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The Walking Dead, recensione dell'episodio 8x07. La cosa giusta.

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Per evolversi, a volte, bisogna rimanere fermi sulle proprie posizioni. Altre volte, fissarsi è solo il segno dell'incapacità di giudicare obiettivamente una situazione. Come accade a Daryl, Tara e Morgan...

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Succede raramente, in The Walking Dead, ma ne La cosa giusta accade: ripartiamo dalla stessa inquadratura che aveva chiuso l’episodio precedente.

E lo facciamo per una ragione molto precisa: gli autori vogliono sottolineare - forse perfino in maniera un po’ troppo marcata, ma certamente efficace dal punto di vista del messaggio - come, in una serie in cui il cambiamento è la costante dei personaggi, a volte si decida di restare “fermi” sulle proprie posizioni. A qualsiasi costo.

Le fotografie, novità di questa stagione, sono uno dei simboli della tematica introdotta dall'episodio: fermare l’attimo, immortalare l’immobilità. Non muoversi di un millimetro.

Io sono Negan?

Cominciamo da Eugene Porter. Uno dei personaggi che si era decisamente evoluto, in senso positivo, per poi tornare a essere se stesso, ovvero un uomo che ha un unico obiettivo: sopravvivere. A dispetto di tutto e di tutti.

Ha capito - perché non è certo l’intelligenza, a mancargli - che Dwight ha tradito i Salvatori e pensa bene di farglielo sapere. Ciononostante, verrà risparmiato: nemmeno uno come Dwight, di fronte al tentativo di Eugene di salvare i lavoratori e tutti i seguaci di Negan braccati dai vaganti al Santuario, ha il coraggio di premere il grilletto.

Così, assistiamo alla storia che coinvolge Eugene: il ricatto a Dwight, l’intenso dialogo con Gabriel (l’unica cosa che conta è fare la cosa giusta, e noi sappiamo già da 7 stagioni che il "giusto" è soggettivo, qui), il ripensamento nel rivelare a Negan il piano per liberarsi degli zombie.

Tutto porta alla medesima conclusione: Eugene Porter ha una coscienza.

Rivede Sasha, morta con le pillole che egli stesso Eugene aveva creato. Inizia a sentire il peso delle conseguenze delle proprie azioni. E fa in modo che l’iPod di Sasha “voli” per provare a rimediare.

The Walking Dead: Eugene

Daryl, Tara e la forza di cambiare idea

Nell’episodio dei personaggi che restano fermi sulle proprie posizioni anche quando questo potrebbe costar loro la vita, c’è qualcuno che agisce diversamente.

Il piano di Daryl, Tara, Michonne, Rosita e un redivivo Morgan è un piano rischioso. Quasi certamente fallimentare e potenzialmente letale.

In The Walking Dead, quando c’è da combattere o da attaccare, in genere solo i coraggiosi si fanno avanti. Stavolta, invece, sono i coraggiosi e i saggi a ritirarsi: prima Rosita e poi Michonne.

Due donne che sanno come il piano abbia scarsissime probabilità di riuscita e pensano che la loro vita valga bene l’attesa di rimandare la distruzione dei Salvatori.

Morgan, Daryl e Tara, invece, vanno avanti. Senza nemmeno troppa convinzione. Ma ormai sono in ballo, e decidono di ballare.

Ciascuno per le proprie ragioni: chi vuole vendicarsi, chi ha bisogno di provare a fare la differenza. chi, ormai, ha dato la propria parola e proprio non se la sente di tirarsi indietro.

Il piano fallisce, come previsto.

Grazie a Eugene, grazie alla magnanimità di Dwight, grazie alla disorganizzazione di chi attacca.

I Salvatori non vengono eliminati dagli zombie. Negan è ancora al comando. E Rick…

The Walking Dead episodio 8x07
The Walking Dead: Rick lotta per la vita nell'episodio 8x07

Recidivo

Rick, come abbiamo già visto, è determinato a rischiare tutto pur di convincere il gruppo di Jadis a combattere al suo fianco. Perché l’alternativa è doverlo distruggere, e il leader del nuovo esercito sa bene che sono già andate perse fin troppe vite.

Da qui a insistere - dopo la segregazione, dopo la promessa di essere trasformato in una “scultura” zombie, dopo l’umiliazione e dopo il tradimento - per stringere un nuovo patto con Jadis, però, ce ne passa.

E allora, dopo essere stato sottoposto a una nuova “prova” di sopravvivenza alla discarica ed esserne nuovamente uscito vittorioso, perché insistere?

Perché stringere un nuovo patto con una donna che si era già ben guardata dal mantenere la parola data?

Per molte ragioni.

Perché la coscienza di Rick è sopraffatta dai sensi di colpa per tutte le vite umane già perse in un mondo in cui gli umani sono in marcata minoranza.

Perché cambiare ed evolversi significa anche restare fermi sulle proprie posizioni, a volte. Forti dell’esperienza passata.

Perché Rick non potrebbe mai realizzare il suo sogno di un mondo nuovo, un mondo di pace fra le varie comunità sopravvissute, senza un accordo con il gruppo di Jadis.

E perché, naturalmente, Rick Grimes è umano. Se perfino Negan, come mostrato dallo splendido episodio che gli autori gli hanno dedicato, ha delle debolezze, ne ha certamente anche Rick.

Fissarsi su un’idea, voler costringere le cose ad andare come vuoi tu - con ogni mezzo - è una debolezza. La caparbietà, in circostanze potenzialmente letali, è una debolezza.

Ma alla fine, grazie alla sua debolezza, Rick si salva la vita.

Dimostra ancora una volta il proprio valore al nemico, conquistando una seconda possibilità.

Peccato che quella seconda possibilità vada sprecata per via del piano incosciente di Daryl, Tara e Morgan…

Nel finale di mid-season di The Walking Dead in onda lunedì prossimo su FOX...

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