile.

Se le tematiche trattate non sono propriamente "fresche", a esserlo è invece il punto di vista da cui ci vengono narrati i fatti, soprattutto quello dei vari membri degli Strucker.

Tra loro a spiccare maggiormente è il personaggio di Reed (Stephen Moyer), probabilmente la figura più complessa dell'intera serie, costretto a mettere in discussione ogni aspetto della sua vita.

Reed Strucker

Alla regia di questo pilota troviamo Bryan Singer, l'uomo che per primo ha trasposto le gesta degli X-Men sul grande schermo.

La sua presenza dietro la macchina da presa è tangibile come lo fu quella di Joss Whedon ai tempi del primo episodio di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D., concentrando nella puntata tutto ciò che ha funzionato nella sua gestione dei mutanti al cinema e valorizzando al meglio lo script dal ritmo serrato - forse anche troppo - di Matt Nix.

Molti sono stati infatti i colpi di scena presenti in Un Dono, Una Maledizione, tra cui quello davvero inaspettato della maternità di Polaris (Emma Dumont), in grado di donare allo show ulteriori interessanti tematiche da sviluppare all'interno della storia.

Per tutti questi fattori l'esordio in TV di The Gifted può dunque dirsi riuscito, avendo rispettato le aspettative dei fan regalandogli anche alcuni gustosi easter egg, come il cameo di Stan Lee o il rimando alla sigla della storia serie animata degli X-Men del 1992.

Per scoprire come proseguiranno le vicende della famiglia Strucker non vi resta che sintonizzarvi su FOX mercoledì prossimo alle ore 21.00 e gustarvi in prima visione assoluta il secondo episodio di The Gifted!

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