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10 anni di Breaking Bad: ecco come Walter White ci ha conquistati

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Il 20 gennaio di 10 anni fa andava in onda l'episodio pilota di Breaking Bad: una serie destinata a scrivere la storia della TV. E a lasciare un segno indelebile.

Un'immagine di Walter White in Breaking Bad

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20 gennaio 2008. Sul network americano AMC va in onda l'episodio pilota di una nuova serie TV.

S'intitola Breaking Bad e racconta la storia di Walter White: un professore di chimica che - scoperto di avere poco da vivere per via di una grave malattia - decide di mettersi a "cucinare" metanfetamina per fare molti soldi, e in fretta, da lasciare alla sua famiglia.

Per smerciare la droga che prepara grazie alle sue conoscenze di chimica contatta un suo ex studente, Jesse Pinkman, che sapeva essere coinvolto nel giro della droga.

La premessa, sulla carta, è interessante. Ma una cosa è certa: prima di vedere quell'episodio pilota, nessuno si aspettava di trovarsi di fronte a un capolavoro.

Breaking Bad - 5 stagioni, 1 spinoff (assolutamente da vedere), 2 Golden Globes e 16 Emmy Awards - è una di quelle serie TV che scrivono la storia del piccolo schermo. Che lasciano il segno. Che fanno impazzire i telespettatori.

Perché? Proviamo a ricordarlo insieme, affinché chi ancora non ha assaporato questo gioiello in 62 episodi possa rimediare. Subito.

1) "E adesso?!" La struttura narrativa

La struttura narrativa della serie di Vince Gilligan (già sceneggiatore di X-Files) è una delle principali ragioni del successo di Breaking Bad.

In particolare, lo è la scelta di mostrarci il protagonista nel bel mezzo di una situazione apparentemente senza via di uscita, per poi ricostruire gli eventi che l'hanno portato in quella situazione e solo alla fine mostrarci come ne esce. Con quale colpo di genio - o di fortuna - se la caverà ancora una volta.

Facendo sì che il telespettatore si chieda: "E adesso?! Come se ne esce?", l'attenzione viene mantenuta sempre alta, la tensione viene costruita poco alla volta e si arriva al climax, che spesso fa coincidere il momento iniziale e quello conclusivo.

Gli autori possono permettersi di variare il ritmo della narrazione: il pubblico sa già dove porteranno gli eventi mostrati e - a prescindere dalla quantità di azione - sta bene attento a non perdersi nemmeno un passaggio. Perché vuole assolutamente scoprire come ha fatto Walter a infilarsi in quel guaio, ma soprattutto come farà a tirarsene fuori.

 

2) La doppia vita dell'uomo comune

I personaggi, è evidente, sono il punto di forza di Breaking Bad. Personaggi complessi, che si evolvono man mano che gli eventi li travolgono, e che si adeguano a situazioni sempre più difficili e pericolose.

Quella di Walter White (magistralmente interpretato da Bryan Cranston) è la discesa dell'uomo comune all'inferno: la storia di un personaggio in cui ci si può identificare, e per cui si può fare il tifo - ammirandolo - per le infinite risorse che mostra di possedere.

Walter è intelligente, astuto, coraggioso. S'infila in un mondo di cui, in effetti, non conosce ancora le regole, ma è così forte da imparare e arrivare addirittura a condurre il gioco.

Con lo pseudonimo di Heisenberg.

Allo stesso modo, il personaggio di Gus Fring ci conquista perché ci mostra un apparentemente innocuo, gentile ed educatissimo signore che si trasforma in uno spietato trafficante. Senza perdere mai lo stile che lo contraddistingue.

Il segreto dei personaggi di Breaking Bad - da Walter a Jesse, da Skyler a Marie, da Hank a Saul - è la loro umanità. La loro normalità. La loro capacità di condurre una doppia vita, di fare i conti con la propria coscienza e i propri desideri, di affrontare drastici cambiamenti proprio come faremmo noi: andando per tentativi.

Breaking Bad: Jesse Pinkman e Walter White

3) Niente da perdere: tifare per i cattivi

La natura stessa dei personaggi della serie ci porta a fare il tifo per loro, indipendentemente dal lato della legge su cui sono schierati.

Walter White non ha più nulla da perdere: sa che gli resta poco tempo e ha un piano da portare avanti. Un piano che la malattia, la famiglia (dal cognato della DEA alla moglie che scopre la provenienza del denaro) e ogni altro evento sono ben determinati a sabotare.

Ma non importa: Walter ha un'invidiabile capacità d'adattamento, come abbiamo già detto. E - visto che è gravemente malato e vuole solo provvedere alla sua famiglia - noi siamo dalla sua parte.

Tifiamo per lui. Anche se ci hanno insegnato che la strada più breve è quella sbagliata, vogliamo che riesca nel suo intento. Anzi, vogliamo di più: vogliamo che sconfigga il cognato (per il quale siamo solo relativamente dispiaciuti: per noi Walter è molto più importante).

Vogliamo che Skyler la smetta di rompere le scatole a suo marito e gli lasci fare "il suo lavoro". Vogliamo che Jesse non si metta in mezzo.

Vogliamo che l'uomo comune, il professore dalla doppia vita segreta, si trasformi definitivamente in Heisenberg e vinca ogni battaglia che conduce: perché tifiamo per lui. Anche se diventa, di fatto, il cattivo della situazione.

4) Macabra ironia: tu vivrai!

C'è anche un altro motivo per cui facciamo disperatamente il tifo per Walter: il suo piano, come dicevamo, viene sabotato. In primis dalla malattia che avrebbe dovuto ucciderlo molto più in fretta di quanto succeda in realtà. Non si può più fare affidamento nemmeno sui bravi, affidabili medici che ti dicono che ti resta poco da vivere...

Sappiamo fin dall'inizio, fin dal nostro primo incontro, che Walter è destinato a morire davanti ai nostri occhi. Ma non sappiamo quando e, dopo l'inizio della sua nuova carriera, non sappiamo nemmeno come.

Solo così, con la macabra ironia che mette un malato terminale in condizione d'infilarsi in situazioni criminali sempre più pericolose, si tiene alta la curiosità.

Solo così, mettendo un uomo a lottare disperatamente contro il tempo, si crea una tensione narrativa che non dà mai tregua.

E solo così, mostrandoci le (dis)avventure di un gruppo di personaggi che impariamo a conoscere e ad amare, si fa in modo che lo humour nero di cui la serie è permeata sia sempre efficace.

Per chiunque. In qualunque momento. Perché, lo sappiamo bene, la vita tende a prenderci in giro ogni volta che può...

5) L'incontro di due mondi

C'è un ultimo fattore determinante nell'attenta, curatissima e geniale costruzione della narrazione, che fa di Breaking Bad un capolavoro.

Quando conosciamo Walter, ci viene presentata la sua vita di professore al liceo, la sua tranquilla vita famigliare con la moglie, un figlio adolescente con qualche problema di salute (sì, piove sul bagnato) e una bambina in arrivo.

Anche la vita di Jesse, un ragazzo senza prospettive, fa parte del mondo di Walter. Così come quella dei cognati Hank e Marie, con le loro difficoltà coniugali e le frustrazioni lavorative di lui (per non parlare dell'instabilità di lei...).

Poco alla volta, gli autori ci prendono per mano e ci portano a esplorare quel mondo.

Parallelamente, però, ne costruiscono un altro: quello della vita segreta di Walter, delle avventure pericolose, del traffico di droga, dell'incontro con criminali veri, criminali pronti a ucciderti per uno sguardo sbagliato.

La magia scatta quando quei due mondi vengono fatti incontrare. Quando la vita di Heisenberg va a influire su quella di Walter. Quando la vita famigliare viene coinvolta in quella del traffico di droga. Quando tutto, inevitabilmente, finisce come ci aspettavamo: in un gran caos. 

Un caos accuratamente monitorato dagli sceneggiatori, che trasformano l'incontro di due mondi in un'occasione per introdurre nuove tematiche e creare situazioni sempre più tese.

Situazioni imprevedibili. Situazioni che non riusciremo mai a dimenticare. Perché, ormai, anche noi siamo diventati parte di quei due mondi.

E li porteremo sempre con noi, nei ricordi di una delle più grandi serie che potremo mai aver visto.

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