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Trump contro i videogame violenti: cos'è successo al meeting dell'8 marzo

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Donal Trump e i vertici dell'industria videoludica sono i protagonisti di una tavola rotonda storica per l'universo in poligoni. Nel mirino i videogiochi violenti.

Il Presidente USA Donald Trump in versione Super Mario

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Finalmente è successo, l'evento che appassionati di videogiochi e esperti del settore attendevano da tempo si è consumato nella giornata di ieri.

Dopo essersi scagliato contro i videogame violenti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha infatti incontrato ''de visu'' i principali esponenti dell'industria in poligoni. Un meeting, quello dell'8 marzo 2018, che muove i primi passi di un'indagine finalizzata a stabilire quale sia l'impatto sulle menti dei giovanissimi dei game più votati a contenuti maturi.

E se la curiosità era inevitabilmete altissima, è il Washington Post a pubblicare un report sull'andamento della seduta, in attesa di dettagli più specifici da parte della Casa Bianca.

La tavola rotonda a tema poligoni è durata circa un'ora, e ha visto la presenza - al fianco del controverso personaggio di Trump - di personalità come i CEO di Zenimax Media e Take-Two Interactive, oltre ai rappresentati dell'Entertainment Software Association (ESA).

Sempre stando a quanto pubblicato dal Washington Post, il presidente USA avrebbe inizialmente richiesto di proiettare un video - poi pubblicato sul canale YouTube ufficiale della Casa Bianca -, in cui si susseguono alcune scene ad alta tensione, fatte di emoglobina, violenza apparentemente gratuita e azioni illecite. Tutte riprodotte fedelmente negli esponenti più amati, e criticati, del mercato videoludico.

Le sequenze mostrano allora passaggi di Fallout 4The Evil Within e Call of Duty Modern Warfare 2, solo per citarne alcuni di quei mondi virtuali che fanno da spalla a Grand Theft Auto e soci.

Dopo la visione della clip, Brent Bozell - presidente di Media Research Council - si è rivolto ai presenti, richiedendo di mettere in atto una regolamentazione ''decisamente più dura'' per i prodotti videoludici, che possa così equipararli ad alcolici e sigarette. La ''morsa'' del Governo a stelle e strisce permetterebbe così di impedire ai gamer minorenni il libero accesso a titoli non adatti alla loro età e sensibilità.

Il partito repubblicano, rappresentato per l'occasione da Vicky Hartzlerm, si è detto favorevole, chiedendo che una regolamentazione più severa venga estesa anche ad altri media come la musica, le serie TV, i fumetti e il cinema.

Arrivano poi le dichiarazioni a caldo dell'ESA:

Abbiamo apprezzato questa opportunità. Durante l'incontro abbiamo parlato chiaramente del fatto che non ci sia alcuna correlazione tra videogiochi e violenza, del Primo Emendamento che tutela i creativi dell'industria e del sistema di classificazione pensato per aiutare i genitori nell loro scelte. Il Presidente si è dimostrato ricettivo e comprensivo verso le nostre argomentazioni.

La vicenda, dunque, non è chiusa qui. Stay tuned su queste pagine per tutti i futuri risvolti.

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