FoxCrime  

L'assassinio di Gianni Versace, la narrazione dell'ottavo episodio

di -

Due mondi opposti, in due parti opposte del mondo: Gianni Versace e Andrew Cunanan avevano avuto due vite molto diverse. E due storie famigliari che li hanno segnati, nel bene e nel male.

94 condivisioni 0 commenti

Condividi

1957, Calabria. Gianni Versace, 11 anni, osserva la madre sarta al lavoro nella sua boutique. Il ragazzino mostra grande interesse per quell’ambiente e la madre, che lo capisce immediatamente, gli dice che se vuole fare lo stesso lavoro glielo  insegnerà.Sgridato dalla maestra perché in classe disegna abiti anziché stare attento e deriso dai compagni per la sua passione, il piccolo Gianni nella sequenza ideata dagli sceneggiatori de L’assassinio di Gianni Versace è l’emblema del bambino cresciuto in una famiglia in cui regnava l’amore. A dispetto di un'epoca difficile.

Legato ai fratelli e incoraggiato dalla madre, Gianni è l’esatto opposto di Andrew Cunanan, alla cui infanzia gli autori dedicano questo penultimo episodio di American Crime Story 2.

Famiglie disfunzionali

Oggi si chiamano così, una volta - e siamo negli anni ’80 in California, quando anche Andrew ha 11 anni e si trova dall’altra parte del mondo in tutti i sensi - erano semplicemente “famiglie”. Mentre si trasferisce insieme ai genitori e ai fratelli in una bella e grande villa, grazie al lavoro del padre Modesto - detto Pete - che riesce a superare un colloquio alla Merryll Lynch, Andrew ci mostra la storia che l’avrebbe reso un mostro assassino.

Isolato dai fratelli, che il padre non degnava nemmeno d’una occhiata, e idolatrato dal padre - con il suggerimento da parte degli autori, ma solo il suggerimento, che il loro rapporto fosse sfociato nelle molestie - Andrew è un ragazzino fragile che aspira a una sola cosa: essere speciale. La sequenza con il montaggio alternato del colloquio di Pete alla Merryll-Lynch e di quello di Andrew alla Bishop, la scuola più prestigiosa della zona, inizia subito a mettere in parallelo le vite dei due Cunanan, anticipandoci come Andrew finirà per seguire le orme del padre.

Bugiardo, truffatore e violento - picchia ripetutamente la madre, oltre a esercitare continue violenze psicologiche contro di lei - Pete Cunanan si vende come l’uomo che si è fatto di sé, ma non è altro che un delinquente.

Un pessimo esempio

Quando finisce nel mirino dell’FBI, Pete ha già svuotato tutti i conti e preparato documenti e contanti per tornare a Manila, nelle Filippine, dov’era nato: non esita un solo istante a fuggire, abbandonando la sua famiglia senza un soldo e senza una casa. Incluso il suo adorato Andrew.

L’abbandono del padre è l’elemento scatenante nel mutamento della personalità di Andrew, come ci raccontano gli sceneggiatori sulla base del libro di Maureen Orth intitolato Il caso Versace. Dopo averlo raggiunto a Manila, Andrew scopre che tutto ciò in cui aveva sempre creduto non è altro che una bugia.

A suo padre non importa nulla di lui, né del resto della famiglia. Non aveva un piano di riserva per occuparsi di loro: è davvero fuggito, lasciandoli senza nulla. E quando prova a ribellarsi, Andrew rimedia un atteggiamento violento. Lo stesso atteggiamento violento che il ragazzo adotta con la madre, imitando ovviamente le gesta di Pete.

Andrew Cunanan torna in America dopo aver giurato che non sarebbe mai diventato un bugiardo e un ladro come il padre che gli ha spezzato il cuore. Subito dopo, si trasforma in quello stesso bugiardo e ladro. Fin dal colloquio alla drogheria presso cui trova lavoro. Un lavoro che odia - lo sappiamo perché l’abbiamo già visto in un episodio precedente - e che disprezza.

Cunanan: creare un mostro

Sebbene i dialoghi e gli episodi dell’infanzia di Cunanan ai quali assistiamo siano frutto della penna degli sceneggiatori e della Orth, una cosa è certa: Andrew è diventato un delinquente imitando il comportamento del delinquente che considerava la persona più importante del mondo, suo padre.

Mentre la madre di Gianni Versace insegnava al figlioletto a guadagnarsi il pane con il sudore, Pete Cunanan millantava le meraviglie della via più facile e insegnava ad Andrew a rispettare un solo Dio: il denaro.

La mia vita è una storia che si racconta in dollari.

Una frase che riassume alla perfezione la scala di valori di Modesto “Pete” Cunanan. Ripeteva al suo bambino che per avere successo bisognava essere speciali. E lo faceva proprio quando, dall’altra parte del mondo, Gianni Versace si sentiva rivolgere parole molto diverse sul successo.

Il successo arriva solo con il duro lavoro. Molte ore, molte settimane, molti anni. E non è mai facile, ma va bene così: è questo che lo rende speciale.

Mamma Versace e papà Cunanan erano due modelli opposti di esseri umani. Inevitabile, quindi, che crescessero due uomini destinati a diventare opposti in tutto e per tutto. Ma, purtroppo, anche destinati a incontrarsi…

L'ultimo episodio di American Crime Story: l'assassinio di Gianni Versace andrà in onda venerdì prossimo solo su FoxCrime.

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.