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Assassinio sull'Orient Express: la recensione del romanzo di Agatha Christie

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Best seller sin dalla sua pubblicazione nel 1933, Assassinio sull'Orient Express è considerato uno dei titoli migliori di Agatha Christie, ma è davvero uno dei rompicapo investigativi migliori di sempre?

Un dettaglio della copertina di Assassinio sull'Orient Express

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C'è un cadavere che viaggia a bordo del vagone Instanbul-Calais, sul lussosissimo Orient Express dei primi anni '30. L'uomo è un americano di nome Ratchett, un'affarista in viaggio col proprio maggiordomo inglese e il suo segretario particolare. È stato pugnalato per ben 12 volte, a mezzanotte, nella sua cuccetta. Chi può essere stato a fargli questo, su un vagone affollatissimo di illustri sconosciuti?

Uomini e donne danarosi, vecchia e nuova nobiltà, cameriere, uomini d'affari, un medico, un'istitutrice, una missionaria e un colonnello, senza dimenticare una ciarliera donna americana: tra di loro si nasconde un assassinio, che ha la sfortuna di viaggiare con il celebre investigatore belga Hercule Poirot. Il caso però si rivelerà una vera sfida anche per le celluline grigie dell'acutissimo investigatore.

Assassinio sull'Orient Express: la recensione del libro

Scorreva l'estate del 1933 quando il nuovo romanzo di Agatha Christie venne pubblicato settimanalmente sul The Saturday Evening Post, tenendo sul fiato sospeso i suoi lettori. La più celebre giallista inglese dell'epoca l'aveva scritto nella stanza 411 del Pera Palas Hotel di Instabul, ispirandosi ad alcuni sconosciuti osservati durante un viaggio in treno più lungo del previsto. Nella memoria della scrittrice e della popolazione era ancora vividissimo il ricordo di uno dei casi di cronaca nera più macabri dell'anno precedente: il rapimento e l'uccisione di Charles Augustus Lindbergh Jr., il figlio di soli 20 mesi di un facoltoso aviatore statunitense.

Dalle sue esperienze personali (era stata anche lei a bordo del celebre treno) e dagli echi di un processo così famoso da generare persino la cosiddetta Lindbergh Law (che rese lo spostamento di un ostaggio da uno stato americano all'altro un crimine federale), Agatha Christie trasse uno degli "whodunnit" più celebre di ogni tempo. A contribuire alla sua fama ci pensò anche lo splendido adattamento filmico che realizzò Sidney Lumet nel 1974 (e che dovreste davvero recuperare).  Forse il titolo di capolavoro della sua produzione va affidato all'incredibile Dieci Piccoli Indiani, ma il delitto che si consuma tra le cuccette dell'Orient Express è di quelli che inchioda il lettore alle sue pagine.

Una copertina d'epoca di Assassinio sull'Orient ExpressHDMondadori
La copertina dell'edizione Oscar del Giallo del 1975, con un'illustrazione di Karel Thole

Anzi, il lettore investigatore, perché in questo romanzo il lettore ha gli stessi elementi di Poirot per venire a capo di un crimine che soffre di un'incredibile sovrabbondanza d'indizi: una vestaglia con un drago rosso, un bottone lasciato dall'assassino, un nettapipe, un fazzoletto con una H ricamata, un orologio fermo alle ore 12, un bigliettino bruciato, una tazza di caffè rovesciata per terra e una serie di pugnalate incongruenti. Alcune sono state fatali, altre sembrano poco più che graffi. Sarà proprio vero che qualche sicario è salito a bordo per uccidere Ratchett? Per scoprire la verità il lettore dovrà seguire il consiglio di Poirot:

Per risolvere un caso una persona deve solo accomodarsi sulla sua sedia e pensare.

Il compito però è davvero arduo e mette alla prova persino Poirot: possibile che solo un assassino o una coppia di criminali abbiano generato così tanti indizi? O forse qualcuno a bordo del treno conosceva Ratchett e i suoi loschi traffici?

Assassinio sull'Orient Express: l'ironia di Agatha Christie

Chi legge romanzi del filone del "giallo classico all'inglese" ne è ben consapevole: si comincia un libro per scoprire l'assassino, ma si continua a farlo per la caratteristica forse più intrigante (e tipica) di questo genere letterario: la descrizione dello spaccato sociale dell'epoca. In questo senso Assassinio sull'Orient Express è un libro delizioso, in cui la maestra del giallo descrive e irride vizi e manie delle classi sociali, delle etnie e delle professioni più disparate che popolano il vagone Instanbul-Calais.

L'analisi sociale e la critica indiretta alle convenzioni talvolta assurde del sistema classista inglese ricorrono in numerosi titoli della sua sterminata produzione. Assassinio sull'Orient Express conta tra i suoi sospetti alcuni dei personaggi più ridicoli e affascinanti da lei mai creati. Prendiamo ad esempio la principessa Dragomiroff: è una nobildonna ricchissima che gode di un grado nobiliare tra i più alti, ma questo duplice potere la rende altezzosa e capricciosa, mettendo a dura prova la pazienza della sua fidata cameriera. Viene descritta come una donna singolarmente brutta, "brutta come il peccato" e così vecchia da essere quasi paralitica, una sorta di morta che cammina. La sua volontà di ferro la tiene in vita e la rende persino vanitosa, persa tra delicati accorgimenti per preservare il suo volto dalle rughe (!) e amorevoli attenzioni per i suoi cagnolini.

Il cast di Assassinio sull'Orient Express versione 201720th Century Fox
I passeggeri dell'Orient Express di Kenneth Branagh: il film sarà all'altezza del romanzo?

Cosa dire poi della Hubbard, la passeggera più spassosamente molesta del vagone, che ricopre chiunque sia a portata d'orecchio di chiacchiere riguardanti i suoi ex mariti? Non mancano poi frecciate a vizi e costumi di ogni etnia (gli italiani, gli americani, il bizzarro dottore greco), ma anche la superiorità con cui gli inglesi popolano il vagone viene presa di mira dalla scrittrice:

Lui era più che britannico. Aveva un'opinione bassissima degli Americani e nessun tipo di opinione su ogni altra nazionalità.

Persino Poirot non è indenne dall'ironico e acuto sguardo della sua creatrice, che ne coglie il lato ridicolo, il curare maniacale e vanesio dei suoi baffetti, la sua intransigenza culinaria e il suo aspetto buffo.

Assassinio sull'Orient Express: un classico del giallo da (ri)leggere o ascoltare

Nei decenni passati la produzione di Agatha Christie era considerata un ottimo punto di partenza per approcciare la lettura in lingua inglese, per via dei suoi casi intriganti e del suo stile accessibile. Pur rimanendo abbastanza semplice, l'inglese moderno ha reso datati alcuni costrutti della scrittrice e un po' di dimestichezza con la lingua è purtroppo necessaria per lanciarsi in questa impresa.

La copertina italiana di Assassinio sull'Orient ExpressOscar Mondadori
Con una copertina così bella, Assassinio sull'Orient Express potrebbe diventare uno splendido regalo di Natale!

Per fortuna esistono numerose traduzioni del celebre romanzo, alcune delle quali hanno una veste grafica davvero curatissima. Mi sento di consigliarvi la più recente edizione di Oscar Mondadori, che riprende le splendide grafiche di copertina volute da HarperCollins UK per una recente ristampa dell'opera omnia dell'autrice.

L'audiolibro di Assassinio sull'Orient ExpressHDGOODmood
Se di stare seduti a leggere non volete proprio saperne, provate il nuovo audiolibro!

Per chi di stare seduto in poltrona a leggere un libro proprio non ne vuole sapere, c'è una seconda opzione: quella dell'audiolibro. In occasione dell'uscita del film di Kenneth Branagh (che vi ho già recensito), GOODmood ha realizzato una nuova versione dell'audiobook in italiano. La trovate nella pagina dedicata del sito.

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