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Magic, la recensione del romanzo di V.E. Schwab

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Se esistessero più versioni magiche di Londra, dov’è che andreste? Nella Londra Rossa, Bianca, Grigia o Nera?

La sagoma del mago di spalle

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Se è vero che tutti viviamo di magia, quanto peso potrà mai avere la nostra umanità?

Questo è il concetto alla base di Magic, il romanzo fantasy - tanto decantato all’estero - di Victoria Schwab (conosciuta semplicemente come V.E. Schwab) che è arrivato in Italia grazie a Newton Compton Editori. La casa editrice si è premurata di tradurre il primo volume della trilogia, che molto presto avrà anche una trasposizione cinematografica.

Nonostante i grandi presupposti, la lettura (proseguita a singhiozzo) non è riuscita a spiegare il successo attribuito a questo ciclo di romanzi fantasy che partono da un concetto interessante – quale la magia intrinseca nell’uomo e quella celata tra le diverse rappresentazioni di Londra – per poi perdersi in un labirinto di piccoli errori che, messi insieme, hanno in gran parte annullato la bellezza della storia.

La copertina di Magic con un mago di spalle
Magic, il primo volume della trilogia di V.E. Schwab

Magic: di cosa parla?

Andiamo per gradi. Magic vede come protagonista Kell, un giovane mago appartenente alla specie degli Antari (quasi in via d’estinzione). Le sue particolari abilità lo hanno portato a lavorare per la corte di Londra Rossa, ma è ciò che Kell fa dietro le quinte a metterlo molto presto nei guai: si occupa di piccoli affari illeciti (e prettamente magici) immischiati con le altre Londra (un collegamento strettamente proibito).

Perché sì: Londra Rossa non è l’unica versione esistente nell’universo di Magic. Oltre alla città di Kell, esistono altre tre Londra: quella Grigia, quella Bianca e quella Nera. Ogni variante della grande metropoli inglese ha come punto in comune l’importanza attribuita alla magia, persino quella che dimostra di esserne esente (come Londra Bianca). Ed è proprio in uno di questi universi alternativi che Kell incontra Lila, la controparte femminile che dapprima stravolge - e in seguito alleggerisce - la vita di Kell.

Magic: il fascino di Londra

L’attesa è quasi finita! Da domani “Magic” arriva in libreria 😍 Se non riuscite a resistere, godetevi questo piccolo assaggio✨ #leggereesempreunabuonaidea Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

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Uno dei motivi di vanto di questo romanzo è proprio lei: Londra. Le diverse versioni della città sono state descritte nitidamente dall’autrice, che si è ben premurata di rendere ammaliante quanto realistico quest’universo intricato che trasuda una bellezza preziosa e ben nota. Londra è protagonista del romanzo tanto quanto gli altri personaggi. La sua forza si annida nelle sventure e contagia il susseguirsi degli eventi di cui cadono preda i protagonisti, lasciando che sia Londra a guidare le loro azioni.

La magia descritta dalla Schwab è di quelle pure, di quelle che ci si aspetterebbe in un universo fantasy: esiste la magia classica (volta a gestire gli elementi), quella di sangue (praticata da Kell) e quella oscura (rilegata nel degrado di Londra Nera). Tre aspetti della magia che vengono completamente incarnati da Kell in tutto il romanzo e che danno l’idea di rincorrersi in un’evoluzione graduale della trama.

Ma adesso analizziamo cos’è che è andato storto in Magic. Le premesse per un fantasy accattivante c’erano tutte: la trama appare di per sé contorta, diramata in differenti versioni di una stessa città che è sempre stata frutto di costanti attenzioni, ancor di più da parte del genere fantasy (basti pensare al collegamento tra Londra ed Harry Potter per fare un esempio). Purtroppo il romanzo non riesce a tener testa alle aspettative del lettore, regalando un’avventura poco accattivante costellata di descrizioni prolisse (per non dire tagliabili) e dialoghi poco coltivati che annientano l’interesse.

The full set. @book_yogi

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Il romanzo prende spessore nel momento in cui Kell e Lila s’incontrano. La chimica tra i due personaggi è stata ben delineata sin dall’inizio ed è stata fonte di vivacità in un abisso sconfinato di confusione e stereotipi.

Presi separatamente, questi due personaggi non sono stati in grado di trasmettere il proprio valore. Insieme, hanno dimostrato che forse l’idea dell’autrice poteva essere gestita con una narrazione differente, più sciolta e meno vincolante, con un approfondimento diretto ai personaggi intesi come individui singoli e non necessariamente legati ad altre dinamiche per riempirsi di senso compiuto. Soprattutto perché non stiamo parlando di una storia d’amore, bensì di un’intesa volta a rendere giustizia all’intreccio della storia.

Anche le figure antagoniste del romanzo sono apparse come bozze, un’ombra di ciò che sarebbe dovuto essere un villain in una storia che si nutre di magia e finzione. Certo è pur vero che Magic è soltanto il primo volume della trilogia, ma ciò non giustifica la mancanza di spessore dei personaggi.

Leggere Magic: sì o no?

Magic è un romanzo che potrebbe funzionare con quei lettori che non hanno pretese, perché chi s’intende di fantasy troverebbe difficile soddisfarsi della lettura di questo romanzo, troppo intento a soffermarsi sulle falle del sistema per godersi il viaggio insieme a Kell e Lila tra le disparate alternative di Londra.

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