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X-Files, recensione episodio 11x01. Memorie dal futuro

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L'eterno conflitto fra scienza e fede trova nel connubio di entrambi gli elementi l'unico vincitore: X-Files è tornato con la stagione numero 11. E una partenza col botto.

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C’è qualcosa che differenzia X-Files da tutte le altre serie TV: la capacità di Chris Carter di trasformare tutto in qualcosa di nuovo. Qualcosa in perfetto stile X-Files. Ogni tematica, nella serie, ha preso spunto dalla tradizione (letteraria, folkloristica, popolare…) aggiungendo un tocco di originalità. Ecco quindi che le visioni del futuro di Dana Scully non sono come tutte le altre visioni viste al cinema e in TV: rappresentano un mix fra presente, passato e futuro.

Scully sa cosa succederà ma sa anche come questo la fa sentire, perché l’ha già provato. L’ha già vissuto. E lo rivive, nel presente, ogni volta che la sua mente la mette in guardia da un futuro prossimo e spaventoso.

Non a caso, il titolo italiano di “My Struggle III”, il primo episodio della stagione 11, è “Memorie dal futuro”. E non a caso, come ha sempre fatto, con questa premiere X-Files riscrive la storia. La sua storia. La nostra storia.

Mi chiamo Carl Gerhard Busch

La decima stagione di X-Files si apriva con la voce di Fox Mulder, che si presentava e raccontava la sua storia. L'undicesima ha sostituito Mulder con l’Uomo che Fuma.  Questa è la sua storia. E la storia secondo lui. Ci sono voluti 25 anni ma finalmente ce l’hanno detto, il suo vero nome. Ed è arrivato insieme a tanto altro, questo nome: rivelazioni, verità, bugie… Suggestioni (come lo sbarco della Luna in stile Capricorn One. Regia: Carl Gerhard Busch).

La scritta “I want to believe” (Voglio credere) nella sigla è stata sostituita da “I want to lie” (Voglio mentire). Nella storia della TV non esiste bugiardo più abile dell’Uomo che Fuma, ma questa volta è diverso. Questa volta, Carl Gerhard Bush non ha più nulla da perdere: è a un passo dalla realizzazione del suo piano per eliminare gli esseri umani - con l’eccezioni di quelli che ha personalmente scelto di salvare - dalla faccia della Terra.

Venticinque anni dopo avercelo presentato, Chris Carter ci svela il vero obiettivo dell’Uomo che Fuma: dominare il mondo. Pare cha, alla fine, ogni cattivo che si rispetti vada a parare lì. Se non fosse per un dettaglio. Un piccolo, insignificante particolare: Mulder e Scully hanno trasformato il suo piano nella chiave per consegnare al mondo la verità.

Spartan, scienza e fede

Il virus Spartan, letale per tutti coloro il cui DNA non sia stato contaminato dal genoma alieno, è la sublimazione del concetto stesso di complotto. Il concetto alla base di X-Files. Un concetto come sempre condito da citazioni cinematografiche, televisive e letterarie (dalle auto del film Bullitt al ponte di Deadpool, dal cognome della famiglia adottiva di William, Van De Kamp - vedii Desperate Housewives - ai sintomi che accompagnano le visioni di Scully, che sembrano usciti dritti dritti dal libro "Allucinazioni" del neurologo Oliver Sacks).

Anche la contrapposizione fra scienza e fede raggiunge la sublimazione con il virus Spartan: sì, gli alieni esistono. Sì, sono fra noi. Mulder faceva bene a credere... Ma solo la scienza - col vaccino sintetizzato da Scully - potrà salvare il mondo. La risposta, dunque, è arrivata: solamente il connubio fra scienza e fede consente di vedere la verità. E di affrontarla.

Non che prima non fosse chiaro: Mulder e Scully, complementari, insieme formano la persona perfetta. Il personaggio perfetto. L'eroe che nessuno potrà sconfiggere. 

Nessuno tranne - forse - la storia.

Tale padre...

I fan della prima ora hanno discusso per settimane, mesi, addirittura anni della paternità di William. Come se il concepimento di un figlio fra Mulder e Scully potesse esserci sfuggito… Figuriamoci. Alla fine, la conclusione è stata una sola: l'accettazione di Fox Mulder come padre putativo del figlio di Scully. Un figlio la cui nascita non aveva nulla di naturale (di qui l'annoso dibattito) e la cui esistenza, molti anni dopo, deve fare i conti con l’inattesa (ma nemmeno troppo) rivelazione: William è figlio dell’Uomo che Fuma.

Rullo di tamburi, signore e signori: tecnicamente, il figlio di Scully è il fratellastro di Mulder.E io lo vedo come se fosse davanti a me, Chris Carter che sghignazza mentre ci rivela l’ennesima verità pianificata con largo anticipo. Perché se questi 25 anni ci hanno insegnato qualcosa, è che nulla in X-Files accade per caso. Tutto è già stato previsto. Ed è stato previsto che venga riscritto.

L’undicesima stagione di X-Files resta fedele all’essenza stessa della serie: riscrive la storia, mette in ordine gli indizi disseminati lungo 25 anni e si prepara a regalarci un altro pezzo del puzzle a cui tutti noi, innamorati di X-Files, lavoriamo da oltre due decenni...

Appuntamento lunedì prossimo con il secondo episodio...

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