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Con gli occhi della criminologia: Criminal Minds 13x02

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La mente di un serial killer può essere più complessa di quanto si pensi. Il secondo episodio di Criminal Minds 13 entra nella psicologia di Carl Panzram, un uomo abbandonato dalla madre quando era solo un bambino.

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Quanto può essere complessa la mente umana? Ce lo ricorda il secondo episodio di Criminal Minds 13, intitolato To a Better Place. Dopo la morte di Graffio, avvenuta nell'episodio 13x01,  e il reintegro dell’agente speciale Spencer Reid (Matthew Gray Gubler), la squadra dell'Unità di Analisi Comportamentale (BAU, Behavioral Analysis Unit) di Quantico deve fare i conti con il Serial Killer Carl Panzram.

Criminal Minds 13x02

Criminal Minds 13x02: il legame tra le vittime del serial killer e la madre

Le vittime dell’assassino sono donne single e di bell’aspetto, i cui corpi privi di vita vengono chiusi da quest’ultimo in una valigia di vecchio stampo. Altro particolare incisivo riguarda il rossetto che lui stesso mette sulle labbra delle proprie vittime, chiamato “Sorpresa di mezzanotte” e in vendita solo fino a trent’anni prima dei delitti.

Sono elementi che delineano in qualche modo il passato turbolento di Panzram, un giovane abbandonato dalla madre che vive in un mondo tutto suo, fatto di convinzioni sbagliate e di presenze “fisiche” immaginarie derivanti da esse.

Nel secondo episodio di Criminal Minds 13 ben presto scopriamo che nulla viene citato a caso, ma tutto ha senso di esistere. Il modus operandi è semplice, ma nasconde una realtà ben più problematica.

Una realtà che va oltre la logica e che vede il serial killer scegliere le sue vittime secondo un criterio preciso e, soprattutto, con l'intento di reprimere il suo dolore, causato dalla paura che tutte le donne che incontra prima o poi lo lascino, lo abbandonino, come sua madre fece tempo addietro.

Non a caso, infatti, Carl Panzram utilizza una tipologia di valigia ormai in disuso: quest’ultimo ricorda perfettamente il giorno in cui la madre, prima di andarsene in via definitiva, preparò la valigia. Il rossetto, invece, era quello da lei usato quando doveva uscire.

La fragilità del serial killer in Criminal Minds 13x02

È proprio qui che, oltre ai problemi mentali dovuti alla visione di figure che non fanno più parte della sua vita, emerge tutta la fragilità di Carl, il quale identifica le sue vittime con la madre, che odia e ama allo stesso tempo.

Questo si intuisce nel momento in cui il killer, dopo aver ucciso l’ennesima donna, le si sdraia di fianco e la abbraccia, come a dire "mi dispiace, ma sei stata tu a volerlo". Forse, però, a volerlo è stato qualcun altro.

Ma siamo sicuri che il serial killer sia davvero consapevole di quanto accaduto in passato? Nel corso dell’episodio To a Better Place, infatti, la vicenda personale di Carl subisce un brusco cambiamento e capiamo che quanto visto fino a quel momento era ciò che lui credeva fosse successo e non la verità dei fatti.

Ben presto ci rendiamo conto che fu la nonna dell’assassino ad uccidere la madre, la quale voleva portarlo con sé a vivere. Questo perché la nonna era già stata abbandonata in passato dal marito e non riusciva ad immaginare una vita senza nessuno al suo fianco. Cosa può portarci a fare la paura di perdere per sempre le persone care?

Un ricordo troppo pesante da sostenere, tanto che il serial killer l’aveva completamente rimosso perché, forse, la convinzione di un abbandono da parte della madre era molto più semplice da sopportare a livello emotivo. 

Per conoscere nuove storie sui Serial Killer non ci resta che aspettare il prossimo episodio di Criminal Minds 13, in esclusiva su FoxCrime ogni venerdì. 

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