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Perchè i supereroi italiani...rubano? Ce lo spiega Gabriele Salvatores

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Dal Ragazzo Invisibile a Lo chiamavano Jeeg Robot: appena acquisiscono i superpoteri i supereroi italiani rubano. Perché? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Salvatores, Victor Perez e Ludovico Girardello.

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Gabriele Salvatores va il merito di aver osato e di aver introdotto in Italia un genere, quello dei cinecomics. Proprio come per Peter Parker "da grandi poteri derivano grandi responsabilità" e Salvatores, morso dal ragno dell'Academy che gli conferì l'Oscar per Mediterraneo (come miglior film straniero nel 1992), si è trovato davanti a una grande responsabilità: osare. Lo ha fatto portando una ventata d'aria fresca e una sperimentazione cinematografica, non priva di difetti, con la saga de Il Ragazzo Invisibile

Il primo film, Il Ragazzo Invisibile, è stato il suo primo esperimento con il mondo dei cinecomics. Tanto cuore e passione ma alcune imperfezioni sono saltate all'occhio di molti, ma Salvatores non si è dato per vinto, anzi. Per sviluppare maggiormente l'aspetto dei visual effects, essenziali e funzionali alla narrazione quando parliamo di supereroi, ha ingaggiato per Il Ragazzo Invisibile - Seconda Generazione un eroe dei vfx, Victor Perez, che ha lavorato ai Batman di Christopher Nolan, Rogue One: A Star Wars Story e ad alcuni capitoli cinematografici dei Marvel Studios. Sotto questo punto di vista il film è indubbiamente superiore al capitolo precedente e i risultati sono impressionanti.

Durante l'incontro con la stampa abbiamo intervistato Salvatores, Perez e il protagonista del film, Ludovico Girardello, e abbiamo chiesto loro una domanda particolare: Perchè i supereroi italiani...rubano?

Uno dei primi gesti che nel film compie Michele Silenzi, questo ragazzo prodigio che ormai è diventato adolescente, è quello di rubare una collana. Nella recente storia cinematografica italiana un altro supereroe compie un gesto simile. Stiamo parlando di Enzo Ceccotti de Lo Chiamavano Jeeg Robot (interpretato da Claudio Santamaria) che svaligia un bancomat appena si rende conto della sua forza invicibile.

Semplice casualità? Per Gabriele Salvatores no, anzi, e durante l'intervista ci ha raccontato quando questo aspetto racconti in realtà del nostro Paese e della nostra cultura. 

Nel secondo capitolo de Il Ragazzo Invisibile Michele Silenzi è cresciuto: ora ha 16 anni e il temperamento tipico dell'adolescente scontroso, anche perché, oltre alla crisi di crescita comune a tutti i teenager, ha gravi problemi da affrontare. Il primo è un lutto, di cui è impossibile parlare senza fare spoiler. Il secondo è il dono dell'invisibilità, abbinato a quella forza incontrollata che gli ha permesso, al termine de Il ragazzo invisibile, di distruggere un sottomarino. Il terzo è un passato scomodo del quale fanno parte una madre biologica russa e una gemella cresciuta in Marocco della quale non sospettava l'esistenza.

Il film di Gabriele Salvatores con Ludovico Girardello, Ksenia Rappoport, Galatea Bellugi, Noa Zatta, Ivan Franek è in sala dal 4 gennaio, distribuito dalla 01 Distribution.

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