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Il Google Doodle di oggi celebra il solstizio d'inverno

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Il Google Doodle di oggi 22 dicembre 2017 omaggia il solstizio d'inverno, ovvero il giorno più corto dell'anno che segna l'inizio della stagione invernale.

Il Google Doodle di oggi

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L'Inverno è arrivato. Di certo se n'è accorto anche Google che, oggi 22 dicembre 2017, ha deciso di omaggiare il solstizio d'inverno di ieri 21 dicembre, giorno più corto dell'anno e che sancisce ufficialmente l'arrivo della stagione invernale.

Il Doodle, che rimanda ai risultati di ricerca per "solstizio d'inverno 2017", mostra un topolino che pattina sul ghiaccio e che, dopo essere caduto in seguito ad una piroetta, rientra nella sua tana, dove conserva tutta la frutta raccolta nelle altre stagioni, ricoperto di neve.

Ad onor del vero occorre dire che l'inverno, almeno da un punto di vista meteorologico, era già arrivato. Le stagioni meteorologiche, infatti, cominciano solitamente una ventina di giorni prima rispetto ad equinozi e solstizi.

Questi ultimi dividono il tragitto che la Terra compie intorno al Sole nel corso di un anno, noto come moto di rivoluzione, in quattro parti di tre mesi circa ciascuna. Ognuna di quelle parti è una stagione. Occorre anche precisare che equinozi e solstizi non cadono sempre nello stesso giorno. Ciò accade perché noi misuriamo i giorni in 24 ore e l'anno in 365 giorni.

Tuttavia, la Terra impiega, in realtà, tempi leggermente diversi per compiere la rivoluzione intorno al Sole. Pertanto, se solitamente il solstizio d'inverno capita il 21 o 22 dicembre, sono anche capitati dei casi in cui tale solstizio ha avuto luogo il 23 dicembre (come nel 1903). Si tratta, ad ogni modo, di casi molto rari.

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Spiegazione di solstizi ed equinozi

Per la precisione il solstizio, che avviene due volte all'anno, rappresenta il momento in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massima o minima nel suo moto apparente lungo l'eclittica, ovvero il percorso (apparente, ribadiamo) che il Sole compie in un anno rispetto alla sfera celeste. Si tratta di un moto apparente perché, come sappiamo, è la Terra che gira intorno al Sole mentre questo sta fermo. La nostra sensazione, ovviamente, muovendoci insieme alla Terra, e che però sia il Sole a spostarsi e non il contrario.

A dicembre, il Sole raggiunge il punto massimo di declinazione negativa, segnando l'inizio dell'inverno boreale e dell'estate australe. Più semplicemente, il solstizio d'inverno è quel momento in cui l'emisfero settentrionale si è inclinato il più lontano possibile dal Sole. Ciò significa che il Sole, ieri 21 dicembre, è tramontato prima di quanto non abbia fatto durante il resto dell'anno, dando vita a quella che è stata la notte più lunga del 2017. In Italia, in particolare, il Sud ha però goduto di un'ora di Sole e luce in più rispetto al Nord.

Dal 21 dicembre in avanti, l'emisfero settentrionale si inclinerà lentamente verso il Sole, inaugurando la primavera prima e, infine, l'estate. Con i raggi del Sole proiettati sul lontano Tropico del Capricorno mentre il Polo Nord giace avvolto nell'ombra, inoltre, gli abitanti dell'emisfero settentrionale del Pianeta si ritrovano condannati a diversi mesi di lunghe notti buie e basse temperature.

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Le antiche civiltà festeggivano il solstizio d'inverno con rituali e costruzioni per la "rinascita" del Sole

Se per noi, il solstizio non è altro che la notte più lunga dell'anno, per le più antiche civiltà, questo periodo dell'anno è stato motivo di grandi celebrazioni perché segnava la "rinascita" del Sole. Le civiltà di tutta Europa si riunivano e festeggiavano, i druidi si riunivano per ballare e cantare e i Maya costruivano piramidi che commemoravano questo periodo dell'anno.

Di certo, il solstizio, e la conseguente notte più lunga, ha però regalato uno spettacolo importante agli appassionati di astronomia: ovvero la possibilità di scorgere le Ursidi, le stelle cadenti del 2017 ed esprimere così i propri desideri in vista delle attese festività natalizie...

FONTE: Inverse

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