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L’assassinio di Gianni Versace: La narrazione del settimo episodio

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Amore fraterno e sacrifici da un lato. Freddezza calcolatrice e costante ricerca della via più facile dall'altra. Ecco il settimo episodio di American Crime Story: L'assassinio di Gianni Versace.

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Tessere di un puzzle: così la struttura narrativa di American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace ci guida verso l’inevitabile destino dei personaggi. Giocando con la cronologia degli eventi, gli autori della serie ispirata dal libro Il caso Versace di Maureen Orth, ricostruiscono le vite e le storie delle vittime di Andrew Cunanan, e dello stesso serial killer.

Abbiamo già assistito ai brutali omicidi compiuti da Cunanan, mentre gli sceneggiatori ci svelano qualcosa di sempre nuovo riguardo agli eventi che l’hanno trasformato in un mostro. Mentre dialoghi e situazioni sono frutto della fantasia degli autori, il significato di questo episodio è fortemente ancorato alla società dell’epoca.

Siamo agli inizi degli anni ’90, la serie ce lo ricorda costantemente per immergerci nell'atmosfera di quel periodo. Un periodo in cui, per la società, se un omosessuale si ammala, è colpa sua. Se viene rapinato, si è infilato in una situazione sconveniente da solo. Se viene ucciso, se l’è cercata.

Amore fraterno, madri e figli

Dopo la sequenza d’apertura con lo scontro fra Gianni e Donatella, di cui avevamo già parlato qui, questo settimo episodio continua a concentrarsi sul rapporto fra i due fratelli Versace. Allo scontro, come spesso accade in famiglia, segue il riavvicinamento. Gianni è preoccupato di lasciare Donatella da sola, per via delle sue condizioni di salute: non sta bene e ancora non c’è una diagnosi. Così le propone di disegnare insieme un vestito, per affinare le abilità della sorella. Affinché diventi una vera stilista. Affinché diventi ufficialmente la sua erede, il suo lascito al mondo della moda. E non solo.

Dall’altra parte del mondo, intanto mentre lavora - svogliatamente - in un negozio come commesso, Andrew Cunanan si sente messo alle strette. Intrappolato in una vita senza prospettive, una vita che gli va stretta. A subirne le conseguenze, ancora una volta - come intuiamo - è la madre.

Il rapporto fra Cunanan e la madre ci era stato già accennato nello scorso episodio, e ora ne vengono ripercorsi i meccanismi: una madre affettuosa ma anche succube del figlio; un figlio che pretende senza essere disposto a dare. La madre è dipendente da Andrew, mentre lui si sente oppresso dalla donna che gli ha dato la vita. E non vede l’ora di andarsene. Un po’ come in tutti i suoi altri rapporti umani, Andrew Cunanan si ritiene superiore a lei.

Nuove prospettive, mondi opposti

Durante una serata insieme a Jeff, per conoscere altri ragazzi, Andrew Cunanan - terrorizzato dall’idea di essere rifiutato, cosa che è incapace di accettare - continua a mentire. Inventa bugie sempre nuove per attirare l’attenzione, per dipingersi come la persona che non è: una persona importante, interessante, degna di nota. 

Ed è proprio alla fine di quella serata che, rimasto solo, Cunanan inizia a pensare di guadagnare dei soldi grazie a uomini più anziani. Come una professione vera. Si presenta a un’agenzia per escort. Rifutato, decide di mettersi in proprio.

Ancora una volta, il suo mondo e quello di Gianni Versace si contrappongono. Mentre Andrew e la madre vivono un rapporto basato sulle menzogne, Donatella diventa ufficialmente la musa di Gianni. Da un lato abbiamo un uomo insoddisfatto, frustrato e capace solo di mentire. Dall’altra abbiamo un uomo che crede nella famiglia, che ama profondamente la sorella e vuole che faccia strada nella vita.

Al party per il centesimo anniversario di Vogue, Donatella indossa l’abito che lei e Gianni hanno creato insieme: Gianni le dice che è pronta a lasciarsi ammirare, a diventare ambasciatrice delle sue stesse creazioni. La tenerezza dei loro ricordi, e del loro sostegno reciproco, è commovente. Gianni tiene per mano Donatella finché lei è pronta a spiccare il volo.

Andrew Cunanan si limita a cercare la via più breve: gli uomini più ricchi della città.

Freddezza e sentimenti

Le sequenze che gli sceneggiatori di American Crime Story compilano con dialoghi ed eventi di cui, di fatto, non possono essere a conoscenza, hanno un obiettivo preciso: mettere in contrasto l’importanza dei sentimenti nella vita di Gianni Versace (e delle altre vittime di Cunanan) e la freddezza calciatrice dell’assassino.

Abile, determinato e finto - in tutto e per tutto - dopo la morte di Lincoln (alla quale assiste senza muovere un dito), Cunanan si trasferisce a San Francisco con l’uomo più ricco a cui possa aspirare. Un uomo che noi conosciamo già: il milionario Norman Bleachford.

Quando la madre lo supplica di non lasciarla sola, lui le rompe una clavicola. Ma al pronto soccorso, la donna protegge il figlio (che definisce “un bravo ragazzo”). Nello stesso momento, a Milano, Donatella riunisce i dipendenti per comunicare che Gianni sta male, ha un tumore all’orecchio e mentre lui si curerà sarà lei a prendere le redini. Suo fratello ha il cancro. Lo dice in lacrime… Poi, per onorarlo, si siede e inizia a disegnare.

Dall’altra parte del mondo, anche Andrew sente di aver preso le redini: è sulla terrazza della splendida villa di Norman. Dove vorrebbe che tutti lo vedessero.

Il penultimo episodio di American Crime Story vi aspetta venerdì prossimo alle 21.05 su FoxCrime

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