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Torna l'autore di Annientamento: la recensione di Borne, il nuovo romanzo di Jeff VanderMeer

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Dopo aver vinto il premio Nebula con la trilogia dell'Area X, Jeff VanderMeer torna nelle librerie italiane con Borne, il suo nuovo, affascinante romanzo...in attesa di vederlo sbarcare su Netflix!

Un dettaglio della copertina di Borne

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Tra pochi giorni anche i più restii a mettere piede in libreria potranno esplorare l'Area X. L'adattamento cinematografico di Annientamento di Jeff VanderMeer sbarcherà infatti su Netflix, dopo un fugace passaggio nei cinema statunitensi. Dati i nomi coinvolti (regia di Alex Garland, Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh come protagoniste) e le prime entusiaste recensioni apparse online, è facile immaginare che in tanti si avvicineranno a questo scrittore per la prima volta. Se c'è una trilogia fantascientifica che vale davvero la pena di recuperare, è proprio quella scritta da Jeff VanderMeer, vincitrice del premio Nebula 2014 e di recente ristampata in edizione omnibus da Einaudi

Per i fan dello scrittore e per chi non è sazio dei misteri dell'Area X, Einaudi - che da sempre crede nell'autore nonostante una certa ritrosia del pubblico italiano ad approcciarsi alla letteratura di genere, anche quando di alto livello letterario - ha riservato un altro, grande regalo. È appena arrivato nelle librerie Borne, romanzo autoconclusivo e l'ultima fatica di Jeff VanderMeer.

La copertina di BorneEinaudi
In copertina LRNZ illustra Borne così come appare per la prima volta nel romanzo

L'uscita è già attesissima dai cultori del genere new weird, dato che nel mondo anglosassone Borne ha riscosso un ampio consenso di critica e pubblico, in attesa di vedere se conquisterà anche le giurie dei premi letterari di settore. Opera meritoria di Einaudi a parte - che propone la traduzione italiana in tempi davvero celeri per il nostro mercato e con un'edizione illustrata da LRNZ - vale la pena di leggere il nuovo, bizzarro romanzo di VanderMeer? 

Incubi plantigradi e creature biotech: arriva Borne

Non c'è bisogno di spiegare cosa sia esattamente il sottogenere new weird, a cui VanderMeer ha dato il nome e di cui, dopo il successo critico di Annientamento, è decisamente uno degli scrittori di punta. Basta leggere un paio di capitoli di Borne per cogliere la fascinazione di VanderMeer per la bizzarria biologica e per l'inconoscibile naturale che caratterizza le nuove, postmoderne stranezze figlie della tradizione lovecraftiana. La sua protagonista, una giovane cacciarifiuti di nome Rachel, è sopravvissuta al trasformarsi del suo mondo in una terra post-apocalittica e contaminata da ogni genere di veleno. Rachel si muove per una città senza nome e piena di rovine in cui non ricorda come è giunta, mentre rammenta chiaramente il mondo com'era prima che la scarsità di risorse e cibo trasformasse ogni sopravvissuto incontrato tra le macerie degli edifici in un possibile nemico. 

Di lande così desolate i lettori distopici ne hanno percorse tantissime, ma quella descritta da VanderMeer è unica, poiché popolata dal frutto letterario del suo amore per la natura e la fauna. A torreggiare sulla città c'è infatti Mord, un orso dagli occhi dorati così gigantesco da poter spazzar via edifici interi con una singola zampata, capace persino di volare e generare un esercito di suoi Simulacri dalle fattezze plantigrade.

Lo scrittore Jeff VanderMeer HDGettyImages
Jeff VanderMeer è uno degli scrittori di genere più popolari, anche tra la critica letteraria

Mord è solo la più imponente e terrificante delle biotech che popolano la città; questi esseri a metà tra animali e incubi deliranti sono il risultato dei tanti esperimenti falliti della Compagnia, che come tutte le corporazioni senza nome incarna con la sua malvagità la hybris umana e scientifica. È la compagnia ad aver creato Mord e portato la città al tracollo, prima utilizzandola come campo per i propri perversi esperimenti, poi tentando di salvarla con la creazione di quello che è divenuta la crudele e distruttiva divinità della metropoli, Mord stesso. 

Arrampicandosi sul fianco di pelliccia di Mord addormentato un giorno Rachel scorge una sorta di anemone di mare luminescente. A questa bizzarra biotech dà il nome di Borne e, nonostante il parere contrario del suo partner ed ex dipendente dalla Compagnia Wick, la nasconde nella Scogliera, il rifugio in cui la coppia si nasconde, protetta da ogni trappola che siano riusciti ad ideare a sua difesa. La città è infatti una scacchiera di alleanze e inimicizie dove si consuma la guerriglia tra Mord, quel che rimane della Compagnia e la misteriosa Maga, decisa a porre fine al regno del gigantesco plantigrade con ogni mezzo, formando un'armata di creature più o meno umane al suo servizio.

Le ceneri di un mondo e il fuoco familiare: la recensione di Borne 

La Scogliera di Wick e Rachel è un'ottima sintesi della struttura del romanzo stesso, decisamente più accessibile delle allegorie letterarie e ambigue di Annientamento. Fuori dal rifugio dei protagonisti c'è la distruzione e la violenza, che fanno da drammatico contorno a quello che si rivela inaspettatamente il cuore narrativo del romanzo: la storia esemplare di cosa significhi davvero essere una famiglia. Nella precaria sicurezza della Scogliera Borne comincerà a cambiare forma e colore, a crescere di dimensioni, fino a destare il stupore di Rachel quando pronuncerà le sue prime parole. 


Le parole della creatura trasformeranno la percezione di sé di Rachel, che si sentirà improvvisamente responsabile di Borne come una madre. La biotech che ha raccolto è così innocente dal non cogliere la bruttezza e la tossicità del mondo che circonda la scogliera la prima volta che Rachel lo porterà all'esterno. Senza metri di paragone, in uno dei passaggi più commoventi del romanzo, Borne rimarrà stupito e toccato dalla bellezza del mondo, come un bambino che scopre con meraviglia che lo spazio che conosceva finora non è che un piccolo frammento della realtà. 

Arriverà anche per lui però il momento di crescere e lottare con le proprie contraddizioni. Ciò avverrà in senso letterale, dato che diventerà via via più grande e potente, e in senso spirituale. Rachel tenterà di assistere come meglio può lo straziante dilemma interiore di Borne, cresciuto mimando la sua amata scopritrice e credendosi umano, ma smentito a più riprese dalla sua vera natura di creatura che per sensi, mezzi e pulsioni è decisamente aliena al homo sapiens. L'amore tumultuoso e minato di segreti tra Rachel e Wick e il legame affettivo tra la cacciarifiuti e Borne costituiscono il fulcro narrativo di un romanzo che affronta in un mondo straniante quanto più di normale c'è nella vita di ogni essere umano: nascere, crescere prendendo consapevolezza di sé e del mondo, fino a staccarsi dalla propria madre e diventare indipendenti. 

La recensione di Borne: considerazioni finali

Più accessibile per prosa e struttura agli incubi allegorici dell'Area (che rimangono però insuperabili a livello letterario), Borne è un romanzo che riesce a coniugare un certo monito ambientale di miyazakiana memoria con una visione del futuro in cui la speranza può esistere ancora, a patto che l'umanità riconosca i suoi errori e si rassegni a non essere più il centro di un mondo che ha portato sull'orlo del baratro. Dietro la tenerezza del rapporto tra il curioso Borne e la sua giovane madre improvvisata c'è però una visione potente e ammonitoria, che per messaggi finali non è poi così distante da un grande romanzo sulla migrazione e l'amore come Exit West di Mohsin Hamid.

Annientamento, Natalie Portman studia la fauna dell'Area XHDNetflix
Annientamento rimane il capolavoro di VanderMeer, ma il film di Alex Garland sarà all'altezza?

Non sempre e non tutto gira per il verso giusto. Borne ha molti più limiti di Annientamento, o forse è solo il suo scrittore che, dopo aver risposto all'urgenza di provare il suo valore a livello letterario e di genere, ha meno urgenza di limare tutto alla perfezione. Laddove la sua prosa evocativa era parte fondamentale dell'equazione perfetta di Annientamento, il suo stile ricco di suggestioni sensoriali e il bizzarro modo di parlare di Borne tendono ad appesantire un po' la prima metà di Borne. 

La seconda parte invece ingrana la marcia più alta e ci regala scene memorabili e colpi di scena dolorosi e di grande potenza. Qui il rammarico però non può che crescere, perché la scelta di concentrarsi sul rapporto familiare tra Rachel e Borne ci priva di un romanzo ancor più visionario e brutale, che intravediamo sullo sfondo. La suggestione propria di personaggi come Mord e i suoi simulacri o e l'aura di mistero che circonda la Maga avrebbero forse meritato il centro della scena, o almeno una risoluzione meno affrettata. 

La nuova trilogia dell'area XEinaudi
La nuova edizione omnibus dell'Area X

Borne rimane comunque un ottima lettura dalle grande idee e dalle relazioni che scaldano il cuore - non importa che sia umano o alieno. Stavolta non attendete l'adattamento filmico o televisivo che prima o poi è probabile qualcuno girerà: fidatevi di VanderMeer da subito e andate in libreria. 

Voto7,5/10

A metà tra un film di Miyazaki e un incubo apocalittico, Borne conferma Jeff VanderMeer come un grande autore SFF che dialoga con ogni tipo di lettore. Borne però non raggiunge i fasti dell'Area X.

Elisa Giudici

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