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L'assassinio di Gianni Versace: la narrazione del secondo episodio

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American Crime Story: L'assassinio di Gianni Versace mette al centro della narrazione il delirio di Andrew Cunanan e la sua trasformazione in un uomo che perde completamente il contatto con la realtà...

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Il secondo episodio di American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace ci racconta principalmente la follia di Andrew Cunanan e delle sue azioni nei giorni precedenti l’omicidio di Gianni Versace. Ma ci sono anche diversi eventi riguardanti Gianni, la sua vita privata e la sua storia d'amore con Antonio d'Amico.  Eventi che ci vengono narrati sulla base del libro scritto da Maureen Orth e delle teorie della giornalista.

La famiglia Versace ha sempre negato che Gianni, nel periodo precedente la sua morte fosse debole a causa dell’AIDS, come la stessa Donatella Versace ha ricordato in un’intervista recente a La Stampa, commentando appunto le teorie della Orth:

Dopo la morte di Gianni sono stati pubblicati tanti libri pieni di speculazioni e bugie. Questo in particolare raccontava che Gianni prima di essere ucciso era debole perché malato di AIDS, cosa assolutamente falsa, non perché ci dovessimo vergognare, dato che Gianni è stato uno dei primi a occuparsi di questo problema insieme a me e a organizzare eventi di beneficenza e fare personalmente donazioni a tanti enti.

Teorie e atmosfere della serie

Tutto questo - inclusa la rabbia della Donatella del piccolo schermo (interpretata da Penelope Cruz) per le presunte responsabilità di D’Amico - resta di fatto una teoria della Orth. Come, del resto, numerosi aspetti del comportamento di Cunanan. È evidente che nessuno può sapere se davvero Cunanan abbia cantato a squarciagola “Gloria” mentre guidava verso Miami, dopo aver sentito il suo nome al notiziario. Così come nel caso dei sopralluoghi nei dintorni di Casa Casuarina nei giorni precedenti l’omicidio, si tratta di eventi che non hanno riscontri ufficiali.

Ci sono le testimonianze, certo. Come quella di Ronnie (interpretato dal Max Greenfield di New Girl), ma la documentazione di un fatto è ben altra cosa.

E allora, cosa vuole raccontarci “Caccia all’uomo”?

Non è difficile intuirlo: continuando a servirsi della musica come strumento per sottolineare situazioni emotive forti e coinvolgenti, vuole ricostruire l’atmosfera dell’America di quegli anni. Vuole ricordare - attraverso la discussione fra Gianni e Donatella sull'eccessiva magrezza delle modelle - un tema che emerse prepotentemente proprio durante quegli anni, coinvolgendo il mondo della moda e l’opinione pubblica. Vuole raccontarci di come l’omosessualità venisse vista con disprezzo, e come l’immaginario collettivo la associasse immancabilmente a una vita sregolata e riprovevole.

Un grande uomo e la sua grande dignità

L'episodio vuole immergerci in un clima in cui la discriminazione, i pregiudizi e il ricatto morale impedivano, di fatto, alle persone di vivere apertamente la loro vita. Gianni Versace - e questo è certo - non si vergognava del suo amore per Antonio D’Amico. Non nascondeva di avere un legame di lunga data con un uomo. Viveva alla luce del sole, dignitosamente, come ciascuno avrebbe dovuto avere diritto di fare, allora come in ogni altro momento storico.

Ma gli anni ’90 erano ancora lontani dalla libertà alla quale siamo abituati oggi - senza dimenticare che siamo ancora molto, molto lontani dal superamento dei pregiudizi e della discriminazione. "Caccia all’uomo", quindi, vuole ricordarci come menzogne, speculazioni, ricatti e odio circondassero chiunque provasse a vivere in modo diverso da quanto imponeva la società.

E vuole mostrarci in che modo un assassino e le sue gesta contribuivano, di fatto, ad alimentare quel clima di odio e pregiudizio.

Storia di un mostro

Questo episodio ha anche l'obiettivo preciso di trascinarci nella follia di Andrew Cunanan.

Bugiardo patologico, invidioso, egocentrico e dilaniato da un senso di superiorità che aveva bisogno di alimentare con le sue bugie, Cunanan sembrava impegnarsi a fondo perché tutti i cliché relativi al mondo che frequentava venissero rafforzati dal suo operato. Convinto di essere una potenziale star, ostacolato solo dalla sfortuna, Cunanan era noto per non prendersi mai la responsabilità delle proprie azioni.

Dice a Ronnie che l'AIDS - termine che non a caso i personaggi non pronunciano mai, riferendosi semplicemente a "la malattia" - si è preso il suo migliore amico e dell'unico uomo che avesse mai amato davvero.Parla di David Madson e Jeffrey Trail, le sue due prime vittime. Cunanan uccide prima Jeffrey, il suo ex compagno e poi David, che considera da sempre - non ricambiato - il suo unico, vero amico.

E il movente di tutti i suoi omicidi, in base a quanto ricostruito dagli inquirenti, è sempre lo stesso: l'odio. Andrew odia. Odia chi ha più di lui, perché non capisce come possa meritarlo. Odia chi lo lascia, perché non si capacita di come si possa volergli stare lontano.

Andrew odia. Andrew ha già ucciso. E ucciderà ancora...

Appuntamento venerdì prossimo su FoxCrime con il terzo episodio di American Crime Story

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