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19 crimes: Storici criminali Australiani, bottiglie di vino e realtà aumentata

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Attenti a quello che bevete... qualcuno potrebbe avere qualcosa da ridire. E voi berreste un bicchiere di vino insieme ad un criminale?

Uno dei criminali presenti sulle etichette della linea 19 Crimes

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“Le etichette vi racconteranno una storia”. No, non avrete le allucinazioni per aver bevuto troppo vino, ma semplicemente starete gustando una bottiglia della linea 19 Crimes. L’ultima trovata in fatto di brand e pubblicità giunge dall’Australia, precisamente da un’azienda vinicola del luogo, la Treasury Wine Estates.

Il marchio ha deciso di promuovere una particolare linea di vini, composta da 19 bottiglie, attraverso una campagna di Realtà Aumentata che porta i personaggi riprodotti su ogni etichetta a prendere vita e a parlare.

Stregoneria o additivi nei vini? Niente di tutto questo! A realizzare l’idea della Treasury Wine Estates ci ha pensato lo studio tecnologico Tactic e l’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson di San Francisco, utilizzando proprio la Realtà Aumentata.

Cos’ha di particolare questa linea 19 Crimes?

A rendere sbalorditiva questa trovata pubblicitaria non è soltanto l’utilizzo di una tecnologia di ultima generazione, bensì i soggetti che caratterizzano le 19 etichette. L’azienda australiana ha infatti deciso di celebrare la vita di 19 criminali britannici condannati a vivere in Australia, colonia inglese, a partire dalla fine del XVIII secolo. Dopo la colonizzazione della terra dei canguri, l’Inghilterra scelse proprio l’Australia come zona d’esilio per i criminali anglosassoni più pericolosi.

Dal punto di vista dell’azienda vinicola invece, i 19 personaggi scelti, sono quelli che maggiormente hanno contribuito alla formazione della tradizione australiana, decidendo così di celebrare:

Le regole che hanno infranto e la cultura che hanno creato.

Rapinatori, contrabbandieri, immigrati o semplicemente ribelli sono tutti riportati nella linea 19 Crimes.

Se non avessero scelto questa tipologia di testimonial probabilmente la campagna non avrebbe riscosso tutto questo successo. L’utilizzo di una categoria particolare, infatti, è stata già proposta da diversi brand come, ad esempio, le famose aziende di bibite gassate con calciatori e squadre annesse.

Come funziona la Realtà Aumentata?

La tecnologia legata alle etichette è veramente sbalorditiva e di semplice utilizzo. Basta scaricare l’apposita App e inquadrare l’etichetta del vino. In pochi istanti il personaggio prende vita e inizia a raccontare la propria storia o il proprio capo d’imputazione, parlando direttamente all’utente. Attraverso dei doppiatori professionisti sono state create le schede di ogni criminale, dando così un effetto ancora più reale.

L’innovativa azienda australiana non si è limitata alla mera pubblicità: per promuovere maggiormente la sua iniziativa ha infatti indetto un concorso a premi su Instagram. Come nelle più classiche raccolte di figurine, anche nei criminali c’è sempre quello introvabile. Il 19° criminale, John O’Reilly, ribelle e scrittore, è raro e chiunque lo trovi può fotografare l’etichetta e pubblicarlo sul social vincendo un taccuino firmato 19 Crimes e un cavatappi. Geniale vero?

Qualcuno potrebbe obiettare sulla selezione dei “personaggi” che la Treasury Wine Estates ha deciso di celebrare, ma come scelta di marketing si possono solo fare i complimenti a tutte le parti in causa. E voi quali criminali italiani scegliereste da inserire sulle etichette?

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