FOX

Assassin's Creed: Origins, la recensione

di -

Il ritorno della saga videoludica dedicata all'epopea degli Assassini è un'operazione realizzata con maestria e grande oculatezza: Origins riporta il brand ai fasti di un tempo, proponendo uno dei migliori capitoli nella storia del brand.

Immagine promozionale di Assassin's Creed Origins

87 condivisioni 0 commenti

Share

Dopo un anno sabbatico, Assassin's Creed torna in una nuova veste, carico di ambizioni e buoni proposito per ridonare linfa vitale a una saga che nelle ultime incarnazioni era parsa tristemente fiacca.

Dimenticate le parentesi più recenti, Origins propone una struttura ludica ben diversa rispetto al passato, impiantata in un setting storico che lascia a bocca aperta e infarcita da una narrativa di primissimo livello.

La mitica avventura degli Assassini ci porta alle origini del culto attraverso gli occhi di Bayek, un Medjay (guardia del corpo del faraone) che ci farà esplorare gli angoli più remoti di un Egitto maestoso e affascinante.

Vendetta e Fratellanza

Accecato dal dolore e dalla sete di vendetta, il percorso del nostro protagonista seguirà le orme di un'antichissima cabala intenta a sviluppare complicati piani per arrivare alla conquista del mondo a discapito del popolo, totalmente indifeso. Dal punto di vista narrativo Assassin's Creed: Origins è uno dei migliori capitoli dell'intera saga: preciso, ritmato, intrigante e con un climax finale incredibile, che riesce nell'intento di cucire le maglie di una trama che nel corso degli anni si era fatta molto complicata. Ad affiancare Bayek ci sarà Aya, moglie e compagna fidata, nonché personaggio scritto in modo molto più approfondito del protagonista, che alla lunga risulterà abbastanza piatto e privo di una vera evoluzione caratteriale.

Ambientato in Egitto, Origins propone una mappa di gioco straordinariamente vasta e dettagliata, ricca di dettagli incredibili e sfruttata al massimo delle sue potenzialità, in termini di attività disponibili e città esplorabili. Da Alessandria a Menfi, il lavoro di Ubisoft Montreal si può definire certosino: tecnicamente il gioco ha prestazioni altissime, grazie a un colpo d'occhio maestoso che metterà in risalto un'epoca storica fantastica che trova gloria anche nella sua incarnazione digitale. 

L'enorme territorio sarà poi costellato di chicche che faranno impazzire gli appassionati sia di Assassin's Creed ma anche di storia. Molteplici tombe da scoprire, grotte nascoste e ovviamente le piramidi, dentro le quali si nascondono preziosi tesori. L'esperienza puramente adventure di Origins è dunque uno degli elementi meglio riusciti dell'intera produzione, che sfrutta al massimo le potenzialità dell'epoca ma non disdegna a introdurre novità di gameplay che donano una ventata d'aria fresca al brand.

Esplorare con cura e dedizione sarà fondamentale per scoprire i segreti d'Egitto

Assassini d'Egitto

L'enorme novità in termini di game design di Origins è certamente relativa al combat system, che passa da un sistema dinamico ad un altro molto più tattico e ragionato, pescando a mani basse da produzioni come Dark Souls e The Witcher. Dimenticato il button smashing delle precedenti edizioni, quest'anno la gestione del combattimento sarà molto più impegnativa e divertente: bisognerà agganciare il bersaglio per poi gestire tutte le fasi di attacco leggero, pesante, parata, schivata e utilizzo dell'arco.

Nonostante il primo impatto possa sembrare negativo, dopo diverse ore di gioco il risultato è soddisfacente, ma non esente da difetti: l'ottimo posizionamento dei comandi sul joypad permette di entrare presto in confidenza con il nuovo impianto ludico, e i diversi archetipi di armi ci regalano molta varietà. Ogni tipologia di spada, lancia o mazza avrà infatti un moveset differente che ci obbligherà a studiare in  modo oculato ogni variante prima di entrare in battaglia. Verso la fine del gioco, aumentando di livello, il combat system presta il fianco a qualche critica, soprattutto in termini di bilanciamento generale; ma l'idea è comunque buona e rappresenta un perfetto punto di (ri)partenza per la saga.

La progressione di Bayek sarà invece scandita da una proposta simile a quella che troviamo in giochi GDR: quest con livello consigliato, equipaggiamento da migliorare tramite il crafting e skill tre che ci farà sviluppare tre diversi rami di abilità: Cacciatore, Guerriero e Veggente. Ognuna di queste si riferisce a uno stile di gioco differente, che va dallo stealth a quello più violento: il nostro consiglio è quello di riservare un occhio di riguardo al ramo Guerriero, perché nonostante Origins conceda un'entrata in scena silente ed evasiva, alla fine ci sarà da combattere comunque molto, moltissimo.

Tirando le somme, Assassin's Creed: Origins è certamente un gioco più che buono, che rimette sulla giusta carreggiata un brand che aveva bisogno di un'iniezione di adrenalina funzionale e ben architettata. Un'offerta ludica che soddisferà gli amanti degli action open world, ma anche gli innamorati di Assassin's Creed, che anni dopo la trilogia di Ezio si troveranno di fronte un altro dei capitoli più riusciti della saga, capace di tracciare un sentiero che se percorso con oculatezza porterà molte altre soddisfazioni. 

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.