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Ryan Murphy: nella Serie TV capirete perchè l'assassinio di Versace mi sta così a cuore

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Intervistato sul red carpet della première di American Crime Story: l'assassinio di Gianni Versace, Ryan Murphy ha spiegato perché si sente così legato al grande stilista.

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L'attesissima serie di Ryan Murphy l'Assassinio di Gianni Versace, il secondo capitolo dell'antologia American Crime Story, debutterà su FoxCrime domani 19 gennaio 2018. Il 17 gennaio si è svolta a Hollywood la première della nuova stagione, che riporterà le lancette indietro alla fine degli anni '90, quando a metà luglio Gianni Versace fu assassinato da Andrew Cunanan sugli scalini della sua residenza di Miami, la Villa Casuarina.

Sul red carpet dell'evento Ryan Murphy ha rilasciato un'intervista in cui ha parlato del potenziale della serie, del suo appeal globale e sul perché si sia concentrato proprio su questo caso.

American Crime Story: singoli crimini e temi universali

L'impatto globale di American Crime Story è innegabile.

Credo che il motivo per cui questa serie funziona in tutto il mondo è perché non racconta solo di un crimine ma di problemi sociali. Nella prima stagione il caso O.J. Simpson ha parlato di sessismo, misoginia rapporti razziali, argomenti universali.

E la seconda stagione?

The Assassination of Gianni Versace cercherà di fare luce sulle innumerevoli contraddizioni di una morte ancora in gran parte inspiegabile: Andrew Cunanan, ragazzo dall'aspetto un po' nerd con quegli occhiali da Harry Potter, sparò improvvisamente a Versace, fuori da casa sua, senza motivazioni apparenti. Cosa lo spinse a farlo? Il clamore mediatico che si sviluppò intorno all'assassinio, le speculazioni dei media e le reazioni scioccate e commosse di amici, parenti e celebrity che tanto amavano il fashion designer costituirono il contorno dei giorni oscuri che seguirono la morte di Gianni.

Nella seconda stagione, il caso Versace, si parlerà di omofobia degli anni '90, di discriminazione, della gioia della creazione, del peccato.

Perché proprio la morte di Gianni Versace?

Sul red carpet Ryan Murphy ha spiegato anche perché abbia scelto proprio lo stilista assassinato nel 1997 come fulcro della seconda stagione di American Crime Story. Le ragioni si riconducono al tema più ampio a cui è collegato questo omicidio.

[Tra i vari casi di American Crime Story, n.d.r.] il caso Versace è quello a cui personalmente sono più legato. Tocca in profondità l'argomento dell'omofobia anni '90. Abbiamo un grande scrittore, parlo di Tom Rob Smith, che ha realizzato le prime due sceneggiature in un attimo, perché credo che anche lui sia molto legato a questi temi.

Ryan Murphy ha aggiunto come, nel lavoro su Versace, sia avvenuto tutto in maniera naturale: una scelta istintiva del cast - un cast stellare e internazionale, da Penélope Cruz a Ricky Martin - la facilità nell'accesso alla location ("Abbiamo avuto la casa di Versace in una settimana") e il lavoro di gruppo sullo sviluppo della serie.

Siete pronti a scoprire la seconda stagione di American Crime Story?

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