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Dickens - L'uomo che inventò il Natale, la recensione del film con Dan Stevens

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Dan Stevens è protagonista di Dickens - L'uomo che inventò il Natale, un film che cerca il lato "fiabesco" nella biografia del celebre scrittore. Lo trova nell'incontro con i fantasmi della sua immaginazione avvenuto proprio nel suo momento più critico.

Dan Stevens e Christopher Plummer in una scena del film

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Presentato in anteprima al Torino Film Festival 2017 nella sezione Festa Mobile, Dickens - L'uomo che inventò il Natale arriverà nelle sale italiane il 21 dicembre distribuito da Notorious Pictures.

Che Charles Dickens parlasse con i fantasmi del proprio immaginario è noto. Ma forse non conosciamo il suo rapporto talvolta conflittuale con la sua stessa fervida immaginazione.

Dickens - L’uomo che inventò il Natale mette dunque in scena una tappa necessaria nella vita del celebre scrittore.

Cosa succede quando un autore ha dato davvero tanto al suo pubblico a tal punto da sentire di aver esaurito la propria creatività?

Si apre così per Dickens (interpretato nel film dalla star di Legion Dan Stevens) una parentesi difficile in cui si trova a mettere in discussione il suo stesso talento. 

Già provato dalle sue risorse economiche ormai limitate, lo scrittore appare inconsolabile e neppure l’affetto dei suoi cari riesce a rasserenarlo.

L’avvicinarsi delle festività natalizie porterà però una ventata di ottimismo nella vita del creatore di Ebenezer Scrooge che ben presto riuscirà a mettere su carta il suo romanzo più riuscito: il Canto di Natale.

Il lato "fiabesco" di Dickens

Il film diretto da Bharat Nalluri cerca di trovare il lato “fiabesco” nella biografia dell’autore di libri di successo come Le avventure di Oliver Twist.

Dalla fotografia alla scenografia, tutto contribuisce a dare corpo alla fantasia dello scrittore. Se poi questo non dovesse bastare, al centro presenzia un interprete caldamente interessato al lato più sgangherato di Dickens.

Tuttavia, gli intenti del regista sembrano troppo spesso cedere ad una zuccherosa rappresentazione impersonale, nonostante l'ingombrante messa in scena.

La magia del Natale per fortuna c’è, ma qualcosa non funziona nel film di Nalluri. La regia risulta troppo confusa nella sua rappresentazione e finisce per dimenticarsi dei suoi obiettivi di partenza.

Forse soltanto i (pochi) momenti che Dan Stevens ha con gli attori che impersonano i suoi familiari (e con Jonathan Pryce in particolare nel ruolo di suo padre John Dickens), così carichi di autentico affetto, riportano il film sulla “retta via”.

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