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The Walking Dead: Recensione episodio 8x10. Hai già perso

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Un episodio fondamentale: nel nuovo mondo, quello senza Carl, The Walking Dead mette a confronto Rick e Negan. I sogni vanno in frantumi, per molti. Ma non per il leader dei Salvatori.

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È l’alba. L’alba di un nuovo giorno. L’alba del primo giorno della vita di Rick Grimes senza suo figlio. Gli incendi che dominavano il panorama di Alexandria hanno lasciato il posto al fumo e alla devastazione. E, naturalmente, ai vaganti.  Le lacrime di Michonne hanno lasciato il posto alla rabbia, che tenta di sfogare sui morti viventi. Prima che venga pronunciata una sola parola, in questo episodio di The Walking Dead 8 diviso in capitoli coi nomi dei personaggi protagonisti, passano oltre tre minuti e mezzo. 

Tre minuti e mezzo sono, per Rick e Michonne, il tempo di tornare a casa a recuperare il necessario e poi partire. Prima, però, c’è ancora da fare. Ci sono incendi da spegnere, vaganti da uccidere. Michonne ha un solo modo per sfogare il proprio dolore. L’ha sempre avuto. Combattere. Ma l’inevitabile non si può evitare: Alexandria è crollata. I Salvatori l’hanno distrutta ed è il momento di andare avanti. Lasciando la tomba di Carl. Lasciando la propria casa. Lasciando i ricordi.

Negan: la gente della spazzatura

Durante il viaggio Michonne vorrebbe leggere le lettere di Carl, ma Rick non è ancora pronto. Non importa: la notizia-bomba arriva lo stesso. Carl ha lasciato una lettera anche per Negan, consapevole di aver dato al padre il compito di consegnargliela. Rick però pensa ad altro. Non vuole pensare a Negan, non può pensare a Carl. Pensa ancora a Jadis. Insiste, di nuovo, nel voler parlare con lei per assicurarsi il suo supporto nella guerra contro Negan. Una guerra che suo figlio gli aveva chiesto di far cessare. Ma alla discarica c'è una trappola piena di zombie...

Intanto Negan - che ritroviamo dopo la pausa dello scorso episodio - torna in scena con la sequenza che avevamo già analizzato qui. E che si conclude con un punto in comune fra Rick e Negan: entrambi pensano che il gruppo di Jadis sia ancora un alleato fondamentale per la vittoria. Ed entrambi vogliono garantirsi la sua collaborazione.

Quello che facciamo noi, salvare le persone, è difficile. Ma funziona, dannazione. Quando avrò ammazzato Rick, sarà di nuovo tutto fantastico.

Le parole di Negan sono importanti. Perché ci mostrano come sia davvero convinto di fare del bene - pur trasformando, di fatto, le persone che salva in schiavi moderni. Ma sono parole importanti anche perché affermano la sua determinazione nell’eliminare Rick: Negan pensa che il problema sia solo lui. Crede che, eliminandolo, tutto tornerà come prima.

Si sbaglia. Come dimostra la cassa che riceve da Hilltop, con il cadavere rianimato di uno dei suoi uomini ucciso da Maggie.

Enid: la punizione

All’insaputa di Negan, un altro schieramento entra in gioco. Le donne del villaggio che aveva trovato Tara avevano catturato Enid e Aaron.

Uccidere è la punizione.

Anche Enid, come Carl e ogni altro personaggio prima di lei, ha dovuto uccidere. Ne porta il peso sulla coscienza, e lo farà per tutta la vita. Come ogni altra brava persona. Cindy, al comando dopo la morte della nonna per mano di Enid, lascia andare i suoi prigionieri ma rifiuta di unirsi alla guerra contro Negan. Per questo, Aaron decide di restare.

Il capitolo dedicato a Simon, come ci aspettavamo, è invece macchiato dal sangue. Il sangue scatenato da Simon, ormai fuori controllo, e dalla testardaggine di Jadis, che non ha ancora capito quanto siano pericolosi i Salvatori. E paga questa incapacità a carissimo prezzo: con la vita di tutti i suoi amici.

Ed è ora, in questo momento, che Rick contatta Negan...

Jadis: fine di un'era

Prima, però, deve uscire dalla discarica. Deve salvarsi. Deve ritrovare Jadis subito dopo che Simon ha massacrato la sua gente.

Questo era il nostro mondo, lontanissimo da tutti gli altri. In ogni senso.

Dopo il crollo di quel mondo, Jadis non è più la stessa: sa di aver causato un massacro e finisce schiacciata dal peso morale delle proprie azioni, di fronte al quale Rick non mostra pietà. Rick sa che è stata colpa di Jadies e ha finalmente capito di non potersi fidare di lei. Da qui a tirarla fuori dalla discarica, però, ce ne passa.

Jadis è rimasta sola con il fallimento del proprio sogno. Sola con il proprio dolore e la sua famiglia, trasformata in zombie e pronta per il macello: nonostante tutto, Jadis vuole vivere.

Nonostante tutto, Jadis vivrà.

The Walking Dead episodio 8x10
The Walking Dead 8x10: Simon e Jadis alla discarica

Rick: l’indifferenza non basta

Rick non ha salvato Jadis. Voleva solo che si allontanasse. Sa che ce l’ha fatta, ma non l’ha aiutata. Michonne gli fa notare che si è comportato in modo diametralmente opposto a quanto avrebbe voluto suo figlio. Rick l’ha capito ed è per questo che decide di leggere la lettera che Carl ha lasciato per Negan. E poi di chiamarlo via radio. Per dirgli della morte di Carl, del suo ultimo desiderio e della sua decisione di ucciderlo comunque.

Ma quando Negan chiede com’è morto - perché vuole sapere se sono stati loro - tutto cambia.

Quel ragazzo era il futuro.

Negan viene profondamente turbato dalla notizia, ma subito dopo incolpa Rick della sua morte. Per aver voluto cambiare le cose. Per non avergli impedito di fare qualcosa di stupido.

Io impedisco alle persone di morire. Io sono la risposta.

Negan resta fermo sulla propria idea - non a caso ha chiamato Salvatori i suoi uomini, in fondo. Anche Rick, per ora, resta fermo sulla propria posizione: il proposito di ucciderlo. Ma deve fare i conti con la realtà. Deve fare i conti con la volontà di Carl. E dovrà presto fare i conti con Negan, disposto a offrirgli la possibilità di arrendersi.

Hai fallito. Hai fallito come leader e soprattutto, Rick, hai fallito come padre. Devi arrenderti. Arrenditi, perché hai già perso.

Ancora una volta, il destino del mondo è nelle mani di Rick Grimes...

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