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I candidati come Migliori effetti speciali agli Oscar 2018

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Il 4 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, durante la notte degli Oscar 2018, verrà assegnato anche il massimo riconoscimento per quel che concerne gli effetti speciali. Ecco i candidati.

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Mosè che divide le acque ne I dieci comandamenti, le corse con le bighe di Ben-Hur (l'originale), la fantascienza filosofeggiante di 2001: Odissea nello spazio. Cosa sarebbe stato il cinema senza il coinvolgimento via via sempre più crescente degli effetti speciali? Avrebbe emozionato comunque, è vero, così come puntualmente fa attraverso quelle opere che poco o nulla si servono degli effetti visivi.

Senza, però, non sarebbe riuscito a mostrare al pubblico terrificanti oppure amabili extraterresti ­- lo xenomorfo di Alien e l'E.T. di Spielberg -­ così come non avrebbe mai potuto riportare in vita creature estinte da milioni di anni per poi rinchiuderle in una riserva biologica su un'isola del Costa Rica (Jurassic Park).

Il cinema come show mirabolante, dunque, prodotto della maestria di veri e propri geni del settore dell'effettistica. Considerato tuttavia un riconoscimento secondario -­ nel gergo dell'Academy viene definito un premio tecnico ­- l'Oscar ai migliori effetti speciali (Academy Award for Best Visual Effects) viene assegnato agli artefici degli stessi, votati dal comitato Visual Effects Branch Executive all'interno dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l'ente che assegna gli Academy Awards, ovvero i premi Oscar.

Nella passata edizione trionfò il veterano Robert Legato - assieme ai colleghi Valdez, Jones e Lemmon - per il live action de Il libro della giungla. Quest'anno la sfida è fra un'altra vecchia e pluripremiata conoscenza dell'Academy, Joe Letteri candidato con The War - Il pianeta delle scimmie, e un quartetto di sfidanti temibilissimi, che andremo ora a a scoprire. Ecco i candidati ai Migliori effetti speciali agli Oscar 2018.

John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover (Blade Runner 2049)

Meraviglia visiva. Non c'è altro modo per descrivere Blade Runner 2049. Si può discutere su una seconda parte di sceneggiatura un po' troppo "telefonata", su qualche lungaggine di troppo, ma non sull'accuratezza con cui è stato confezionato il film da parte di Denis Villeneuve e dei suoi collaboratori.

Non può stupire quindi che il sequel di Blade Runner abbia fatto incetta di nomination di Premi cosiddetti tecnici agli Oscar 2018: dalla superba fotografia di Roger Deakins (sarebbe uno scandalo non premiarlo quest'anno) al sonoro per cui è stato candidato il trio formato da Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth, passando per le non meno spettacolari scenografie merito del duo Dennis Gassner e Alessandra Querzola.

Tra le nomination del film con Ryan Gosling e Harrison Ford, vi è quella ai Migliori effetti speciali andata a John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover. Del resto, tra inseguimenti volanti, ringiovanimenti digitali da salto sulla poltrona e affascinanti intelligenze artificiali, la candidatura era d'obbligo. Per approfondire, potete leggere la recensione di Blade Runner 2049.

Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick (Guardiani della Galassia Vol. 2)

Il ritorno di Star-Lord e soci in Guardiani della Galassia Vol. 2 si è risolto in una pellicola meno dinamica della precedente e più attenta alle dinamiche relazionali dei protagonisti. Non sono però mancate scene action di tutto rispetto e prodigi digitali degni di nota.

Ovvia, quindi, una nomination per gli effetti speciali agli Oscar 2018. Frutto di una compartimentazione del lavoro, gli effetti visivi del film diretto da James Gunn hanno usufruito dell'opera di compagnie come Framestore (impegnata a ricreare Rocket e Baby Groot come nel primo film), Lola VFX - alle prese col ringiovanimento digitale di Kurt Russell nel flashback iniziale, prendendo come riferimento il suo aspetto nel film La fantastica sfida (Cars Duel) del 1980 - e Weta Digital.

Quest'ultima si è occupata del personaggio di Ego (Kurt Russell) durante il combattimento col Peter Quill di Chris Pratt, creando un avatar digitale di Russell in diverse inquadrature. Inoltre ha curato il design del pianeta stesso, ispirandosi all'arte frattale di Hal Tenny.

Per Guardiani della Galassia Vol. 2 - potete leggere la recensione sul nostro sito - sono stati nominati all'Oscar per i Migliori effetti speciali Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick.

Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus (Kong: Skull Island)

L'ultima volta che lo scimmione preistorico ha gareggiato agli Oscar per i Migliori effetti speciali ha portato a casa la statuetta. Era il 2006 e il film di Peter Jackson vinse altri due Oscar. All'epoca l'aberrante creatura poté contare sulla supervisione di Joe Letteri (coadiuvato nel lavoro da Richard Taylor, Brian Van't Hul e Christian Rivers) e sulle movenze di Andy Serkis, quest'anno in gara con un primate dal formato decisamente più ridotto eppure non meno combattivo: il Cesare di The War - Il pianeta delle scimmie.

Ciò nonostante, il ritorno sul grande schermo dell'iconico re delle scimmie con Kong: Skull Island ha strabiliato gli addetti ai lavori a tal punto da meritarsi una nomination per gli effetti speciali alla 90esima edizione degli Academy Awards.

Il film diretto da Jordan Vogt-Roberts è una rocambolesca avventura rock che guarda ai capolavori bellici anni '70 a tema Vietnam, da cui eredita anche l'estetica. In Kong: Skull Island - di cui trovate la recensione sul nostro sito - osserviamo il mostruoso protagonista abbattere elicotteri in volo e fronteggiare predatori alpha dalle dimensioni extra-large. 

Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist ­(The War -­ Il pianeta delle scimmie)

"Affetti speciali", quelli ammirati in The War - Il pianeta delle scimmie, capitolo conclusivo della trilogia sui primati evoluti diretto da Matt Reeves. La resa visiva del lavoro svolto con la performance capture da Andy Serkis e soci è davvero sbalorditiva. Il miracolo digitale è opera di Weta, la compagnia neozelandese fondata nei primi anni '90 da Peter Jackson, vincitrice già dell'Oscar per i Migliori effetti speciali con la trilogia de Il Signore degli Anelli, King Kong e Avatar.

In The War - Il pianeta delle scimmie gli effetti speciali coinvolgono corse sfrenate a cavallo sulla neve, esplosioni, dinamiche relazionali, stati emotivi. Sulla dimensione del film, poi, c'è poco da commentare: si tratta di uno dei blockbuster più autoriali dell'ultimo ventennio, con un'alternanza di registri - ora war e revenge movie, ora dramma - che il regista Reeves utilizza in maniera portentosa.

Il gran finale di una saga avvincente meriterebbe, per quanto fatto vedere, il prestigioso riconoscimento da parte dell'Academy.

Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan e Chris Corbould ­ (Star Wars: Gli Ultimi Jedi)

Il quartetto di candidati è guidato dal supervisore degli effetti speciali Chris Corbould, conosciuto per pellicole di successo come Inception, Il cavaliere oscuro e La Mummia. Tra i suoi lavori più celebri figurano tutti i film della saga di James Bond degli ultimi 30 anni. 

Nel 2015 è entrato nel Guinness World Record per la realizzazione della più grande esplosione cinematografica di sempre (il film in questione è Spectre, l'ultimo 007 con Daniel Craig), per la quale il suo team ha utilizzato 8418 litri di benzina e 33 kg di esplosivo.

La trentennale esperienza nell'action nudo e crudo Corbould l'ha trasferita in due degli ultimi tre capitoli della saga di Guerre Stellari: dopo l'ottimo lavoro svolto per Star Wars: Il Risveglio della Forza, il britannico classe '58 ha supervisionato anche gli effetti speciali di Star Wars: Gli Ultimi Jedi, film per cui ha ricevuto una candidatura agli Oscar 2018 per i Migliori effetti speciali assieme a Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan.

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