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I David di Donatello e quel sogno chiamato Steven Spielberg

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Il nostro emozionante incontro con Steven Spielberg ai David di Donatello, l'uomo che ha plasmato la pop culture e i nostri sogni e l'unico in grado di ribaltare ogni convinzione sull'entertainment business.

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Premiato alla carriera durante la cerimonia dei David di DonatelloSteven Spielberg è volato direttamente da Londra (dove stava promuovendo il suo nuovo film Ready Player One) a Roma per presenziare la cerimonia, in occasione della quale lo abbiamo incontrato e intervistato sul tappeto rosso. L'emozione è stata grande, difficile da contenere. Avevamo avuto modo di incontrare Spielberg in precedenza, ma questo non cambia la commozione e trepidazione che si prova in un momento del genere.

Cullati dai suoi film, per intere generazioni Steven Spielberg è una figura famigliare, che fa parte della nostra infanzia e della nostra adolescenza. Uno zio a tutti gli effetti, di quelli che ti portano i dolci che non dovresti mangiare o che ti fanno provare le montagne russe e ti stringono la mano quando hai paura. Un mix di adrenalina e dolcezza.

Se siete nati a cavallo degli anni '80, '90, e anche '70, l'immaginario cinematografico nato dalla mente brillante di Steven Spielberg avrà sicuramente avuto un forte impatto sulle vostre esistenze. Chi non ricorda ancora oggi la prima volta in cui ha posato lo sguardo sui brontosauri e non è rimasto terrorizzato dai velociraptor di Jurassic Park che avevano imparato ad aprire le porte...

In una società che ci insegna che prevaricare gli altri è giusto, che non guardare in faccia a niente e nessuno è lecito, dove l'umiltà e la gentilezza vengono bollate come debolezze, arriva un uomo che incarna il cinema, il vero e indiscusso Re di Hollywood, e spezza questi schemi con uno sguardo. 

Tutto quello stupore e meraviglia che il cinema di Spielberg porta con sé è incarnato nello spirito del regista. Ieri sul red carpet dei David di Donatello ha risposto zelante, mai stanco e sempre brillante. Un uomo timido, umile e gentile.
Quando pensi a un gigante di Hollywood immagini che in realtà non possa essere così umano, che sia un despota, o che magari sia solo aria fritta, una costruzione per perpetuare un sogno commerciale. E invece no, Steven Spielberg è lontano da questi schemi, ha occhi vispi e buoni sotto i suoi spessi occhiali, per l'occasione ha indossato lo smoking ma adora girare in sneakers e jeans, e quando incroci il suo sguardo qualcosa cambia.

Può sembrare melenso e smielato dire che il motivo per cui personalmente faccio questo lavoro è per quello che il suo cinema è riuscito a mostrarci, il modo in cui mi ha fatto capire che a questo mondo tutto è possibile, basta solo sognarlo. Ma è così, ha cambiato non solo la mia vita, anche quella di intere generazioni di cinefili. E quello sguardo, magnetico e familiare fa sembrare il mondo un posto migliore. 

Se l'essenza del cinema e della pop culture dichiara che il più grande salto fuori dalla propria comfort zone (come Halliday prima e Parzival poi in Ready Player One) sia ogni volta quello di iniziare a girare un nuovo film, capisci che non ci sono "Re del Mondo" che tengano. Dopo quattro premi Oscars aver ancora paura di tradire il pubblico, di non essere all'altezza, ma sentire il bisogno di dover comunque tentare e agire, perché sono i film che scelgono lui, e lui è il tramite di queste storie, ha un valore che va oltre ogni convenzione e convinzione.

Steven Spielberg è così, mette il proprio pubblico davanti a tutto, e lo fa con umiltà, mettendosi al servizio degli altri. Non c'è spocchia o superbia in lui, e questo ci fa sperare che il mondo sia davvero un posto migliore, dove non sono i superbi a prevalere, ma chi in realtà conserva ancora lo spirito e la genuinità di quando era un bambino, che si diverte a fare il proprio lavoro e ama condividerlo con gli altri.

Ci ha mostrato che i Grandi Giganti Gentili esistono, e sono di statura minuta, di una grande umiltà e gentilezza rare, e con un sorriso capace di sciogliere anche il più arcigno dei cuori.

Qual è il film più bello di Steven Spielberg?

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