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Le regole del delitto perfetto: donna contro donna. Oppure no?

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Il quinto episodio de Le regole del delitto perfetto 4 contiene un messaggio importante: sono le donne, nella serie, a rivolgersi le parole più crudeli... Ma non tutto è come sembra.

Le regole del delitto perfetto: un'immagine di Annalise e Bonnie

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Il primo indizio su ciò che sarebbe seguito era stato lanciato nell’episodio della settimana scorsa di Le Regole del Delitto Perfetto, durante la discussione fra Michaela e Annalise.

La Keating aveva accusato la sua ex studentessa di cercare nei suoi superiori di sesso femminile - prima lei stessa, ora Tegan - la figura materna che non aveva mai avuto. E come sempre, aveva centrato il bersaglio.

Nell’episodio trasmesso ieri sera, Io la amo, il quinto di questa quarta stagione, gli autori hanno scavato più a fondo sui rapporti fra le figure femminili della serie.

Raccontandoci il primo, drammatico incontro fra Bonnie e Annalise in tribunale - e poi la conseguente decisione di Annalise di fare ammenda per aver distrutto Bonnie al banco dei testimoni - ci hanno mostrato come siano proprio loro, le donne, a determinare il corso degli eventi nella serie.

Non solo la protagonista, ma anche tutte le altre donne.

Storie drammatiche

Spinta da Laurel - inarrestabile nel voler smascherare il vero responsabile dell’omicidio di Wes - Michaela decide di violare l’account del suo capo, Tegan, nonostante l’ammirazione e la gratitudine che prova per lei (e le scarpe da 1000 dollari che Tegan le ha appena regalato).

Così facendo, Michaela coinvolge Oliver e Asher - lo sappiamo dall’ultima, drammatica inquadratura di ieri sera - in un crimine molto grave, che scopriremo solo con il prosieguo degli episodi.

Ma c’è anche molto altro. 

Discutendo con Frank, Laurel fa in modo che i dubbi sulla paternità del suo bambino diventino una sorta di ossessione per lo spettatore, mentre Bonnie si è messa a nudo raccontandoci (nel passato in tribunale, e nel presente nello studio del dottor Roa) una storia orribile. La sua storia orribile.

Crimini odiosi come lo stupro ed eventi tragici come la perdita di un figlio accomunano Bonnie e Annalise. Ma anche molte delle altre donne incontrate nel corso della serie.

Jasmine, la ex compagna di cella di Annalise, era diventata una prostituta dopo che il padre l’aveva “venduta” a una banda di motociclisti quand’era ancora una bambina.

Soraya vince la causa di divorzio grazie all’aiuto di Annalise dopo essere stata ricattata dal marito per il suo problema d’alcolismo.

Michaela è stata adottata da una famiglia disfunzionale e si è costruita una corazza per nascondere la propria fragilità interiore.

Laurel è figlia di un criminale, un uomo tanto spietato da far ammazzare il suo fidanzato…

Ed è in questo, nelle drammatiche esperienze che condividono, che le donne de Le regole del delitto perfetto - perfette nemiche nelle dinamiche narrative - in fondo sono alleate.

Aminemiche

L’amore che le lega non è necessariamente quell’amore doloroso che Bonnie ha ammesso di provare per la sua mentore.

L’amore che lega le donne della serie è fondato su quella solidarietà femminile che nasce dalle esperienze purtroppo comuni a molte donne, vittime di molestie o violenza. O madri sfortunate.

In aula come nella vita privata, sono le figure femminili a ferirsi fra loro nel modo più feroce. Le parole più crudeli, di norma, vengono pronunciate da una donna nei confronti di un'altra donna, fin dalla prima stagione.

Ma in qualche modo, gli autori orchestrano gli eventi perché, seppur sullo sfondo, le figure femminili finiscano per aiutarsi.

Annalise con Bonnie. Michaela con Laurel. Tegan con Michaela.

Per ricordarci come, nel bene e nel male, siano sempre loro, le donne, il vero motore dell’azione di questa serie straordinaria.

E come le parole crudeli, a volte, siano lo strumento necessario per scuotere le coscienze altrui. Ma anche un mezzo per dimostrare come, con la sincerità, si finisca per fare del bene.

Perfino quando sembrerebbe il contrario...

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