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The Walking Dead, recensione episodio 8x05. I peccati di Negan

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Avere uno scopo è fondamentale per sopravvivere in un mondo come quello di The Walking Dead. Ma anche stabilire i confini morali da attraversare per raggiungere quello scopo è molto importante...

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Quello che chiedo, dopo che mi è stato dato talmente tanto, è uno scopo.

Il quinto episodio di The Walking Dead stagione 8 ruota attorno a ciò che, già in passato, gli autori ci avevano indicato come il senso della vita quando il mondo che conosciamo non esiste più: trovare uno scopo.

Padre Gabriel aveva chiesto a Dio di dargli uno scopo.

Gregory ne ha trovato uno da molto tempo: la propria sopravvivenza, a qualsiasi costo. Incluso il tentativo di vendere i suoi a Negan.

Negan, che finalmente rivediamo, è il centro nevralgico dell’episodio. Il suo scopo viene dichiarato apertamente più volte, nei dialoghi. E non a caso.

Uccidi le persone giuste al momento giusto… E tutto si sistema perbene. […] Ne uccidi una e potresti salvarne centinaia, e questo è quello che noi facciamo: salviamo le persone.

Ecco perché i suoi seguaci si chiamano Salvatori, ed ecco come Negan convive serenamente con la propria coscienza - perché perfino lui ne ha una, la mette a nudo parlando con Gabriel - convinto di salvare la gente per darle una vita migliore.

Senza perdere un briciolo della sua autorità, dimostra di avere un senso della giustizia, che gli consente di commettere ogni genere di crudeltà come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Le persone sono risorse in The Walking Dead

Le persone sono le fondamenta di quello che stiamo costruendo qui!

Lo scopo di Negan è garantirsi la migliore qualità della vita possibile nel mondo 2.0. E convincere gli altri - ma anche se stesso - di farlo garantendo anche ad altre persone la possibilità di sopravvivere. Di ricostruire qualcosa. Di trasformare un mondo spaventoso in un pozzo da cui attingere.

Non importa quale sia lo scopo che ciascuno trova, conta solo averne uno e perseguirlo.

Se i confini morali si ridefiniscono, stagione dopo stagione, anche le priorità e gli obiettivi cambiano di conseguenza.

I peccati di Negan ci racconta una storia che già conosciamo, con momenti inediti, costruendola sui personaggi e sul loro scopo.

Simon, è evidente, vuole prendere il posto di Negan (che gli chiede se “ci stiamo ricadendo”, citando questioni evidentemente già affrontate).

Gabriel vuole convincere Negan a confessarsi, per dargli l’assoluzione prima che muoiano per mano degli zombie, questo è il suo scopo. Perdonarlo per conto di Dio.

Ma Negan non ha niente da confessare: il suo scopo è chiaro, e ogni mezzo per raggiungerlo - dal suo punto di vista - è lecito. Anzi: necessario.

The Walking Dead 8x05: Negan in mezzo agli zombie

Il fine giustifica i mezzi di Negan?

Uccidiamo le persone giuste nel modo più sbagliato possibile e convinciamo tutti a guardare.

The Walking Dead scava dentro Negan, nel suo “essere cattivo”, nel suo modo di vedere il mondo. Nella sua capacità di scaricare sugli altri le responsabilità delle proprie azioni.

Nella sua incredibile abilità di leggere dentro alle persone (dote che gli ha permesso di arrivare dov’è), sfruttando le loro paure e le loro insicurezze e adattandosi a ogni situazione.

Le persone sono deboli. Tutti quanti. 

Dopo aver minacciato Gabriel, Negan decide di aprirsi con lui. Non per alleggerirsi la coscienza, ma solo per spiegargli il mondo e la natura degli uomini, mostrandoglieli attraversi i propri occhi.

Si possono usare le proprie debolezze per guidare la propria forza. Permetteva alle persone di essere deboli. Io no, le rendo forti.

Negan capisce le persone perché sa che ciascuno è un mix di forza e debolezza. Imparare a bilanciare le due cose fa la differenza fra la vita e la morte. 

Troveremo il tuo scopo speciale. Eccome, se lo troveremo.

E continua a non avere nulla da confessare. Tranne il suo comportamento con la moglie, la sua “vera” moglie. Da quel momento in poi, per quanto lo riguarda, chiunque - incluse le sue nuove mogli - ha avuto modo di scegliere.

Negan non si sente un tiranno: si vede come una guida. Decide di lavorare insieme a Gabriel per sopravvivere e tornare al santuario, dove il suo ritorno viene accolto con gioia dai lavoratori.

Il Re dei Salvatori e i contrasti fra Rick e Daryl

Negan pretende che tutti si inginocchino al suo cospetto, ma per molti non è un’imposizione: parte dei Salvatori e dei lavoratori lo vedono come i soldati del Regno vedono Ezekiel, come un Re. Un Re che guida il suo popolo verso la salvezza.

Negan accoglie Gabriel come un ospite, cosa che fa solo con le persone - nemici inclusi - che si guadagnano il suo rispetto. O che gli servono per qualche ragione.

Se loro pensano che sono morto, molta gente morirà, lì dentro.

Negan prende molto sul serio il proprio ruolo, e non sbaglia: ci viene mostrato come - credendolo morto - i Salvatori si scontrino per il potere, discutano sul da farsi e arrivino quasi a farsi sopraffare dai lavoratori, normalmente sottomessi.

Ma c’è dell’altro. Ognuno ha uno scopo, ma deve anche stabilire fin dove può e vuole spingersi per raggiungerlo. Negan fa una scelta, Rick un'altra. E Daryl?

Le cose cambiano, amico.

Tocca a Daryl, a questo punto, evidenziare lo scopo di Rick. Il leader vuole sconfiggere Negan e i Salvatori, liberando il mondo dalla loro tirannia, ma non vuole sacrificare inutilmente altre vite. Daryl, invece, è talmente determinato a farlo da arrivare alle mani con Rick. L’uomo che ha seguito per tanto tempo. L’uomo che è diventato suo fratello.

Perché nel mondo di The Walking Dead, uno scopo comune può esigere strade diverse.

E magari, percorrendo una di quelle strade, può capitarti di avvistare qualcosa che non ti aspettavi certo di vedere: un elicottero...

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