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I candidati come Miglior attore protagonista agli Oscar 2018

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Da Daniel Day-Lewis a Denzel Washington: i 5 in corsa per l'Oscar al Miglior attore protagonista. Appuntamento al Dolby Theatre di Los Angeles il 4 marzo 2018,

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"Ne resterà soltanto uno". Chi sarà l'Highlander degli Oscar 2018? Colui che trionferà aggiudicandosi l'ambita statuetta dorata lasciando con un palmo di naso gli altri? L'Appuntamento con la notte più attesa dell'anno (cinematografico) è per il prossimo 4 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.

A contendersi il riconoscimento dell'Academy saranno Daniel Day-Lewis, Denzel Washington, Gary Oldman, Timothée Chalamet e Daniel Kaluuya. Tra i 5, Washington è l'unico ad essere stato nominato anche lo scorso anno come Miglior attore per Barriere. L'Oscar andò poi a Casey Affleck, protagonista dell'intenso dramma Manchester by the Sea.

Il ritorno più clamoroso è invece quello di Day-Lewis, attualmente (forse) il più grande attore vivente, che nei mesi scorsi ha annunciato l'addio alle scene subito dopo Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson.

Andiamo ora alla scoperta dei 5 candidati come Miglior attore protagonista agli Oscar 2018:

Timothée Chalamet

Il più giovane della cinquina. Nato il 27 dicembre 1995, Timothée Chalamet ha ha esordito sul grande schermo nel 2014 con la commedia Men, Women & Children di Jason Reitman. Subito dopo, diretto da Christopher Nolan, ha preso parte allo sci-fi Interstellar e, recentemente, ha recitato accanto a Christian Bale e Rosamunde Pike nel western di Scott Cooper, Hostiles - Ostili. Prossimamente lo vedremo anche in Lady Bird, pellicola che vanta ben 5 nomination agli Oscar 2018.

Un curriculum di tutto rispetto, per un giovane artista che deve ancora compiere 23 anni. Il film che però gli ha spalancato le porte della notorietà è stato senza dubbio Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. Chalamet è protagonista assieme ad Armie Hammer di un'appassionante storia d'amore ambientata nel Nord Italia. 

Denzel Washington

Ha combattuto sul ring e contro le ingiustizie, è stato il leader del movimento "Black Power", ha salvato suo figlio gravemente malato e difeso un avvocato discriminato perché malato di AIDS. Poliziotto corrotto, signore della droga, pilota alcolizzato e pistolero formidabile. Mille ruoli, un volto. Quello di Denzel Washington, già due Oscar all'attivo.

Il primo, come Miglior attore non protagonista, lo ha ricevuto nel 1990 per il ruolo del soldato Silas Trip in Glory - Uomini di gloria, war movie ambientato all'epoca della Guerra di secessione. La seconda statuetta se l'è aggiudicata dodici anni dopo, stavolta come protagonista di Training Day, poliziesco diretto da Antoine Fuqua (col quale instaurerà un sodalizio artistico). È stato inoltre nominato come Miglior attore protagonista anche per Malcolm X, Hurricane - Il grido dell'innocenza e Flight.

Anche il 2018 lo vedrà in lizza per il riconoscimento più importante. Proverà a convincere l'Academy (e a ribaltare i pronostici) con il ruolo di un eccentrico avvocato nel legal thriller Roman J. Israel, Esq., film che ngli USA si è rivelato un vero e proprio flop. Anche l'accoglienza della critica è stata piuttosto fredda. Di sicuro sarà difficile per Washington aggiudicarsi la sua terza statuetta.

Gary Oldman

Nessuno, se non fosse stato preventivamente informato dai media, avrebbe riconosciuto il volto di Gary Oldman sotto l'imponente lavoro di trucco necessario per trasfromarlo nel Primo Ministro britannico Winston Churchill. Il film è L'ora più buia di Joe Wright, ritratto del carismatico statista inglese, tra i pochi ad opporsi energicamente a Hitler e alle Forze dell'Asse durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oldman è il più accreditato alla vittoria finale, avendo già trionfato ai Golden Globe nella medesima categoria. Questa è la sua seconda nomination agli Oscar, che giunge a 6 anni di distanza dalla prima, ricevuta per la spy story La talpa.

L'attore nato a Londra il 21 marzo 1958 (festeggerà a breve i 60 anni) ha regalato nel corso degli anni alcune interpretazioni memorabili: il tormentato bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, nel dramma Sid & Nancy, il boss Jackie Flannery di Stato di grazia, il poliziotto corrotto e psicopatico di Léon. È inoltre conosciuto per i ruoli di Sirius Black nella saga di Harry Potter e del commissario Jim Gordon nella trilogia de Il cavaliere oscuro.

Daniel Kaluuya

Eccolo, l'outsider della 90ª edizione della cerimonia degli Oscar. Un passato nelle serie TV - da Black Mirror a Doctor Who - e poi l'approdo sul grande schermo, passando dalla porta principale. Non male per un ragazzo che deve ancora compiere 30 anni. Daniel Kaluuya è la sorpresa (fino ad un certo punto) degli Oscar 2018

Dopo aver preso parte all'action fumetto Kick-Ass 2 e al thriller Sicario, l'attore di origini ugandesi ha ottenuto la parte di Chris Washington nell'horror Scappa - Get Out dell'esordiente di successo Jordan Peele. Il film ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, incassando solo in patria la bellezza di 175 milioni di dollari.

Un successo straordinario per Kaluuya, che tra una nomination e l'altra non ha perso tempo, recitando nel cinecomic Marvel Black Panther accanto a Chadwick Boseman e Michael B. Jordan.

Daniel Day-Lewis

"Prego mr. Day-Lewis, si accomodi. Gradisce un the? La prego, rimanga qui con noi ancora per un bel po'". Proveranno a fargli cambiare idea, il prossimo 4 marzo. L'Academy si coccola il suo talento più cristallino, colui che vince premi con la stessa frequenza con cui il Real Madrid vince le Champions League. Meno male (per gli altri) che l'ex ciabattino toscano - non scherziamo, si era ritirato già a fine anni '90, finendo per fare il calzolaio a Firenze - decide di fare un film più o meno ogni morte di Papa (gli scongiuri, sua santità, sono d'obbligo).

La prima volta che stregò il mondo intero fu per Il mio piede sinistro diretto da Jim Sheridan, biopic in cui Day-Lewis impersonava il pittore paraplegico Christy Brown. In seguito ha partecipato a produzioni hollywoodiane quali L'ultimo dei Mohicani, tornando a collaborare con Sheridan in occasione del pregevole In nome del padre. Interpretazione magnifica da parte dell'attore classe '57, chiamato a recitare il ruolo dell'irlandese Gerry Conlon, accusato ingiustamente di essere l'esecutore di un attentato dinamitardo per conto dell'IRA. Un Oscar mancato che ancora brucia e che avrebbe meritato ex aequo con Tom Hanks nel '94.

Poche, mirate, pellicole scelte negli ultimi anni (solo 6 dal '97 ad oggi). Tra esse figurano Il petroliere di Paul Thomas Anderson e Lincoln di Steven Spielberg: una doppietta dorata per Day-Lewis, che a distanza di cinque anni si è aggiudicato altri due Oscar come Miglior attore protagonista. Ancor prima c'era stata la nomination - sempre come Miglior attore - per Gangs of New York di Martin Scorsese (il ruolo era quello di Bill il Macellaio).

Ora il più grande interprete vivente ci riprova con Il filo nascosto. Basterà il binomio Day-Lewis/Anderson a convincere l'Academy?

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