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The Walking Dead: la recensione dell'episodio 8x04. Uno qualunque

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Il passato non esiste più: il vecchio mondo e il simbolo della tua vecchia vita vengono cancellati una volta per tutte. Dagli zombie di The Walking Dead.

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Un istante, un solo istante: tanto è stato sufficiente perché il passato di Ezekiel, la sua vita di prima dell’apocalisse e il suo rapporto con Shiva, che con quella vita rappresentava un legame importante, venissero spazzati via.

Il quarto episodio di questa ottava stagione di The Walking Dead ha visto Ezekiel e Carol protagonisti assoluti di un’avventura altamente simbolica.

Siamo al momento subito prima della battaglia. Quello in cui le famiglie si abbracciano e si dicono addio, perché non sanno se si rivedranno ancora. Quello in cui il leader deve essere d’esempio, mostrando ottimismo e sicurezza. Andando in guerra con il sorriso.

Una cosa è certa: Ezekiel è uno di quei leader che sanno davvero come incitare e motivare propri soldati. Purtroppo, però, non può controllare il corso degli eventi. Non completamente.

Noi tutti siamo uno.

Le sue parole, mentre abbraccia gli uomini e le donne che combatteranno ai suoi ordini, sono l’esatto contrario del motto dei Salvatori (Io sono Negan). L’individualità, nel Regno, non viene cancellata per ottenere la totale sottomissione, viene esaltata come parte di un’unità che necessita del contributo di tutti.

Insieme. Abbracciati, uniti. Nella buona e nella cattiva sorte: abbracciati, ammassati, massacrati. Pronti a risvegliarsi come zombie, dopo che hanno fatto scudo al Re con il proprio corpo.

Ezekiel emerge dal gruppo dei cadaveri dei suoi amici che gli si erano buttati addosso per proteggerlo.

Quanti Salvatori avrebbero fatto la stessa cosa per Negan?

Conosciamo già la risposta mentre assistiamo allo strazio di Ezekiel, ricoperto di sangue non suo e gravemente ferito a una gamba, che vede la sua famiglia risvegliarsi per ucciderlo.

L’intervento dell’unico altro sopravvissuto dura poco: a freddarlo ci pensa uno dei Salvatori, che vuole portare Ezekiel con sé da Negan.

Il suo capo vuole la testa di Ezekile, di Rick e di Maggie (chiamata “La vedova”) su una picca, come esempio per chi avrà l’idea di ribellarsi a Negan in futuro.

Intanto, le mitragliatrici che cercavano Rick e Daryl, quelle che hanno massacrato i soldati del Regno, sono sotto gli occhi di Carol.

Carol, che massacra i Salvatori rimasti nell’edificio in modalità "Ellen Ripley in Aliens - Scontro finale".

Carol, che usa ancora una volta la strategia.

Carol, che si occupa dei cadaveri perché non si risveglino, intralciandola.

Carol, che vuole quelle armi. Disperatamente. Mentre i suoi avversari le proteggono solo per paura di essere puniti.

Il Salvatore - uno qualunque - che trascina Ezekiel con sé - uno qualunque, diventato Re di una comunità e poi desideroso di tornare uno qualunque - è particolarmente odioso, vigliacco e meschino: si contrappone a un uomo che ha preso sulle proprie spalle la responsabilità di guidare un esercito in battaglia, di motivare i suoi soldati, di dover poi spiegare alle loro famiglie come e perché sono morti.

Il contrasto è il nodo centrale attorno a cui è costruito questo episodio, in cui i nostri devono fare delle scelte importanti.

Ezekiel sceglie di sacrificarsi per consentire a Jerry e a Carol di salvarsi, ma in quel momento è Shiva a scegliere per lui. Sarà lei, la sua amata tigre, il suo legame con una vita che non esiste più, a fare da esca agli zombie. A salvare a Ezekiel la vita, ancora una volta.

Sarà la morte di Shiva a cancellare il sorriso dal volto di Ezekiel. A ricordarci che gli zombie rappresentano una grave minaccia, sebbene i veri mostri siano gli esseri umani.

The Walking Dead: 8x04
The Walking Dead: Carol finge di arrendersi ai Salvatori

Shiva ha agito d’istinto, correndo in aiuto del suo amico umano. Carol, invece, ha dovuto scegliere: ha lasciato andare i Salvatori con le mitragliatrici per salvare Ezekiel e Jerry dagli zombie.

Ed è sul suo, di volto, che stavolta compare un sorriso: quando sente il rombo della moto di Daryl, che insegue i Salvatori insieme a Rick. Sarà il leader, il solo leader, a fermarli e a recuperare le agognate armi. Le stesse armi che hanno massacrato gli abitanti del Regno verranno usate contro i Salvatori.

E forse, allora, e soltanto allora, Ezekiel avrà di nuovo il coraggio di parlare ai suoi sudditi.

A coloro che lo vedono come un Re, un vero Re. Mentre ora non può. Non ci riesce. Non ha parole per spiegare ai suoi cos’è successo. Dove sono i loro amici e parenti. Perché non sono tornati.

Ezekiel, ora, vuole tornare a essere uno qualunque. Ha solo silenzio. Un silenzio scandito dal rumore del bastone che accompagna i suoi passi. In attesa della prossima battaglia.

Il quinto episodio di The Walking Dead 8 vi aspetta lunedì prossimo solo su FOX 

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