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The Walking Dead, la recensione dell'episodio 8x12: la chiave

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Un episodio carico di significati, di eventi inattesi e di momenti che racchiudono il senso stesso di The Walking Dead. Signore e signori: ecco La chiave. Con l'eredità del passato e un sogno per il futuro.

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Non era facile, eppure ci sono riusciti: gli autori di The Walking Dead ci hanno regalato un episodio memorabile. Un episodio arricchito da un inseguimento in auto (sì, nel mondo post-apocalisse zombie: non era da tutti) e da una sequenza che racchiude il senso dell’intera serie. Lo scontro fra Rick e Negan, completamente soli, è lo scontro fra due modi d’intendere la sopravvivenza, il mondo e la vita stessa. Ed è uno scontro che si svolge mentre i due protagonisti, oltre a lottare l’uno contro l’altro, devono difendersi dagli zombie.

I vaganti sono una (grave) complicazione, ma i veri protagonisti sono gli uomini. Lo sono sempre stati. La serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman ci dice inequivocabilmente che questa ottava stagione - il cui senso profondo era emerso già da diversi episodi - è il punto d’arrivo di un percorso lungo otto anni.

Nella serie, però, il tempo della narrazione è molto più contratto. Il che significa che tutte le esperienze, i lutti, i sacrifici e le decisioni terribili sofferti dai personaggi sono concentrati in un arco di tempo che rende la loro trasformazione tanto inevitabile quanto drastica.

Il mondo cambia, e in fretta. Ma certe cose non cambiano mai. In questo dodicesimo episodio denso di eventi rilevanti, tre sono le questioni principali.

1. L’eredità di Carl è sempre presente

La discussione fra Enid e Michonne è rappresentativa di quanto Carl, sebbene non più presente, influisca ancora sulle decisioni di chi lo amava. Enid ricorda che lei ha ucciso ed è viva. Carl invece ha aiutato, ed è morto. Ma la sua è una visione ferita, disperata e fin troppo semplicistica del mondo di The Walking Dead. La visione di una ragazzina cresciuta in un mondo spaventoso, circondata dalla paura e da un incolmabile e inconsolabile senso di perdita.

Michonne, nel cercare di spiegarsi con Enid, approfondisce per la prima volta la sua interpretazione della richiesta di “mettere fine a tutto questo”. È evidente che Carl non poteva volere la resa incondizionata di Rick e dei suoi. Secondo Michonne, le sue parole andavano oltre: non può esserci solo la guerra. Non si può sopravvivere solo così. Ci dev’essere qualcos’altro, nel futuro. Lo confermavano le sue stesse visioni di un prossimo futuro in cui tutti - da Eugene a Negan - collaboravano alla creazione di una comunità pacifica volta a restituire dignità a un mondo spezzato.

Michonne non si spinge oltre: non fa ipotesi su cosa intendesse Carl. Non ci dice se il ragazzo l’aveva già capito, a dispetto dei molti adulti che lo circondavano. Ha solo la certezza che il giovane Grimes sapesse qualcosa più di lei. E come a confermare questa interpretazione, ecco che entra in scena Georgie.

The Walking Dead 8x12: l'incontro con Georgie

2. Non c’è futuro senza conoscenza

La donna interpretata dalla sempre brava Jayne Atkinson inizialmente sembra - diciamolo - fuori di testa. Il suo girovagare fra le rovine del mondo di The Walking Dead per barattare la sua conoscenza con altra conoscenza (l’arte, e la musica in particolare nel caso di Hilltop) può apparire la decisione di una donna che non ha saputo adattarsi al mondo in cui vive.

Già il modo in cui è vestita - con colori chiari in un mondo in cui tutti, o quasi (Rick fa spesso eccezione) vestono di scuro - la fa apparire fuori posto. Una personalità bizzarra accompagnata da due guardie del corpo vestite come chiunque altro, e non a caso. La prima impressione è la stessa che poteva averci dato Ezekiel, che si faceva chiamare Re e sedeva su un trono con una tigre accanto. Come nel caso di Ezekiel, naturalmente, sotto la superficie c’è molto di più.

Vincendo le resistenze di Maggie - certamente anche grazie alle parole di Michonne - Georgie ottiene il suo accordo. E si dimostra più generosa del previsto, offrendo spontaneamente a Hilltop le proprie scorte di cibo. In cambio, consegna a Maggie il suo libro, rigorosamente scritto a mano, chiamato “La chiave del futuro”. Ovvero una raccolta di tutte le conoscenze medievali - cioè antecedenti alla rivoluzione industriale, per capirci - utili a coltivare il cibo in maniera ottimale, a costruire acquedotti, a realizzare costruzioni sicure.

La storia si ripete: il mondo è tornato indietro. Per andare avanti, paradossalmente, le persone devono fare esattamente la stessa cosa.

The Walking Dead episodio 8x12
The Walking Dead 8x12: in assenza di Negan, Simon prende il comando

3. Un leader non può evitare le conseguenze delle proprie scelte

Dalla raccapricciante scena in cui Negan dice a Lucille che è bellissima, immersa nel suo secchio di viscere di zombie, emerge il lato folle del nemico pubblico numero uno. Lucille nel secchio è un po’ come l’acquario di teste del Governatore: una rassicurazione per lo spettatore sul fatto che un uomo tanto crudele non possa essere completamente sano di mente. Stavolta, però, le cose sono diverse. Stavolta, Rick e Negan si scontrano per una ragione precisa: raccolgono l’eredità del loro operato.

Rick, subito prima di suonare il clacson per avvisare Hilltop, decide di agire da solo. Lo fa per due ragioni: perché vuole farla finita, uccidendo personalmente Negan, e per provare a evitare di coinvolgere i suoi amici in un altro scontro che potrebbe costare molte vite. Negan, invece, si trova da solo contro Rick per un solo motivo: Simon e Dwight decidono di lasciarlo al loro destino.

Da una parte, quindi, abbiamo un leader che si prende la responsabilità di tentare una mossa azzardata, nella speranza di anticipare la fine della guerra, esattamente come aveva fatto Daryl al Santuario, ignorando il piano di Rick e agendo di testa propria - e non a caso le sue scuse arrivano proprio ora: la morte di Carl rinsalda un legame di profonda amicizia che si stava sfaldando per diversità di vedute. Dall’altra parte c’è un dittatore che, a forza di terrore e violenza, ottiene solo un ammutinamento.

Simon e Dwight - come lasciava intuire la sequenza in anteprima che avevamo già analizzato qui - non seguono Negan per fiducia e lealtà, come fanno invece i seguaci di Rick. Lo seguono solo per paura. E quando scorgono la possibilità di liberarsi di lui, la colgono al volo. Simon vede l’auto di Rick arrivare, ma non dice nulla. Simon e Dwight trovano, in seguito, l’auto di Negan, ma non vanno a cercarlo. Dwight probabilmente non si aspettava che Simon si preparasse a massacrare Hilltop, prendendo il posto di Negan. Così come Negan non si aspettava di essere catturato da Jadis subito dopo aver saputo del massacro compiuto da Simon contro i suoi stessi ordini.

E noi, poco ma sicuro, non ci aspettavamo di vedere Rick impugnare Lucille in fiamme. Non ce lo aspettavamo. Ma certamente non è un'immagine che dimenticheremo facilmente.

Appuntamento a lunedì prossimo con l'episodio 13 di The Walking Dead 8.

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