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Con gli occhi della Criminologia: Criminal Minds 13x03

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Nell'episodio di Criminal Minds 13x03 il serial killer è un uomo che vuole ricongiungersi con la propria figlia a distanza di anni. Leggi cosa è successo nel terzo episodio.

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Dopo aver analizzato come realtà e finzione possano coesistere nell’episodio 13x01 e aver appurato che spesso i serial killer ammazzano le persone per questioni irrisolte del proprio passato nel capitolo 13x02, nell’episodio 13x03 “Blue Angel” di Criminal Minds entra in campo un nuovo elemento: la Mafia Caldea.

Il serial killer: Mafia Caldea e castrazione

Cosa fa supporre ai membri dell'Unità di Analisi Comportamentale (BAU, Behavioral Analysis Unit) di Quantico che c’entri negli omicidi qualcuno legato a quella determinata organizzazione? Entrambe le vittime, quelle citate all’inizio dalla squadra di Criminal Minds 13 (Curtis Wyler e Darrel Forester) sono state prima castrate vive e poi, dopo la perdita di coscienza e la consecutiva morte, appese a un gancio da macellaio.

Ma castrate è dire poco: i due malcapitati sono stati evirati completamente. Quindi tortura e mutilazione. Particolare abbastanza rilevante è che le due vittime nell’episodio “Blue Angel" di Criminal Minds 13 sembrano non avere alcun elemento in comune.

E allora perché il serial killer, presumibilmente legato alla Mafia Caldea, ha assassinato Curtis Wyler e Darrel Forester? Una ragione deve esserci, ma si scoprirà solo più avanti. Nel frattempo la squadra di Emily Prentiss ha capito, grazie al bisogno dell’assassino di mettere in mostra le sue crudeli azioni che il serial killer, di cui nei primi minuti si conosce ben poco, probabilmente ha un messaggio da veicolare. Ma quale?!

“Mi ricorda la violenza dei cartelli, la brutalità, la messa in scena.” ed è proprio da qui che in Criminal Minds 13 si comincia ad ipotizzare che il serial killer possa essere un ex membro della Mafia Caldea.

Come ha spiegato da Spencer Reid, la Mafia Caldea è “una banda etnica assira con una rete criminale che storicamente va da Detroit in Michigan, fino a San Diego in California”. La Mafia Caldea, però, scomparve dopo l’”Operazione Shadowbox”.

Molti però sono gli elementi che fanno pensare a un suo ritorno. In realtà ciò è dovuto al fatto che l’organizzazione criminale aveva addestrato serial killer con particolari competenze, ora in circolazione.

E se fosse il sicario di una banda di trafficanti? La squadra non ha ancora ben chiaro chi sia l’assassino, ma le ipotesi sono davvero tante. Il suo comportamento agli occhi della squadra è organizzato, preciso, e soprattutto lascia percepire chiaramente che il serial killer è motivato ad andare fino in fondo. Perché?

Certo, non mancheranno termini come “psicopatico” e “professionista” a completare il quadro psicologico dell’assassino.

Finalmente nell’episodio 13x03 di Criminal Minds viene trovato qualcosa che accomuna le due vittime: grossi prelievi con cadenza settimanale e una escort di nome Dasha. Sarà un caso? No.

Il modus operandi del serial killer

Un altro aspetto che rende il serial killer intrigante e inquietante allo stesso tempo è il suo bisogno di riprendere con una telecamera il dolore inferto alle sue vittime, proprio nel momento della tortura, della castrazione. Addirittura l’assassino riprende l’attimo della perdita di coscienza e della morte dei malcapitati, i quali si chiedono il motivo di quanto gli sta succedendo.

Il serial killer, invece, sembra godere della drammaticità dell’evento. Non si tratta solo di sadismo fisico, ma anche psicologico. Ma perché l’omicida utilizza una vecchia cassetta per registrare le sue torture? Per evitare le marcature tecniche? Può essere, o magari no.

Ciò che è evidente è la sicurezza e il controllo della situazione del serial killer, il quale si sente a suo agio nei luoghi isolati in cui organizza gli omicidi. È chiaro, inoltre, che quest’ultimo studia nei minimi particolari il modo in cui togliere la vita alle proprie vittime: nulla viene lasciato al caso.

Ed ecco una terza vittima: Phillip Sullivan. Anche lui è legato alla escort Dasha. Nell’omicidio successivo, però, il serial killer ha lasciato una traccia, un simbolo che lo ha ricondotto appunto alla Mafia Caldea. Ora è assodato: l’uomo è stato un sicario dell’organizzazione.

La vera storia del serial killer in Criminal Minds 13x03

Sul luogo dell'ultimo delitto, però, emerge qualcosa di nuovo: viene trovato il cranio di una donna ed è evidente che il killer - in precedenza - avesse un modus operandi molto diverso da quello attuale. Perché? Perché forse quest’ultima vittima era più importante?

Si chiamava Cynthia ed era scomparsa nel 1996. Quest’ultima ha avuto una bambina di nome Kimberly nel 1994. La bimba era nata in casa e, quindi, era necessario compilare un modulo davanti un notaio. Tra le testimoni c’era una certa Janel Merza, “sorella del padre di Kimberly”.

Il padre quindi è l’assassino seriale nell’episodio di Criminal Minds 13. Dopo il carcere e ottenuta la libertà vigilata, l’uomo ha cercato la figlia e ha scoperto essere una escort (Dasha). Così è emerso il suo istinto protettivo paterno decisamente deviato.

Come in ogni storia che si rispetti, si scopre che il serial killer è tutt’altro che prevedibile. Il suo scopo, infatti, era quello di ricongiungersi con la propria figlia, mettendo però in chiaro tutto quello che egli aveva fatto per lei in passato. Kimberly e Janel (la zia che le aveva fatto da madre fino a quel momento) si ritrovano in un stanza particolare, quella che un tempo era appartenuta alla escort (figlia del serial killer).

Una storia molto intricata che però lascia largo spazio all’immaginazione e all’imprevedibilità. Cosa volere di più? Per conoscere nuove storie, ricordiamo che l’appuntamento settimanale è ogni venerdì in esclusiva su FoxCrime.

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