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Cinquanta sfumature di rosso, la recensione: da fuoco della passione a fuoco di paglia

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La saga sexy dei record si chiude con il terzo e ultimo capitolo delle avventure amorose di Anastasia e del suo mister Grey. Il matrimonio sarà la fine dei problemi per la tormentata coppia? La recensione del film.

Cinquanta sfumature di rosso

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Non si può che rimanere perplessi di fronte all'apertura di Cinquanta sfumature di rosso, il terzo e ultimo capitolo della trilogia dei record di E. L. James, che ha saputo bissare il suo incredibile successo letterario anche al cinema. Qualcosa è cambiato nell'orizzonte del cinema sentimentale. Non tanto per il supposto livello di sensualità della saga - decisamente più basso di un qualsiasi film autoriale europeo - quanto per come affronta quello che da sempre è stato un punto d'arrivo, la meta finale di questa tipologia di storie: il matrimonio. 



Decenni di commedie sentimentali statunitensi di fattura più o meno pregevole ci hanno insegnato che il matrimonio è la tappa finale del percorso di cambiamento a cui - volente o nolente - la protagonista sottopone il suo lui recalcitrante. Se non proprio sull'altare, questo genere di pellicole si concludono con una relazione rinnovata o finalmente stabile, con l'allusione più o meno esplicita al fatto che prima o poi lui quel brillocco glielo regalerà e lei ovviamente gli dirà di sì. Christian Grey si era già portato avanti nello scorso film, strappando ad Anastasia il fatidico "lo voglio".

Tra stalker, segreti oscuri e pratiche feticiste di varia natura ci si poteva aspettare che qualche intoppo rallentasse la trionfale marcia dei coniugi Grey verso l'altare e invece no: Cinquanta sfumature di rosso si apre con un matrimonio da rotocalco, in cui tutto è perfetto sino a rasentare la noia. Si fatica a capire se si sta guardando un film, un videoclip musicale o uno spot per un profumo durante le prime sequenze del film, tanto che viene da chiedersi: se ci si gioca in apertura il matrimonio, come si riempiranno i 105 minuti che chiudono la saga di 50 Sfumature? 

Cinquanta sfumature di rosso: chi domina chi

La risposta ha un che di perverso e non certo per le scene d'intercorsi sessuali che questo film regala agli spettatori. Cinquanta sfumature di rosso è infatti l'ultimo e più esplicito capitolo della personale guerra di Anastasia contro tutto ciò che in Christian non è strettamente aderente ai suoi desiderata. In questo terzo e ultimo capitolo si va oltre la semplice smussatura delle divergenze di vedute tra la ex verginella e il sadico multimilionario, si arriva in maniera più o meno ricattatoria a piegare completamente la volontà di mister Grey

Dakota Johnson e Jamie Dornan ballano durante il matrimonioHDUniversal
E i coniugi Grey vissero felici e contenti?

Non siamo nemmeno più di fronte alla classica sindrome della crocerossina. Quando non è Anastasia a incastrare Christian in scenari che lui ha chiarito sin da subito di non desiderare, sono la trama stessa del film e le azioni dei suoi ridicoli villain a fare il lavoro sporco per la protagonista, fino ad ammansire completamente l'ex tenebroso mister Grey. Se Cinquanta sfumature non è mai stato un campione di messaggi (sessuali e non) propositivi e moderni, questo terzo capitolo tocca se possibile nuove vette di bacchettonismo di ritorno e manipolazione psicologica indiretta.

Lo scopo è quello di tornare a una visione più che reazionaria della coppia realizzata: tu, il tuo lui e il vostro pargolo, una bella casetta e nessuna divergenza di vedute. Insomma, tutto quel promettere giochi erotici e scene hot ci ha poi portati alla più tradizionale delle gerarchie familiari: lui saldamente al comando e lei sottomessa di buon grado, ma con le redini della casa e della coppia saldamente in pugno. 

Se aggiungete all'equazione la solita povertà cinematografica (e recitativa) che caratterizza da sempre questo prodotto, capirete da noi che forse neppure la curiosità di scoprire come va a finire la saga vale i soldi del biglietto d'ingresso in sala. Cinquanta sfumature di rosso è nelle sale italiane dal 8 febbraio 2018

Voto4,5/10

La conclusione obbligata per contenuti e livello qualitativo di una saga che non ha mai brillato in nessuno dei due ambiti. Godibile giusto per togliersi la curiosità sul finale del fenomeno "hot".

Elisa Giudici

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