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Annientamento, il primo capitolo della Trilogia dell'Area X di Jeff VanderMeer

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Jeff VanderMeer racconta di un mondo ignoto e fantastico - l'Area X - che quattro donne avranno il compito di decifrare.

La cover del thriller fantascientifico Annientamento

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Pare che l’idea per la storia che ruota attorno al romanzo Annientamento (Einaudi), l’abbia sognata una notte l’autore stesso.

Sì, Jeff VanderMeer, maestro del New Weird (filone della narrativa fantastica nato negli anni ‘90) ha dichiarato che lo strano mondo creato nel libro è frutto di un sogno, questo: nel sonno lo scrittore ha immaginato di scendere nell’oscurità di una torre sotterranea e di seguire una creatura mostruosa fino a un grande muro, dove questo si era fermato a scrivere lunghi sermoni sulle pareti.

Ogni parola era stranamente animata, perché costituita da un insieme di funghi bioluminescenti.

Questa immagine è diventata il centro del libro, il primo della trilogia sull’Area X.

In Annientamento una piccola spedizione di scienziate entra nel territorio della cosiddetta Area X, un tratto di costa apparentemente normale, caratterizzato però da un potere sconosciuto. Inviate da un’agenzia governativa segreta – la Southern Reach – le quattro donne cercano di decifrare gli enigmi di quel luogo.

Una psicologa, un’antropologa, una topografa e una biologa sono i membri della dodicesima spedizione, donne esperte che dovranno concentrarsi sullo scopo della loro missione, lasciando da parte qualsiasi elemento che riguardi il loro vissuto personale.

Delle donne non conosciamo i nomi, non sono mai menzionati durante tutta la storia, la loro identità è la loro professione.

La copertina del primo volume sull'Area X creata da LRNZ

La biologa è la narratrice che accompagna il lettore durante l’intero viaggio.

Con lei scoprirà la struttura cilindrica simile a una torre che si immerge nella terra, non contemplata dalle mappe dell’Area X; scenderà giù per le scale della torre per scoprire la lunga frase sulla parete, scritta da una creatura minacciosa soprannominata lo Scriba.

La torre era una sorta di creatura vivente. Stavamo scendendo all’interno di un organismo.

Oltre a queste straordinarie scoperte, la biologa capisce di essere sotto lo stretto controllo della psicologa che, attraverso delle suggestioni ipnotiche, riesce a manipolare le menti delle quattro donne.

Inganni e paranoie investono il gruppo che ben presto cede alle tensioni e si sfalda.

La storia si restringe così nella vita e negli stati psicologici della biologa, sempre più estranea alla spedizione e ai suoi obiettivi.

Poco socievole e per niente interessata alle interazioni umane, la biologa non si svela, non si racconta, tranne che nella sua profonda passione per la flora che la circonda.

Il suo è un sincero interesse che la conduce a cogliere la complessità delle creature che vivono in piccoli ecosistemi e habitat, e prendere coscienza dell’interconnessione fra esseri viventi. Privilegiare l’osservazione rispetto all’interazione è il suo vero credo.

Oltre all’esplorazione della torre, la biologa si inoltrerà nel territorio fino al faro. Qui farà delle nuove inquietanti scoperte sul vero destino delle precedenti spedizioni, perlopiù fallite (i membri sono scomparsi, o si sono uccisi a vicenda, o sono morti di cancro dopo il rientro a casa).

Dopo aver immaginato che la partenza volontaria della donna con la spedizione, fosse dovuta alla voglia di scoprire cosa fosse realmente accaduto al marito – membro di una precedente missione e morto dopo il suo rientro -, il lettore intuisce che non è questo il vero motivo e che la mente della biologa è strana tanto quanto l’Area X.

Quando ebbe origine l’ Area X, le informazioni erano vaghe e confuse, ed è tuttora vero che al mondo pochi sono al corrente della sua esistenza. Il governo, nella sua versione dei fatti, pose l’accento su una catastrofe ecologica circoscritta derivante dalla sperimentazione in campo militare.

Il romanzo è elettrizzante e inafferrabile, pone mille domande a cui non da risposte precise, e quando si pensa di essersi avvicinati a una soluzione, compaiono nuovi enigmi a confondere.

Attraverso questo luogo fantastico e inquietante VanderMeer indaga sul più oscuro mondo esistente, ovvero la psiche umana.

Le copertine disegnate da LRNZ per la versione italiana della trilogia

Annientamento (con il quale l’autore ha vinto il prestigioso Nebula Awards come miglior romanzo dell’anno) è il primo capitolo di una avvincente storia che continua con altri due romanzi, Autorità e Accettazione. La trilogia è un'apprezzata novità tra le opere di fantascienza moderna, che ha riscosso un enorme successo di pubblico grazie allo stile innovativo di VanderMeer.

Da sottolineare la bellezza delle copertine della versione italiana per Einaudi, realizzate dal fumettista e illustratore Lorenzo LRNZ Ceccotti che per ogni libro ha scelto un colore fluo e brillante (verde acido, magenta e ciano) che rende davvero unico l’oggetto.

Una storia del genere non poteva non arrivare anche sul grande schermo. Nel 2018 Annientamento sarà nelle sale cinematografiche (qui il primo trailer ufficiale) grazie alla sceneggiatura di Alex Garland (regista del bel Ex Machina) che ne cura anche la regia.

Protagonista la fantastica Natalie Portman, affiancata da un ottimo cast: Jennifer Jason Leigh sarà la psicologa, Tessa Thompson la topografa, Gina Rodriguez interpreterà l'antropologa e Oscar Isaac darà il volto al marito. 

Non resta che aspettare la prossima primavera per vedere il film. Intanto leggete il romanzo, quello, si sa, non delude mai!

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