Peter Jackson contro Weinstein per Il Signore degli Anelli: 'diffamò Ashley Judd e Mira Sorvino'

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Il regista accusa il producer di aver diffamato le due attrice durante i casting per l'adattamento cinematografico del romanzo di J.R.R. Tolkien.

Peter Jackson accanto al producer accusato di molestie Harvey Weinstein

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Non si placa lo scandalo che ha travolto Harvey Weinstein, il temuto ex boss della Miramax accusato da più parti di molestie sessuali. L'ultimo capitolo della vicenda lo ha svelato il regista Peter Jackson, il quale ha rivelato alla rivista Stuff la maniera in cui Weinstein riuscì a far estromettere dai casting per Il Signore degli Anelli due tra le attrici che hanno denunciato in questi mesi gli abusi del producer hollywoodiano: Ashley Judd e Mira Sorvino.

I fatti risalgono al 1998, quando Jackson propose alla Miramax il progetto relativo ad un adattamento cinematografico del celebre romanzo di J.R.R. Tolkien, da attuarsi in due film. Il cineasta ha raccontato l'atteggiamento arrogante all'epoca dei fratelli Weinstein - che rischiò di far saltare una delle trilogie più amate del cinema - e la loro ingerenza sui casting.

Sir Peter Jackson, pur rivelando di non aver avuto alcuna esperienza diretta delle accuse di molestie sessuali rivolte al (fu) boss Miramax, ha descritto i fratelli Weinstein come "bulli di mafia di seconda categoria" e li ha accusati di aver orchestrato ai tempi una campagna di diffamazione che ebbe come effetto diretto quello di escludere Ashley Judd e Mira Sorvino dai ruoli per Il Signore degli Anelli.

Ricordo che Miramax ci disse che era un incubo lavorare con le due attrici e che avremmo dovuto evitarle a tutti i costi. All'epoca non avevamo motivo di dubitare di ciò che ci veniva detto ma, alla luce dei fatti venuti a galla in tempi recenti, mi rendo conto che fu con tutta probabilità una campagna diffamatoria, quella di Miramax. Ora sospetto che ci furono fornite false informazioni su queste due donne di talento - e come risultato diretto i loro nomi vennero rimossi dalla nostra lista di casting.

Una delle dirette interessate ha ringraziato pubblicamente Jackson per l'onestà dimostrata attraverso la denuncia del "metodo Weinstein":

Dopo la diffamazione, le minacce

Il comportamento deplorevole di Weinstein non si limitò al veto sulle due attrici ottenuto per mezzo di false indicazioni. Il boss di Miramax, come rivelato dal regista di King Kong, arrivò addirittura a minacciare di licenziarlo dall'adattamento de Il Signore degli Anelli se il regista non avesse accolto la richiesta di comprimere i due film previsti in un unico capitolo.

A Jackson e sua moglie Fran Walsh furono date 4 settimane di tempo per trovare uno studio che acconsentisse a finanziare entrambi i capitoli. Fortunatamente New Line si fece avanti e suggerì addirittura di trasformare le due pellicole in una vera e propria trilogia, seguendo le orme della saga tolkienana. Così fu.

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