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Bacio feroce: il destino di un baby boss nel romanzo di Roberto Saviano

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Il nuovo romanzo di Saviano è il sequel della Paranza dei bambini, epopea di Nicola Fiorillo e della sua banda di giovani criminali.

La cover del romanzo di Roberto Saviano, Bacio feroce

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Uno dei tanti pregi dei libri di Roberto Saviano è quello di portare la conoscenza della camorra fuori dai confini della Campania. La verità raccontata è quella che lo scrittore conosce bene, quello dell’universo delinquenziale che regna a Napoli, fatto di guerre, come quella raccontata nel suo ultimo romanzo Bacio feroce (Feltrinelli).

Il libro è la seconda parte della Paranza dei bambini, la storia cruda di Nicola Fiorillo, detto ‘o Maraja, e dei suoi amici paranzini alla conquista delle piazze di spaccio a Forcella. Quella di Nicolas, Drago’, Dentino, Biscottino, Tucano, Briato’ e Lollipop è lo scontro feroce con le vecchie famiglie di camorra e con un futuro che non promette niente.

Saviano scrive di una realtà brutale, quella dei giovanissimi pronti a conquistare tutto con maniere violente, capaci di atti assurdi pur di fuggire alle periferie senza speranza.

Sono ragazzi che, per vedere riconosciuto il proprio talento, preferiscono agire nell’illegalità, e lo spaccio di cocaina diventa il modo più veloce per guadagnarsi un posto di rispetto nella società.

La visione che Nicolas e i suoi “bro’” hanno della vita è al limite: avere successo, avere soldi, tantissimi soldi da spendere, conquistare uno status di potere, e afferrare tutto questo uccidendo.  

In Bacio feroce, Saviano si interroga anche sul ruolo dei genitori dei giovani criminali, e delle madri in particolare. Nel libro vengono descritte madri che non accettano la vita criminale dei figli e cercano un aiuto nello Stato, quelle che si piegano ai fatti e che addirittura si fanno mantenere dai propri figli, e quelle che invece educano i loro ragazzi al successo, ai soldi, al rispetto sopra ogni cosa.

Esistono i baci e poi i baci feroci. I primi si fermano entro il confine della carne; i secondi non conoscono limiti. Vogliono essere ciò che baciano. I baci feroci non vengono né dal bene né dal male. Esistono, come le alleanze. E lasciano sempre un sapore di sangue.

Durante la stesura del libro, Saviano si è documentato molto; la fonte è la vita vera, le storie narrate sono ispirate alle vicende del 19enne Emanuele Sibillo, baby boss di Forcella ucciso nell’estate del 2015.

Romanzo e reportage, il lavoro di Saviano è infatti da sempre il risultato di un incontro di strade: quello della testimonianza dei fatti e quello della letteratura, della rivisitazione personale di quel particolare mondo.

La copertina nel nuovo romanzo di Roberto Saviano

La scelta dell’utilizzo del dialetto in Bacio feroce è necessaria alla resa di un linguaggio specifico, quello dei giovani del Sud che parlano il dialetto perché è la loro lingua viva, fatta di simboli e di istinto.

Saviano compie così una mediazione linguistica per il pubblico dei lettori, che apprezzerà la forza orale del dialetto ben riportata in scrittura dall’autore.

Leggere Bacio feroce è un’immersione in un mondo che crediamo sotterraneo, invisibile, in realtà è parallelo a quello in cui viviamo, e le storie sono purtroppo più feroci di quelle che possiamo immaginare.

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