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Black Panther è lo 007 del MCU secondo il regista Ryan Coogler

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Ryan Coogler parla a ruota libera del suo lavoro dietro la macchina da presa di Black Panther, il nuovo cinecomic dei Marvel Studios, arrivando addirittura a paragonare T'Challa a un vero e proprio mito della cultura moderna: l'agente 007, James Bond.

Ryan Coogler e Chadwick Boseman durante una pausa sul set

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Black Panther sarà il diciottesimo cinecomic prodotto dai Marvel Studios di Kevin Feige. In un certo senso sarà il film che farà diventare ufficialmente maggiorenne il Marvel Cinematic Universe.

Per questo la pellicola dedicata alle avventure di Re T'Challa, il legittimo sovrano di Wakanda, continua ad essere una delle più chiacchierate del web.

Ma probabilmente non appena i fan della divisione cinematografica della "Casa delle Idee" avranno letto le ultime dichiarazioni del regista Ryan Coogler, il loro hype diventerà qualcosa di difficilmente gestibile.

Sì, perché l'uomo scelto per portare sul grande schermo le gesta del supereroe nato dal genio di Stan "The Man" Lee e Jack "The King" Kirby nel 1966, intervistato da Fandango, non pecca certo di modestia e non esita a paragonare il suo protagonista a una vera e propria icona della cultura moderna: l'agente 007, James Bond.

In Black Panther confluiscono tantissimi generi diversi. Questo film ha alcuni elementi tipici del thriller di spionaggio ma anche del dramma familiare. Il paragone che è stato fatto con James Bond mi sembra davvero azzeccato. Ci siamo fatti influenzare dalle fiction e dal cinema crime tipici degli anni '70.

Mi chiamo Panther, Black Panther

Ma l'ingrediente segreto che Coogler ha voluto aggiungere per rendere ancora più unico il gusto finale del suo Black Panther, non viene dall'Inghilterra bensì dalla Francia.

Adoro guardare film. Il mio preferito è Il Profeta, una pellicola francese uscita una decina di anni fa da cui mi lascio ispirare ogni volta che sono dietro la macchina da presa. È successo anche con Black Panther che, come quello, parla dei legami culturali che ci sono con le parti più segrete e nascoste della società.

Quindi non è stato solo il cinema mainstream - anche se raffinato e di culto - a influenzare il lavoro del filmmaker dietro la macchina da presa di Black Panther ma anche una produzione decisamente più di nicchia e d'essai.

Eroi a confronto: Chadwick Boseman e Tahar Rahim

A questo punto, non resta che chiedersi che genere di cinecomic i "Veri Credenti" troveranno ad attenderli il 14 febbraio, data della release italiana di quello che in molti ritengono una delle pellicole più attese del 2018. Ryan Coogler prova a rispondere alla più spinosa delle domande.

Sono stati realizzati molti film di supereroi. Arrivati a questo punto, da fan sento che abbiamo visto già molto. Ma ritengo che l'elemento culturale che abbiamo voluto fortemente inserire e il ruolo fondamentale che questo gioca all'interno di Black Panther, lo rendano qualcosa di veramente unico.

In Black Panther verrà introdotta una nuova idea di eroe e villain

Proseguendo nella chiacchierata, Coogler si sofferma a parlare della nuova prospettiva che verrà offerta del protagonista di Black Panther, T'Challa, che i fan non vedono l'ora di rivedere in azione dopo il grandioso exploit di Captain America: Civil War.

Re T'Challa è un personaggio unico sotto molti punti di vista. Gli eventi di Black Panther prenderanno il via poco dopo il termine di Civil War. È sostanzialmente la stessa persona ma ora che è nel suo ambiente naturale scopriamo molti lati nascosti del suo carattere. Nel film è circondato da persone che ama e di cui si prende cura e questo ce lo fa vedere sotto una luce molto più personale rispetto al passato. Il peso della sua nazione grava completamente e costantemente sulle sue spalle.

Chadwick Boseman è Re T'Challa in Black Panther
T'Challa abbraccia il Wakanda

Ovviamente non poteva mancare anche un commento sul villain di Black Panther, interpretato da quel Michael B. Jordan con cui Coogler aveva già collaborato in passato sul set di Creed - Nato per combattere.

Stiamo parlando di Erik "Killmonger" Stevens, di cui il regista ci svela un interessantissimo segreto.

Killmonger è diverso da molti cattivi Marvel perché porta dentro di sé una sensibilità completamente differente. Si percepisce che fa parte di un mondo a cui è fortemente radicato. Lo dimostrano i segni sul suo corpo che sono una sorta di marchio sacrificale. Il pubblico non faticherà a entrare in sintonia con il personaggio di Michael B. Jordan, un attore che siamo stati molto fortunati a mettere sotto contratto.

Un focus dei marchi sacrificali sul corpo di Killmonger di cui parla Coogler

Non ci resta che attendere poco più di un mese per capire se tutta la passione che Ryan Coogler ha messo nel suo lavoro sarà stata sufficiente per rendere Black Panther il diciottesimo blockbuster del Marvel Cinematic Universe.

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