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The Walking Dead 8, la recensione dell'episodio 100

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Non poteva essere altrimenti: l’episodio numero 100 di The Walking Dead rende omaggio alle gesta dei personaggi. A quel percorso di trasformazione che li ha resi ciò che sono oggi. Mentre le regole morali cambiano…

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Una promessa è una promessa. Rick Grimes è determinato a mantenere la parola data anche se - lo ripete più volte durante questo strepitoso episodio, il numero 100 di The Walking Dead - non si tratta di lui. La guerra contro Negan non è una questione personale.

Lo chiarisce il tono epico dell’intero episodio, a cominciare dai discorsi motivazionali di Rick, Maggie ed Ezekiel. Discorsi necessari, quando si sta per andare in guerra.

Danai Gurira ci aveva promesso un episodio imprevedibile, e così è stato. 

Ma non nel senso che ci saremmo aspettati.

The Walking Dead: guerra totale fra Rick e Negan

L’ottava stagione cambia tutto. Cambia le regole. Cambia i principi morali adottati finora.

Se il passato si ripete (Rick insegna a Carl, di nuovo, a non fidarsi degli sconosciuti, ma Carl non è più un bambino: ha una coscienza, che rivolge allo sconosciuto insieme a un biglietto di scuse e a due scatole di cibo), il presente è diverso.

Possa la mia misericordia prevalere sulla mia ira è un omaggio alla storia di The Walking Dead.

La ragazza in camicia da notte che Rick vede nei pressi della stazione di servizio cita la piccola zombie in pigiama che aveva incontrato nel pilot. Cresciuta - gli zombie non crescono, ma il tempo passa - a simboleggiare i grandi cambiamenti fra il Rick di allora e quello di oggi.

E ancora: la tradizione del war movie americano viene omaggiata in tutto e per tutto. 

Prima di andare in guerra si abbracciano gli amici, si baciano le donne e i bambini e si fanno discorsi che possano rassicurare i propri uomini.

Gli sconosciuti diventano fratelli e sorelle. L’uomo e la donna accanto a te si trasformano nell’unico mezzo che avrai per sopravvivere.

The Walking Dead: Carl Grimes è cresciuto, sotto tutti i punti di vista

I nemici si attaccano faccia a faccia, guardandoli negli occhi. Perché non è una questione personale, ma nelle gesta di Rick Grimes c’è tutta la sete di vendetta del mondo.

Una vendetta arricchita dall’esperienza.

Da ogni vittoria e da ogni sconfitta, s’impara qualcosa. Il Governatore aveva usato gli zombie come un’arma, lanciando un furgoncino carico di morti viventi oltre i cancelli della prigione.

Rick e i suoi hanno imparato la lezione e guidano una mandria - come già in passato avevano fatto - verso il rifugio di Negan.

Ogni mossa è pianificata: l’organizzazione e la strategia, in guerra, sono tutto.

E l’onore si conquista sul campo. Il “futuro” di Rick che vediamo attraverso i suoi occhi è il sogno di un futuro in cui, finalmente, non è lui a prendersi la responsabilità della sopravvivenza di tutti.

Il suo compito è mantenere la promessa fatta a Negan, liberare il mondo dalla sua tirannia, costruire un futuro migliore per i suoi figli e per tutti gli altri.

A quel punto, avrà la sua ricompensa: cedere il comando. A Maggie, come ha già anticipato: quando sarà tutto finito, sarà Rick a seguire Maggie. 

The Walking Dead: Rick conta su Maggie come futuro leader

La speranza di un nuovo mondo si affida a una donna. Una donna incinta, simbolo della sopravvivenza di una razza umana che è stata a lungo sul punto di estinguersi.

I nemici diventano alleati - il passaggio del messaggio da Dwight a Daryl ha lo scopo di confermarlo - ma gli alleati tradiscono.

Forse avevevamo riposto qualche (debole) speranza in Gregory, ma non siamo certo rimasti sorpresi dal suo tradimento. Né dalla reazione di Simon di fronte al fallimento di un leader che nessuno vuole più seguire.

Ciò che mi ha sorpresa - e tanto - è stato il suo destino.

Mentre prendevo appunti, guardando l’episodio, dopo la spinta di Simon giù dalle scale ho scritto: “Al momento della resa dei conti, ciascuno mostra chi è davvero. So già che Gregory avrà ciò che si merita, perché è così che funziona The Walking Dead”.

E invece no. Padre Gabriel affronta tutte le sue paure e dimostra che essere cambiato - da quello che scappa lasciando gli altri al proprio destino, a quello che corre in loro soccorso - è la sua punizione.

Gregory, forse, avrà ciò che si merita, ma inaspettatamente ha avuto la meglio. E inaspettatamente, Gabriel si è rifugiato dove non avremmo mai creduto di trovare Negan. E inaspettatamente, ancora, le regole sono cambiate.

Non potevano aspettarci di più, da questo primo episodio.

Una sintesi del percorso evolutivo dei personaggi, unita alla premessa di uno scontro che non farà prigionieri. E che rimanda il momento di guardare negli occhi il proprio destino.

Perché il domani comincia adesso, ma c’è ancora tanta strada prima di poterlo vivere davvero.

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