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Christian Bale ha sentimenti contrastanti sulla trilogia del Cavaliere Oscuro

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Interpretare Batman ha cambiato radicalmente la vita e la carriera di Christian Bale. Per l'attore, la grande popolarità è stata un'arma a doppio taglio.

Christian Bale alla prima de Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno in Giappone

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Mentre Warner Bros. è alle prese col caos del film The Batman, Christian Bale è tornato a parlare della sua esperienza nei panni dell'Uomo Pipistrello nella trilogia del Cavaliere Oscuro.

Dopo mesi di duro lavoro sul set di Backseat, il biopic dedicato al 46esimo Vice Presidente USA Dick Cheney, l'attore si è preso una pausa e ha concesso una lunga intervista a Variety.

Nel corso della chiacchierata con il giornalista Kristopher Tapley, il premio Oscar per The Fighter ha parlato dell'impegno nella pellicola di Adam McKay e del suo nuovo film Hostiles e poi ha condiviso con i fan una riflessione inedita su cosa ha significato per lui il ruolo del giustiziere di Gotham.

Christian ha rivelato che interpretare Batman ha rappresentato un cambiamento radicale. L'attore è molto geloso della sua privacy e di quella della sua famiglia e la popolarità derivata dai film del Cavaliere Oscuro si è rivelata un'arma a doppio taglio:

Provo un mix di emozioni contrastanti a riguardo. Sarò eternamente grato a Christopher [Nolan, n.d.r.]. Per esempio, Werner Herzog e io abbiamo cercato per anni di sviluppare il progetto de L'Alba della Libertà. E lo stesso discorso vale per American Psycho con Mary Harron. Nessuno era interessato. Il motivo? Io. Poi all'improvviso tutti hanno hanno iniziato a dire: 'Ok, lavoreremo con lui'. [Il ruolo di Batman, n.d.r.] ha cambiato tutto. Era la prima volta che facevo un film tanto importante. Per me è stata una vera e propria curva di apprendimento. È una cosa con cui ho lottato a lungo. E con la quale lotto ancora. Ma sto imparando a vedere i lati positivi.

D'altra parte, secondo Christian, proprio il personaggio di Patrick Bateman in American Psycho potrebbe avere avuto un ruolo decisivo nel fare sì che i fan di Batman accettassero senza pregiudizi e con benevolenza la decisione di affidare a lui l'onore e l'onere di (ri)portare sul grande schermo il Giustiziere di Gotham:

Beh, credo che i grandi appassionati vedano da sempre una profonda oscurità in Bruce Wayne. Certo, è un filantropo. Per fortuna. Ma c'è qualcosa... dentro di sé è in guerra, ha un mostro. Così immagino che a proposito di Bateman/Batman abbiano pensato: 'Ok, forse questo tizio può farcela'.

E a conferma della sua preparazione "maniacale" ai film e ai personaggi che interpreta, l'attore ha raccontato un aneddoto sulla lavorazione della trilogia del Cavaliere Oscuro:

Di mia iniziativa, ho detto: 'Nessuno potrà mai vedermi senza la maschera. Nessuno. Non possiamo rovinare il mistero'. Così sono rimasto tutto il tempo in una tenda e 7 mesi più tardi mi sono ritrovato a pensare: 'Mio Dio, è stata una mia idea, vero?'. Non mi sono ancora ripreso.

Battute a parte, è innegabile che il Batman di Christian abbia segnato un confine e lasciato una eredità pesantissima a tutti i nuovi aspiranti "Uomini Pipistrello". Ne sa qualcosa Ben Affleck, che sta vivendo non poche traversie e problemi nei panni di giustiziere di Gotham.

Ma "the show must go on" e ora tocca a Matt Reeves e al premio Oscar per Will Hunting - Genio Ribelle e Argo... o a chi per lui... rinnovare i fasti oscuri del celebre eroe DC.

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