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Da Visitors a The Walking Dead e The Strain: la storia si ripete

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Veniamo in pace: così i Visitatori apostrofavano i terrestri negli anni '80. Gli strigoi di The Strain hanno distrutto il mondo. Ma per controllarlo, hanno bisogno della nostra collaborazione...

The Strain 4: il poster

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In principio furono i Visitors. Nati con una miniserie, derivata poi in un'altra miniserie e in una stagione vera e propria in 19 episodi, visto il successo mondiale, i Visitatori hanno riscritto la storia della fantascienza in TV, ma non solo.

Dobbiamo anche a loro l'inizio di quel fondamentale processo di "nobilitazione" delle produzioni televisive, in un'epoca in cui i telefilm erano considerati più un passatempo che una forma d'arte e chi lavorava in televisione era considerato uno che non era riuscito a sfondare nel cinema.

Se oggi le cose sono molto diverse lo dobbiamo anche ai 13 milioni di dollari - un budget senza precedenti - investiti per raccontare la storia degli alieni che si fingono amici per conquistare la Terra.

Ma c'è di più.

Celebrando la tradizione classica della fantascienza made in USA degli anni '50, che vedeva negli extraterrestri la minaccia del nemico (comunista) invasore, pronto a minare lo stile di vita della brava gente americana, i Visitors unirono tradizione e innovazione.

Senza nemmeno sforzarsi troppo di nasconderlo, gli autori avevano progettato una rivisitazione della storia, in particolare dei fatti della Seconda Guerra Mondiale.

Per non dimenticare chi sono i veri mostri

Sono molte, in effetti, le opere letterarie, cinematografiche e televisive fantascientifiche che ricordano la storia passata. In particolare, appunto, i Visitors rappresentavano il nazismo: la sparizione delle persone, l'eliminazione di massa, il collaborazionsimo... Tutti gli aspetti di una delle pagine più brutte della nostra storia venivano messi in scena. Anche grazie alla presenza di personaggi di origini ebree che sottolineavano come l'arrivo dei Visitatori riproponeva l'incubo già vissuto dal loro popolo.

Non è inusuale che siano proprio i generi considerati "minori" dalla critica, come l'horror e la fantascienza, a proporre ai loro spettatori le migliori metafore storiche e sociali.

Ne è un esempio The Strain che - proprio come Visitors - nella quarta stagione in onda su FOX ogni venerdì alle 21.00 mette in scena una chiara rappresentazione del nazismo.

I veri mostri sono gli stessi: strigoi (vampiri) al posto degli alieni, supportati dai collaborazionisti. Tanto per ricordarci che nessuno è capace di raggiungere i livelli di crudeltà, egoismo e vigliaccheria che possiamo raggiungere noi umani.

L'invasione (per gli alieni, come nel caso di Falling Skies, per fare un altro esempio), l'inverno nucleare (per gli strigoi) e gli zombie (vedi The Walking Dead), per horror e fantascienza, sono solo il pretesto per raccontare fino a dove può spingersi l'essere umano per sopravvivere.

Vendendosi al nemico, come fanno i medici di The Strain che lavorano alla "fabbrica di bambini" di sangue B, particolarmente gradito agli strigoi.

La storia si ripete

La storia, insomma, è sempre la stessa: una volta messi alle strette, l'uomo dà veramente il peggio di sé.

I giovani che indossavano la divisa degli "amici dei Visitatori" in Visitors, altro non erano che una rappresentazione della gioventù hitleriana, fermamente convinta di contribuire alla creazione di un mondo migliore.

Le persone che fanno propaganda per gli strigoi e lavorano per loro in The Strain, così come i mostri umani che catturano e ammazzano altri esseri umani per farne del cibo in The Walking Dead ci ricordano quanto sia facile la cancellazione dei confini morali e delle più basilari regole etiche, quando c'è di mezzo la (propria) sopravvivenza.

Una delle questioni più spinose relative alla Seconda Guerra Mondiale, non a caso, riguarda appunto la negazione dei crimini di guerra perpetrati nei campi nazisti, così come nei gulag comunisti.

Affermando di essere all'oscuro delle vicende o di limitarsi a eseguire gli ordini, le persone hanno permesso che tutto accadesse.

Non è diverso dal costruttore che ride - pensando all'imminente arricchimento - quando un terremoto rade al suolo intere città, che saranno da ricostruire.

Metafora della vita, di oggi e di ieri

Ecco quindi che horror e fantascienza si uniscono nello scopo comune di rappresentare l'unico, vero orrore che conta: quello che proviene dalla nostra anima. O, meglio, dall'assenza di essa.

Speculazione, interesse personale - al grido del vecchio mors tua, vita mea - o semplice indifferenza sono le caratteristiche comuni ai personaggi, sempre e rigorosamente umani, che affollano le serie TV (e i film, e i romanzi, e i fumetti...) in cui si fa in modo che il nemico abbia la meglio e prenda il controllo della società.

Quando alieni, vampiri, zombie o altri mostri trasformano il nostro mondo nel parco giochi dei malvagi, la colpa è sempre nostra.

Del resto, come diceva Edmund Burke:

Perché il male trionfi, è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione.

Lo sanno bene i protagonisti di X-Files - che presto vedremo nell'undicesima stagione - dopo aver scoperto il complotto degli uomini che consente agli alieni di aggirarsi fra noi.

Lo sa fin troppo bene Abraham Setrakian (che nello scorso episodio pronunciava l'inequivocabile frase: "Ho già visto tutto questo").

E lo sapevano perfettamente anche il reporter Mike Donovan e la dottoressa Juliet Parrish.

Perché, se è vero che i giusti rinunciano spesso e volentieri all'azione, è anche vero che una qualche forma di Resistenza nasce sempre.

Da Fox Mulder e Dana Scully. Da Abraham Setrakian e Ephraim Goodweather. Da Mike Donovan e Juliet Parrish.

Da Rick Grimes e Maggie Rhee.

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