Jurassic Park: un uragano impedì a Samuel L. Jackson di filmare la sua scena di morte

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L'attore di Pulp Fiction ha svelato ad A.V. Club i motivi per cui la sua morte in Jurassic Park non viene mostrata nel film di Spielberg.

Samuel L. Jackson è l'ingegnere informatico Ray Arnold in Jurassic Park

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Se lo ricordano tutti, era quello che dava degli str*#!i ai programmatori. Sì, proprio lui: Ray Arnold, l'ingegnere informatico di Jurassic Park perennemente inquadrato con una sigaretta tra le labbra mentre digita furiosamente sulla tastiera di un pc.

In molti ricordano il personaggio di un allora semi-sconosciuto Samuel L. Jackson, che di lì a poco avrebbe indossato una parrucca riccioluta per calarsi nei panni del gangster tarantiniano Jules di Pulp Fiction.

L'attore ha recentemente svelato il motivo per cui la morte dell'analista di sistemi Arnold non viene mostrata nel cult di fantascienza diretto nei primi anni '90 da Steven Spielberg.

Samuel L. Jackson è Ray Arnold in Jurassic Park

Parlando con quelli di A.V. Club, Jackson ha svelato che, inizialmente, era prevista la scena della morte del suo personaggio, incaricato di ripristinare il maxi-generatore del parco dopo il riavvio del sistema. Purtroppo, però, le cose non andarono come previsto:

In realtà sarei dovuto andare alle Hawaii per girare la scena della mia morte. Ma poi ci fu un uragano che distrusse tutti i set. Di conseguenza fu impossibile recarsi sul posto. Tutto ciò che si può vedere sono i miei resti, nello specifico un braccio. Però sì, era previsto che girassi la scena della mia morte.

In ogni caso, in Jurassic Park Spielberg "avvisa" lo spettatore dell'uccisione di Arnold - dilaniato da uno dei Raptor - mostrando la terrorizzata paleobotanica Ellie Sattler alle prese con un avambraccio dell'ingegnere. Jackson, sebbene non sia mai riuscito a girare quella che si preannunciava come una delle scene più violente del film, conserva un dolce ricordo delle riprese:

Ma, sai, mi sono divertito su quel set, con Jeff [Goldblum] e Sir Richard Attenborough. Era divertente perché Steven [Spielberg] si posizionava dietro la macchina da presa a volte, senza dirlo, e ci scrutava attraverso di essa. Così, all'improvviso, ti diceva: 'Okay, ti sto riprendendo', e vedevi che tutti quanti si affrettavano a girare. Fu proprio lui a girare alcune delle scene in cui sono presente io, nella sala controllo, con quella sigaretta che fumo e da cui penzola la cenere. Quello schifo di sigaretta finta. Dato che avevo smesso di fumare, lui volle assicurarsi che non sarei tornato a farlo per colpa del film, così mi procurò le sigarette finte dal sapore peggiore di sempre.

Uscito nelle sale di tutto il mondo nel 1993, Jurassic Park è stato un successo senza precedenti. Sfruttando l'idea alla base dell'omonimo romanzo di Michael Crichton - dinosauri ricreati in laboratorio grazie a tecniche avanzate di ingegneria genetica - ha conquistato grandi e piccoli facendo comparire sul grande schermo i grandi lucertoloni (ma erano davvero, poi, dei semplici rettili?) del Mesozoico.

Diretto da Steven Spielberg, il film ha sfruttato i progressi della computer grafica dell'epoca, servendosi al tempo stesso di animatronics e di un lavoro stupefacente in termini di trucco.

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